Saranda – Himare: cartoline dall’Albania

13 agosto
Finalmente si pedala. Salutiamo Artin e Viola, nostri giovanissimi ospitanti, e scortati dal pullmino del fido Altim muoviamo alla scoperta delle strade dell’Albania. Per un lungo tratto costeggiamo il lago salato di Butrinti, con le strutture per la piscicultura che affiorano alla superficie, quindi siamo di nuovo a Saranda.

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I disastri causati dalla cementificazione fuori controllo diventano, in bicicletta, molto più evidenti. Ci sono scheletri di palazzine in costruzione ovunque, sbancamenti, edifici che sorgono davanti ad altri appena finiti coprendo la vista del mare, e polvere, polvere ovunque. Fuori città, sulla strada che va verso Himare, due cave di petra aggiungono il "carico da undici": camion vanno e vengono, polvere a profusione, e come se non bastasse la scarpata della strada è divenuta, per chilometri, una discarica di materiale di scarto, pietre, terriccio, spazzatura. Cerco di consolarmi pensando che probabilmente tutto finirà coperto dall’allargamento della sede stradale, ma certo è una visione apocalittica che mi sarei volentieri risparmiato.

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Superato l’incubo edilizio di Saranda il paesaggio si snoda in una sequenza pressoché ininterrotta di cartoline, una più bella dell’altra. La strada sale e scende mettendo alla prova le nostre gambe, tra valli sconfinate, boschi verdissimi e minuscoli agglomerati che, se belli non si possono dire, ci offrono almeno il conforto di bibite fresche e la possibilità di acquistare un po’ di frutta.

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Poi si svalica, e sulla sinistra fa capolino un mare blu, presagio di un finale bagno ristoratore che il caldo ci farà a lungo sospirare.

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È quello che mi aspettavo, come se l’appennino centrale si affacciasse direttamente sul mare anziché su chilometri di pianura. Saliamo e scendiamo sotto un sole cocente riempendoci gli occhi di scorci indimenticabili.

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Sarebbe quasi un paradiso, e se non avessi sperimentato sulla mia pelle la terrificante esperienza dei 35km da Valona a Fier potrei forse cullarmi nell’illusione che tutto il resto del viaggio sarà così. Gli altri forse lo fanno, e non ho nessuna voglia di disilluderli in anticipo.

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Qua e là la dorsale collinare scopre spiagge sconfinate e pressoché deserte, temporaneamente risparmiate, non si sa bene per quanto ancora, dalla selvaggia rincorsa al cemento.

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L’asinello montato col basto sembra una fotografia da dépliant turistico della Grecia, e invece qui è un mezzo di trasporto ancora usatissimo, che le ingombranti ed onnipresenti Mercedes non riescono a scalzare.

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Entusiasti divoriamo chilometri e chilometri, tra mare e montagne, perdonando le pessime condizioni delle strade. La natura è in questo tratto dominatrice incontrastata e ce ne abbeveriamo con tutti e cinque i sensi.

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Poco prima di Himare ci appare una spiaggia da sogno, e facciamo voto di tornarci a fare il bagno nel pomeriggio.

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Himare, purtroppo, si rivela come da previsioni una cittadina brutta, polverosa e povera, accanto alla piazza centrale rovine non rimosse di palazzine demolite ci fanno ragionare sulla scarsa efficacia fattiva delle leggi albanesi contro l’abusivismo. La spiaggia è rovinata da costruzioni discutibili che arrivano fin sulla riva del mare, come l’albergo in cui finiamo per alloggiare dopo una breve ricerca.

La spiaggia sotto l’albergo è minuscola e poco frequentata, il mare non pare troppo sporco, ma la presenza di un motoscafo che manovra a motore acceso a pochi metri dalla riva, praticamente in mezzo ai bagnanti, è per me un potente dissuasore. Non ho molta fantasia per documentare il brutto, per cui non scatto foto, ma posati i bagagli, e legate le bici sulla terrazza dell’albergo (accessibile da una scala esterna), mentre metà della comitiva si accontenta di un po’ di relax, saliamo sul pullmino e torniamo alla spiaggia di poco prima, per il tanto agognato bagno pomeridiano.

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Il tramonto dalla terrazza dell’albergo regala suggestioni romantiche. Una minuscola barca di pescatori si staglia scura poco sotto il filo dell’orizzonte, tra un cielo rosa-arancio ed il mare azzurro.

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Riesco a scattare un’ultima foto, al crepuscolo, in cui Himare sembra davvero una graziosa cittadina costiera, cosa che forse fra qualche anno diventerà, se i turisti (ed i loro "contanti") riusciranno ad imporre i propri gusti estetici ad una popolazione abituata ormai da decenni a convivere con le brutture.

16 pensieri su “Saranda – Himare: cartoline dall’Albania

  1. Mille grazie sign pierfranco del raconto onesto e stupendo,e con le foto,sono stato anchio anno skorso al mio paese ma mi son fermato a Dhermi subito dopo valona.
    Grazie ancora con rispeto
    Altin

  2. Hai ragione, c’è ancora tanto da fare. ci sono stati tanti disagi, ed è difficile riorganizzarsi in poco tempo.
    Prendo spunto per lanciare una freccia anche alle località italiane che purtroppo sono arretrate.. per il momento ho avuto modo di visitare la Puglia, il salento: purtroppo ha gli stessi problemi dell’Albania, di Himare in questo caso.. unica differenza, è che li i soldi girano. Tantissimi turisti, eppure condizioni penose delle spiagge, yacht (si proprio enormi) in mezzo ai bagnanti,etc. ovviamente nessuno fotografa queste cose…come te non l ho fatto nemmeno io.
    Grazie per le foto.

  3. Una delle località più “chic” dell’Italia è Cala di Volpe, in Costa Smeralda, in Sardegna. Eppure io ci sono stato ad agosto e sono dovuto scappar via: yacht mastodontici all’orizzonte e acqua opaca, in pratica si nuota in mezzo agli scarichi di queste portaerei del lusso.
    L’unica consolazione che ho è di avere ancora occhi capaci di vedere e comprendere certe nefandezze ambientali, mentre la maggior parte della gente si è abituata e non ci fa più caso.
    Purtroppo l’unico argine al potere corruttore del denaro appare la povertà… e non so davvero quale sia il male minore.

  4. sono stato a dermi e a ksmail torno ancora per la terza volta faccio pesca sub mi trovo bene la gente e gentilissima penso di fare piu di qualche mese grazie a tutti

  5. …è vero…….e penso che il mio paese viene meglio se fotografato di sera…(quando c’è la corrente elettrica!!!!) almeno per adesso! Spero in un vicinissimo giorno di poter vedere delle belle foto anche sotto la luce del sole…lo spero veramente!

  6. Se ti può consolare (non credo) qui in Italia quanto a bellezza campiamo di rendita con quello che abbiamo ereditato dai secoli passati, ma lavoriamo alacremente a distruggere tutto il resto…
    Se l’Albania lavora per diventare più bella e l’Italia, come sta facendo, per diventare più brutta, fra un po’ ci incontreremo a metà strada.
    😦

    • Come faccio a darti un consiglio se nemmeno conosco i tuoi gusti?
      Poi il viaggio è di cinque anni fa, e l’Albana è un paese che cambia estremamente in fretta… davvero non so che dirti.
      Il mare, comunque, è splendido, se non quello immediatamente di fronte al paese, sicuramente altre spiagge a breve distanza. Piuttosto facci sapere tu, al ritorno, cos’hai trovato. 🙂

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