Ti vogliamo bene, Foer!

copertina/><br/>By <a href=Dopo la rivelazione di "Ogni cosa è illuminata" era impensabile non leggere anche il secondo lavoro di Jonathan Safran Foer: "Molto forte, incredibilmente vicino". Lavoro complesso, compatto, meno vario e dispersivo del precedente, ed il cui tema è lo sconfinato dolore derivante dalla perdita insensata dei propri cari, e la fatica dell’elaborazione del lutto.

Foer si cala nei panni di un ragazzino di nove anni, Oskar Schell, che dopo aver perso il padre nell’attentato alle torri gemelle tenta con tutte le sue forze di mantenere un legame con il genitore attraverso una ricerca che lo porterà ad attraversare tutta New York e ad incontrare diversi dei suoi bizzarri abitanti.

Parallelamente a questa storia si sviluppa quella dei nonni, ebrei tedeschi miracolosamente sopravvissuti alla devastazione del bombardamento di Dresda ed anch’essi segnati per sempre dalla perdita delle persone più care.

La scrittura di Foer ha la straordinaria capacità di dar corpo ed anima ad una disperazione sorda, continua ed implacabile, e ci fa entrare nei meccanismi mentali (strategie molto prossime al confine della follia) con cui i suoi personaggi tentano coraggiosamente di farsi forza e sopravvivere allo strazio dell’assenza.

Ma questo libro è anche una requisitoria durissima nei confronti della follia della guerra. Non di un semplice ed isolato "atto di terrorismo", come quello dell’11 settembre che dà inizio alla vicenda, ma di tutte le guerre che si abbattono sulle popolazioni inermi.

Non è un caso se l’attentato alle torri gemelle viene idealmente accostato al bombardamento di Dresda ed all’atomica di Hiroshima, entrambi atti di rappresaglia nei confronti di popolazioni civili inermi (ed entrambi, per una scelta dell’autore che pare non casuale, effettuati per volontà del governo degli Stati Uniti).

Un libro toccante, che mostra quanto in profondità lo straordinario talento di Foer riesca a scavare nell’animo umano. E ad insegnarci l’importanza assoluta di certe piccole cose. Come il dire "ti voglio bene" alle persone che amiamo.

"Ti voglio bene, Emanuela!"
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