Dinosaur jr.

 

Questa storia inizia nel pomeriggio di sabato 5 settembre quando, da un giornale letto casualmente in treno, apprendo che una band di nome “Dinosaur jr.” (l’articolo specificava “nella formazione originale“) avrebbe tenuto un concerto a Roma di lì a tre giorni… o per meglio dire inizia nel lontano 1987, allorché guidato da una recensione intrigante letta su una rivista di settore mi recai presso “Disfunzioni Musicali“, a San Lorenzo, per comprare una copia di “You’re Living All Over Me“, secondo LP fresco di stampa della summenzionata band… o forse occorre arrivare ancora più lontano, fino ai tardi anni ’60, al genio chitarristico di Jimi Hendrix ed agli assoli ancor oggi insuperati quanto ad originalità di “Voodoo Chile (slight return)” e “All Along The Watchtower“.

Dinosaur jr.” è un nome che alla stragrande maggioranza delle persone non dirà nulla, perfino tra quelli che si ritengono genericamente ‘appassionati di musica‘ pochi sapranno associarvi un brano, una copertina, anche solo una citazione. Eppure furono in grado, sul finire degli anni ’80, di dare ad un genere musicale dai contorni da sempre indefiniti (il rock “indie”, ovvero delle etichette indipendenti) la svolta che pochi anni dopo avrebbe prodotto il fenomeno “grunge“.

La grande intuizione di J Mascis, Lou Barlow e Murph fu di fondere elementi tra loro contrastanti. All’energia rumorista dell’hardcore accostarono parti vocali melodiche e quasi “pop“, inframmezzando il tutto con digressioni strumentali e recuperando dalla tradizione hard-rock degli anni ’70 gli assoli chitarristici, non tanto in chiave di sublimazione e vertice artistico del brano stesso ma integrati, in forma frammentata e stravolta, nella struttura complessiva della composizione.

In questo il rimando ad Hendrix è inevitabile, non tanto per lo stile nudo e crudo (ed anche lì tra “fuzz“, “noise“, “wa-wa” ed altri effetti assortiti la “discendenza” è evidente), quanto nella capacità rara di sottomettere il virtuosismo chitarristico alle esigenze compositive, rendendolo parte e non culmine della composizione, dando spazio alle digressioni strumentali di basso e batteria e finendo col costruire degli “oggetti canzone” estremamente dinamici, imprevedibili e sfuggenti.

È pressoché impossibile cogliere, nel periodo in cui gli eventi prendono forma, la reale portata ed importanza di una singola opera, di un singolo artista, di una singola band. Anni dopo si scopre, per pubblica ammissione di altri diretti interessati, il tributo di ispirazione dovuto ai “grandi” o, meno spesso, a degli emeriti semisconosciuti. La valenza seminale di “You’re Living All Over Me” è emersa solo molto dopo la sua pubblicazione, nelle interviste ai membri di band del calibro di “Nirvana” e “Soundgarden“.

Sabato, dunque, tornato a casa, ho cominciato a scartabellare la rete per colmare il vuoto di questi ultimi diciotto anni (nel corso dei quali più che abbandonare i “Dinosaur jr.” ed il rock “indie” della mia, direi tardiva, adolescenza ho finito con lo sviluppare altri interessi e col relegare l’ascolto della musica a spazi via via più marginali). In breve dopo tre lustri in cui nemmeno si erano parlati tra loro, il trio originario aveva deciso di riunirsi di nuovo nel 2005 per riportare in tour i vecchi brani, e la cosa aveva funzionato al punto da far ripartire il progetto musicale andato in crisi quasi quindici anni prima con l’abbandono di Barlow e Murph ed arenatosi definitivamente sul finire dei ’90.

Potrei dire che c’era qualcosa, da quel lontano passato, che stava chiamando anche me. “Noi siamo qui“, sembravano dirmi i tre, “e tu?“… già, e io? La cosa che ha vinto la mia naturale riluttanza nell’assistere ai concerti rock e mi ha spinto a rischiare i timpani ed una possibile crisi matrimoniale credo sia stata questo video con cui la band sta attualmente promuovendo il nuovo disco.

Quarantenni che vanno in bicicletta e sullo skate… Eh, quando si dice le coincidenze!

