Dove osano i Pierfuffi

A distanza di quasi dieci anni, su stimolo di un amico, mi sono ritrovato a percorrere un itinerario ‘storico’, e forse vale la pena di raccontarne le origini. Nel corso degli anni ho disegnato parecchi tracciati di raccordo su distanze dell’ordine del centinaio di chilometri tra stazioni ferroviarie appartenenti a linee diverse, e questo in particolare me lo ero quasi dimenticato. Solo dopo averlo rielaborato mi è tornato in mente di averlo già percorso in un passato non recente.

Nel lontano 2007, quando il mondo era giovane, mi ritrovavo a partecipare al blog collettivo Romapedala, in seguito travolto da ingloriosa fine e del quale ho potuto salvare, in extremis, solo una manciata di pagine. Sul blog si confrontavano le diverse anime del cicloattivismo romano, non senza qualche scintilla. In questa tenzone dialettica il sottoscritto rappresentava l’anima ludica-cicloturista, altri quella atletico-sportiva (senza finalità agonistiche). Una delle ‘pietre dello scandalo’ dell’epoca fu un post intitolato La grande sfida, tenzone immaginaria tra due differenti versioni del sottoscritto (Pierfranco vs. Pierfuffo) redatta con evidenti fini sarcastici.

L’evento scatenante fu una pedalata sulla lunga distanza che, sebbene proposta con ampio preavviso, non aveva racimolato alcun partecipante. Infastidito dall’essere stato lasciato da solo elaborai il post mentalmente (divertendomi anche molto nel farlo) nell’arco della pedalata, ed arrivato a casa lo scrissi e pubblicai. L’accoglienza stizzita potete leggerla nei commenti al post linkato poco sopra.

Ripercorsa oggi, la tratta da Tagliacozzo a Passo Corese (paese che per incomprensibili motivi ospita la stazione di Fara Sabina – Montelibretti) risulta uno dei percorsi più belli e vari accessibili da Roma. L’austero paesaggio abruzzese visibile nel corso del primo svalico di Colli di Montebove cede il passo alle rigogliose sponde del Lago del Turano, coi suoi borghi antichi affacciati sulle acque del bacino artificiale, per poi essere sostituito dagli uliveti della Sabina dopo il secondo svalico verso Poggio Moiano, costeggia l’impressionante aggetto rupestre di Toffia per concludersi con la pigra planata verso la piana agricola che costeggia la via Salaria.

A farmi compagnia, questa volta, al posto di un immaginario Pierfuffo c’era Lapo, un terzo partecipante avendo perso il treno per l’imprevista lentezza della biglietteria elettronica. Abbiamo percorso insieme luoghi che conosco e frequento in bici da anni, e che hanno mantenuto inalterato nel tempo il proprio fascino.

L’inizio di un nuovo viaggio

Ci sono momenti, nella vita, in cui vieni messo di fronte alla mole di aspettative che le persone alle quali vuoi bene ripongono in te. La prima volta è successo il giorno del mio matrimonio, nel 2007. La seconda è oggi.

Accade che la neopresidente M5S del VII Municipio, Monica Lozzi, mi abbia chiesto di ricoprire l’incarico di assessore alla mobilità, e che io abbia accettato. Non che avessi molta scelta, in realtà, dopo aver scassato le balle al mondo per decenni sui temi della ciclabilità, della vivibilità dei quartieri, della mobilità ‘dolce’… nel momento in cui mi viene offerta la possibilità di provare a mettere in pratica quanto incessantemente predicato, non posso rifiutare la sfida.

La conferma dell’incarico rimaneva vincolata ai risultati del ballottaggio, rivelati a notte fonda, poi stamattina il ‘leak’ del quotidiano La Repubblica ha reso noto al mondo cicloattivista romano l’inattesa novità. Il risultato è che sono stato letteralmente sommerso, via ‘social’, da auguri, congratulazioni, esortazioni e commenti entusiastici, a decine, a centinaia…

Come sempre sottovaluto la sfera emozionale, il risultato è che ho passato la mattinata e buona parte del pomeriggio a rispondere, ringraziare, fare i debiti scongiuri, in uno stato d’animo diviso esattamente a metà tra l’euforia ed il panico. Un conto è ragionare di portare avanti un serio lavoro per la ciclabilità, un altro toccare con mano quante aspettative le persone che da sempre ti sono vicine riporranno in te da qui in avanti.

Tutta questa mole di speranze ed attese mi accompagnerà nel cammino. Sarà con me per indicarmi la strada da seguire. Non diminuirà il lavoro o la fatica, ma servirà a mantenere la rotta. Sarà la mia bussola.

Detto questo, buona fortuna a tutti noi.
Si salpa per un nuovo viaggio.
De’ remi faremo ali al folle volo

Crisis? What Crisis?

Come i meno distratti avranno potuto notare, da oltre un mese questo blog langue. Il motivo è che mi sono trasferito armi e bagagli da un’altra parte, ovvero sul blog “Crisis? What Crisis?”, progetto avviato da Pietro Cambi ed al quale, oltre al sottoscritto, partecipa Jacopo Simonetta. Abbiamo pensato che unire le forze avrebbe portato a ciascuno di noi più lettori di quelli che avremmo fatto da soli, e così è stato.

L’idea iniziale, per come l’avevo pensata, era di ripubblicare, dopo un breve lasso di tempo, gli articoli di Crisis anche qui. Così ho fatto per i primi due, ma non credo che proseguirò oltre. Penso invece di pubblicare, periodicamente, i link alle ultime uscite sull’altro blog. Ecco le più recenti.

Io e il nucleare (ricordando Chernobyl)
Dalla fascinazione giovanile alle disillusioni dell’età adulta, la parabola dell’energia nucleare e come si è strettamente intrecciata alla mia esperienza di vita.

Cronache dalla discarica
Post ‘riciclato’ da questo blog sulla ‘disposofobia’ e l’attitudine a trasformare i luoghi in cui viviamo in discariche.

Darwin, i ciclisti e la pressione selettiva
I comportamenti ‘incomprensibili’ dei ciclisti urbani interpretati alla luce dell’evoluzionismo darwiniano (che ne spiega il senso)

L’agnello di Dio che toglie i cannibali dal mondo
Carenze proteiche da diete sbilanciate e loro conseguenze sulle popolazioni del Nuovo Mondo.

Bellezza, ricchezza, benessere
Altro post ‘riciclato’ sulla messa in discussione dei luoghi comuni legati ai significati delle tre parole del titolo

Le conseguenze della corruzione
La logica darwiniana applicata alla corruzione: come i sistemi corrotti tendono a produrre intorno a sé situazioni idonee al prosperare della corruzione stessa.

Figli di un Dio Motore
Rivolta dal basso e repressione nell’esperienza dei cicloattivisti romani alle prese con realizzazioni ciclabili ‘clandestine’

È bello avere un corpo
Altro post ‘riciclato’ sul piacere dell’esercizio fisico

Sarà questa la fine del Mammifero Bipede? Probabilmente no. Mi riservo di pubblicare in questo spazio esperienze di vita e riflessioni personali, che su Crisis non avrebbero un’adeguata collocazione. Ma il grosso della produzione lo troverete di là.