L’inizio di un nuovo viaggio

Ci sono momenti, nella vita, in cui vieni messo di fronte alla mole di aspettative che le persone alle quali vuoi bene ripongono in te. La prima volta è successo il giorno del mio matrimonio, nel 2007. La seconda è oggi.

Accade che la neopresidente M5S del VII Municipio, Monica Lozzi, mi abbia chiesto di ricoprire l’incarico di assessore alla mobilità, e che io abbia accettato. Non che avessi molta scelta, in realtà, dopo aver scassato le balle al mondo per decenni sui temi della ciclabilità, della vivibilità dei quartieri, della mobilità ‘dolce’… nel momento in cui mi viene offerta la possibilità di provare a mettere in pratica quanto incessantemente predicato, non posso rifiutare la sfida.

La conferma dell’incarico rimaneva vincolata ai risultati del ballottaggio, rivelati a notte fonda, poi stamattina il ‘leak’ del quotidiano La Repubblica ha reso noto al mondo cicloattivista romano l’inattesa novità. Il risultato è che sono stato letteralmente sommerso, via ‘social’, da auguri, congratulazioni, esortazioni e commenti entusiastici, a decine, a centinaia…

Come sempre sottovaluto la sfera emozionale, il risultato è che ho passato la mattinata e buona parte del pomeriggio a rispondere, ringraziare, fare i debiti scongiuri, in uno stato d’animo diviso esattamente a metà tra l’euforia ed il panico. Un conto è ragionare di portare avanti un serio lavoro per la ciclabilità, un altro toccare con mano quante aspettative le persone che da sempre ti sono vicine riporranno in te da qui in avanti.

Tutta questa mole di speranze ed attese mi accompagnerà nel cammino. Sarà con me per indicarmi la strada da seguire. Non diminuirà il lavoro o la fatica, ma servirà a mantenere la rotta. Sarà la mia bussola.

Detto questo, buona fortuna a tutti noi.
Si salpa per un nuovo viaggio.
De’ remi faremo ali al folle volo

8 thoughts on “L’inizio di un nuovo viaggio

  1. Sono sicuro che farai un buon lavoro , con la stessa passione che hai sempre messo nel fare le cose . Un grande in bocca al lupo , Giuseppe –

  2. La bici, la mobilità intelligente, piacevole, ecologica, è una questione di testa, di cultura.
    Quindi è bene NON caricarti di aspettative salvifiche (è l’errore di sempre, delega e transfer, deresponsabilizzazione personale) ma adottare il pensiero della foresta che cresce (con lentezza).
    Si inizia in famiglia e poi a scuola ad educare le nuove generazioni sulle cose sane, buone, come la bici e a scelte personali, coerenti in tale direzione.
    Ci vorranno generazioni affinché la cultura della bici si diffonda.
    Forza e costanza!

  3. la tua visione della mobilità è vicina ad essere perfetta, come anche le riflessioni sulle città, spero te ne facciano mettere in pratica un terzo 😉

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