Linee guida pedonalizzazioni

(da diverso tempo si discute di possibili interventi per rendere i quartieri di Roma più facilmente percorribili a piedi. Il documento che segue analizza differenti modalità di fruizione pedonale degli spazi urbani al fine di definire una serie di possibili ambiti di intervento)

Linee guida propedeutiche a favorire l’utilizzo pedonale degli spazi urbani

Premessa

Il tema dell’utilizzo pedonale degli spazi urbani comincia ad entrare nell’agenda delle amministrazioni pubbliche. L’intento di questa breve riflessione è di strutturare i presupposti affinché tali interventi possano risultare efficaci. Solitamente la parte politica richiede alla funzione tecnica interventi di pedonalizzazione senza aver ben chiaro dove andare a parare, e la parte tecnica inizia a ragionare sul ‘come’ e sul ‘dove’ senza minimamente affrontare il tema del ‘perché’. Ritenendo tale questione prioritaria, partirò a delineare i motivi principali per cui le persone camminano, da ciò dedurrò le relative esigenze e proverò a tratteggiare un ventaglio di possibili interventi. Rammento, ove fosse necessario, che il camminare rientra tra le forme di ‘active mobility’ che l’UE promuove e le amministrazioni pubbliche hanno interesse a sviluppare per le positive ricadute in termini di salute pubblica e riduzione delle spese sanitarie.

Come anticipato, le persone si spostano a piedi con diverse finalità: l’elenco che segue rappresenta quelle che ho identificato come principali.

  1. Svago
  2. Cultura
  3. Shopping
  4. Utilità
  5. Socialità

L’ordine in cui le diverse esigenze sono presentate non è in base al numero dei cittadini che le esprimono, bensì risulta crescente rispetto alle sistemazioni minime necessarie per agevolarle. I primi quattro punti sono legati alla definizione e strutturazione di itinerari, mentre l’ultimo analizza le necessità relative a spazi allargati integralmente pedonali. Vediamoli quindi nel dettaglio.

1. Svago

Questa forma di uso pedonale della città è quella a tutt’oggi meno praticata, sebbene in tempi recenti sia oggetto di interesse crescente. Parliamo di un’attività che le associazioni di escursionisti iniziano a definire ‘trekking urbano’: la trasposizione sul territorio cittadino della pratica delle passeggiate, normalmente legata a contesti naturali. Roma in particolare ben si presta a questo utilizzo, data la sua struttura urbana caratterizzata da numerosi parchi ed aree verdi. Essendo tale attività ricreativa slegata da finalità specifiche, l’unica reale esigenza è quella di non perdersi. Risulta pertanto necessaria e sufficiente, una volta individuati e definiti i percorsi, l’apposizione di segnaletica di direzione, anche minimale.

2. Cultura

Analogamente a quanti si spostano a piedi con finalità naturalistiche, c’è chi lo fa per conoscere meglio la città e la sua storia. Questa modalità riguarda tanto i residenti quanto, in misura maggiore, i turisti. Rispetto all’esigenza escursionistica, oltre all’individuazione e segnalazione dei principali percorsi (da organizzare tematicamente, o in base ai periodi storici) è in questo caso necessaria la predisposizione di pannelli informativi, o in alternativa la creazione di un’app specifica, per rendere disponibili descrizioni legate alla storia dei luoghi visitati e degli eventuali resti archeologici.

3. Shopping

Il terzo uso si discosta dai due precedenti in quanto non necessita di segnaletica dedicata. Le aree a vocazione commerciale sono infatti ben identificate nel tessuto urbano, e chi vi accede non ha necessità di seguire un percorso predefinito. Di solito tali aree si concentrano in lunghi corridoi ai margini di strade molto trafficate, in cui il transito pedonale è solitamente intralciato e messo a rischio da una scadente infrastrutturazione viaria finalizzata a privilegiare la mobilità a motore. Gli interventi per migliorare l’esperienza pedonale riguarderanno il restyling dei marciapiedi (mediante la creazione di una ‘continuità pedonale’ attraverso le intersezioni viarie), il loro ampliamento, l’eliminazione di ostacoli che ne riducano la sezione e l’introduzione di elementi di arredo urbano per consentire brevi soste.

4. Utilità

In città ci si sposta anche per raggiungere luoghi di interesse caratterizzati da funzioni: uffici, scuole, ospedali, nodi del trasporto pubblico (stazioni, terminal) e servizi in generale. La caratteristica di queste funzioni è strettamente localizzata. A differenza del commercio, che si sviluppa in maniera longitudinale lungo precisi assi stradali, la mobilità pedonale generata da questa tipologia di ‘attrattori’ assume una forma radiale, con al centro l’attrattore stesso. Una prima fase di lavoro consisterà quindi nell’identificare la collocazione degli ‘attrattori’, quindi nel comprendere le forme di mobilità pedonale da essi generati per definire le aree di intervento. Gli interventi saranno analoghi a quelli definiti al punto precedente: continuità pedonale ed arredo urbano. In più, rispetto alle vie dello shopping solitamente ben servite dal trasporto pubblico, l’accessibilità a determinate aree funzionali può essere vincolata all’esistenza in prossimità di spazi di sosta per i cittadini provenienti in auto dalle periferie, dai quali far partire corridoi pedonali (sempre caratterizzati da un principio di continuità).

5. Socialità

Qui veniamo a quello che in inglese ha uno specifico termine, “placemaking”, un concetto che in italiano si potrebbe riassumere con “realizzazione di sistemazioni per l’uso collettivo dello spazio pubblico”. A differenza delle altre forme di fruizione, legate alla definizione di corridoi, qui si ragiona di porzioni di città totalmente chiuse al traffico veicolare, la cui destinazione è rivolta a favorire l’esperienza di vita all’aperto. Perché le aree siano funzionali a tale scopo occorre che siano realizzate quattro condizioni, ovvero che:

  • siano piacevoli da frequentare e belle da vedere
  • consentano di svolgere attività (e non solo guardarsi intorno)
  • siano ben integrate nel tessuto urbano e connesse ai luoghi del lavoro e dello svago
  • siano orientate alla socializzazione ed alla vita di relazione

La mancata realizzazione anche di una sola tra queste quattro condizioni può fortemente ridurre l’utilizzo dello spazio da parte dei residenti. Nei casi peggiori, la maldestra realizzazione di spazi ad uso collettivo finisce col produrre la disaffezione da parte dei residenti ed una progressiva colonizzazione di tali spazi da parte di sbandati ed emarginati, con conseguenti situazioni di degrado. È pertanto essenziale che la progettazione sia sviluppata di concerto con i residenti di prossimità.

 

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