Il concerto in sé è come un tuffo nel passato, come precipitare indietro di vent’anni, alle cantine fumose e buie, a palchi microscopici ed ingombri di amplificatori, alla musica sparata a mille. Nessun “gruppo spalla” per scaldare l’atmosfera, i tre “dinosauri” salgono sul palco di fronte ad un pubblico molto più giovane di loro (e di me!) e cominciano a vomitare sulla platea l’incubo sonoro rappresentato dal loro progetto artistico.

Il rumore è spaventoso, e rasenta la soglia del fastidio fisico, le parti vocali sono a malapena avvertibili, sommerse da vagonate di “noise” grintoso e granitico e da percussioni incalzanti, l’aggressione ai timpani supera spesso e volentieri il margine di sopportabilità. Decisamente le incisioni discografiche rendono maggior giustizia alla ricchezza e varietà dell’estro compositivo dei “Dinosaur jr.” rispetto alle loro performance dal vivo in cui domina il rumore… ma resta affascinante l’attitudine distruttiva di questi ex ragazzi, capaci di sacrificare al gusto per l’assordante volume sonoro perfino l’intelligibilità della loro musica.

Dopo un’ora buona di esplorazione dei limiti di resistenza dell’apparato uditivo usciamo provati e storditi, con le orecchie che fischiano su due tonalità diverse. Manu mi domanda se tutto ciò abbia un senso, e quale significato dargli. Io rispondo per me: l’arte esiste per dar corpo al nostro inconscio, per mostrarci le cose che si nascondono dentro di noi e rendercele riconoscibili. Nei mostri sonori evocati dai “Dinosaur jr.” c’è evidentemente qualcosa che mi rispecchia, che mi appartiene, in cui mi riconosco. Ed ho bisogno di questo tipo di esperienza per diventarne consapevole.

Di fatto traggo giovamento dall’effetto catartico che l’immedesimazione in questo caos furibondo mi produce, come se i mostri rabbiosi che ho dentro in qualche modo trovassero uno sfogo, una rappresentazione, un’accettazione. Io sono anche questo: fastidio, violenza, distruttività. Non penso abbia senso negarlo, e come “valvola di scarico” la musica mi pare una soluzione più che accettabile.

E dunque la risposta alla domanda che implicitamente mi ponevo è data: “Anch’io sono qui. Ci sono ancora, nonostante gli anni. Sono cresciuto, ma non rinnego nulla“. Eccomi, con le mie antiche passioni, le mie biciclette, la mia musica strana e poco addomesticata, i miei telescopi e le mie stelle, la fantascienza, i mondi immaginari… Un ragazzo cresciuto che non può farci nulla se gli anni continuano a passare, che non si adegua a fare quello che fanno gli altri, che non rinuncia a sognare.

Perché in fondo, bisogna ammetterlo, essere giovani è la cosa più fantastica che può capitarci nella vita… e allora tanto vale farsela durare! “Long life to us dinosaurs!

4 thoughts on “Dinosaur jr.

  1. Sarebbe divertente trovare una macchina del tempo e portare Manuela ad assistere a qualche concerto dei primi Who, uno di quelli che terminavano con la distruzione sistematica di tutta la strumentazione (a cominciare dalla batteria, che Keith Moon finiva puntualmente per sfaciare a calci dopo averla pestata e maltrattata per oltre due ore), e dai quali gli spettatori uscivano con i devastanti sintomi della sordità temporanea, danni all’udito non sempre recuperabili in poche ore o giorni, e una certa voglia di saltare dalle scogliere di Dover come il protagonista di Quadrophenia nella scena finale del film… e dire che non si trattava affatto di un gruppo heavy-metal, anzi, era un complesso rock considerato anche piuttosto melodico!
    Ma forse basterà farle ascoltare qualche bootleg dei Pink Floyd dei tempi di Ummagumma la prossima volta che ci vedremo…

  2. @ Zimisce
    Ma dai, sul serio non li conoscevi?
    Cmq. ti consiglio “You’re living all over me” e “Bug”, del primo periodo, ma anche l’ultimo “Farm” non è affatto malaccio.

    @ Gallus
    Non sono stato io il primo ad affermare che i set live dei Dinosaur jr. sono eccessivi, copio dalla pagina di Wikipedia: Si fanno notare nel circuito indipendente per i loro concerti a volumi spropositati “(erano i volumi più assurdamente alti che io abbia mai ascoltato, disse Thurston Moore dei Sonic Youth)”.
    Non so se hai ben presente chi sono/erano i “Sonic Youth” per poter fare certe affermazioni…🙂

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