Per una Dichiarazione Universale dei Doveri dell’Uomo

(conclusione di una riflessione in più parti intitolata ‘la questione ambientale’)

Dopo aver lungamente ragionato le problematiche generate dall’apparizione della specie umana sul pianeta, appare evidente la difficoltà di porre un freno a quanto fatto fin qui, ed ancor di più di arrivare ad invertire la rotta. Una rotta che ci sta portando dritti verso la catastrofe.

Difficile perché si rende necessario un radicale ripensamento in quello che è stato dato per buono fin qui, ovvero il cosiddetto ‘Pregiudizio Antropocentrico’, con tutti i suoi portati. Da dove iniziare, dunque?

Un’idea mi è venuta tempo addietro, leggendo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento discusso ed approvato dalle Nazioni Unite (e tuttavia ancora non  completamente ratificato da diversi stati). “È possibile che esistano solo diritti?”, mi sono domandato. Evidentemente no.

Una delle lezioni di vita che impariamo da piccoli recita che “la libertà di un individuo finisce dove comincia quella di un altro”. Che è un po’ la filosofia che ispira anche l’idea dei ‘Diritti dell’Uomo’: esistono libertà che non possono essere negate a nessuno, e che le organizzazioni umane sono obbligate a tutelare. Libertà di parola, libertà di espressione, diritto alla vita ed alla sicurezza, tra gli altri.

Estendere questi diritti alle altre specie viventi appare, almeno al momento, utopico. Quello che si può fare è provare ad estendere il ragionamento all’umanità futura, ai nostri figli e nipoti. Se una generazione distrugge tutto l’esistente, cosa resterà a quelle che verranno dopo?

Non hanno forse diritto, gli uomini e le donne del futuro, ad un pianeta bello e ricco, di vita e biodiversità, come quello che hanno ricevuto in eredità le generazioni precedenti? Che diritto ha, l’attuale generazione, di cancellare la ricchezza di habitat naturali, la diversità di forme di vita, la varietà del mondo, in ossequio ai dettati della propria egoistica fame consumista? Nessuno.

Se cominciamo col riconoscere questi diritti alle future generazioni, ne scaturiscono necessariamente una serie di doveri, sia per l’attuale che per quelle che seguiranno. Mi limiterò ad un elenco breve e non esaustivo.

  • Dovere di preservare gli habitat naturali ancora intatti

  • Dovere di ridurre, fino ad eliminare del tutto, l’inquinamento ambientale

  • Dovere di ridurre, fino a livelli sostenibili, la cattura, l’abbattimento ed il consumo di specie selvatiche (a cominciare dalla pesca industriale)

  • Dovere di ridurre il consumo di risorse non rinnovabili

  • Dovere di stabilizzare, ed in ultima istanza ridurre numericamente (con modalità incruente), la popolazione umana

Un tale documento, che nella sua forma definitiva potrà benissimo intitolarsi ‘Dichiarazione Universale dei Doveri dell’Uomo’, dovrà essere approvato dall’ONU, ed i paesi firmatari dovranno impegnarsi ad attuare le politiche necessarie alla soddisfazione dei punti in esso elencati.

È utopico immaginare che tutto ciò potrà mai accadere? Non lo so. L’attuale momento storico va in direzione totalmente opposta, ma sono esistite, in passato, culture umane che hanno dovuto adottare, metabolizzandole nella propria cultura, forme di rispetto dell’ambiente non dissimili da quelle suindicate (principalmente a causa dei limiti imposti loro dalla situazione contingente, va detto).

I nativi americani, quando uccidevano un animale per nutrirsene, chiedevano perdono al suo spirito. Magari anche noi, che ci riteniamo (a torto) molto più civili ed evoluti di loro, possiamo sviluppare un rapporto rispettoso con la natura, senza necessariamente arrivare al punto di estinguerci per aver consumato tutto il consumabile. Questa volta voglio provare ad essere ottimista.

Edward S. Curtis - At the water's edge

3 pensieri su “Per una Dichiarazione Universale dei Doveri dell’Uomo

  1. Pingback: La questione ambientale (settima parte) | Mammifero Bipede

  2. Bella idea, ottimo modo di ragionare. Per ogni diritto deve esserci almeno un dovere, altrimenti il sistema salta in aria (e lo stiamo vivendo sulla nostra pelle).

    Il punto che causerà più problemi alle persone è questo:
    – Dovere di stabilizzare, ed in ultima istanza ridurre numericamente (con modalità incruente), la popolazione umana.

    In pratica stai dicendo che la gente deve fare meno figli, cosa che le persone non accetteranno mai a meno che tu non la imponga dall’alto. Capisco che tu oggi voglia essere positivo e fiducioso verso il genere umano, ma ricorda che siamo sostanzialmente animali al 99%. L’istinto è forte.
    Come pensi di raggiungere questo obiettivo in maniera incruenta?

    • Non penso di raggiungerlo io, penso sia raggiungibile con politiche demografiche. Intanto ci sta già pensando la natura a produrre un calo di fertilità spontaneo, a causa delle innumerevoli schifezze che assumiamo in vari modi.

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