A G.R.A.B. is born

“GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Bici”, questo il nome col quale è stato presentato al pubblico ed alla stampa il progetto di una ciclovia urbana di 44km (la più lunga del mondo) che contiamo possa diventare, a breve, una dei principali attrattori di turisti in bicicletta da ogni parte del mondo, e servire anche ai romani per spostarsi attraverso la città.

Il primo passo del progetto è l’attivazione di un sito web interattivo che consente di navigare il tracciato e comprenderne le diverse caratteristiche. Una storyboard che si dipana come narrazione visuale dei diversi tessuti urbani attraversati, con una panoramica finale sulle potenzialità di sviluppo anche in chiave di rigenerazione urbana.

“Narrazione” è la parola chiave di questo progetto, che attraverso un tracciato serpeggiante attraverso la città ne registra l’intero arco evolutivo, dai boschi e le campagne dell’agro romano passando per le vestigia archeologiche imperiali (templi, strade in basolato, acquedotti, ninfei, mausolei) il medioevo (Portico d’Ottavia) il Rinascimento (Campidoglio) fino alla città Umbertina (Parioli, GNAM), ai quartieri della Resistenza ed ai recenti esempi di street-art a Quadraro e Torpignattara.

Una narrazione visuale della città a 360° che, nell’arco di una giornata, piacevolmente passeggiando in bicicletta, attraversa oltre 2000 anni di storia stratificati intorno a noi, e ce ne rende consapevoli. Il tutto su un tracciato già esistente, fruibile, ed ulteriormente perfettibile con interventi minimi e dai costi contenuti.

Una straordinaria risorsa strategica per quanto riguarda lo sviluppo del turismo in bicicletta nella nostra città che contiamo possa produrre in breve tempo ritorni economici tali da far diventare il G.R.A.B. uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica romana ed un elemento di forte richiamo per gli appassionati di viaggi in bici.

Da questo momento prende il via un percorso di confronto e condivisione con i territori ed i referenti istituzionali per la sistemazione delle criticità e lo sviluppo delle piene potenzialità del tracciato.

P.s.: quella che ebbi a definire “fase larvale” può considerarsi conclusa.

P.s.2: l’articolo di Repubblica.it

14 thoughts on “A G.R.A.B. is born

  1. Basteranno altri 10 anni per passare dalle teorizzazioni alla realizzazione ed alla manutenzione costante di un’opera così importante? Rimango scettico…

    • Forse non siamo bravi a spiegarci: il percorso esiste già.
      Si può già fare in bicicletta (io me lo sono girato tutto di nuovo stamattina con un gruppo di amici), solo con qualche minima difficoltà qua e là: un breve tratto a traffico sostenuto qui, un attraversamento mancante là, alcuni metri di sterrato particolarmente sconnesso che andrebbero sistemati ed uniformati al resto del tracciato. A dirla tutta eviterei proprio interventi troppo pesanti che rischierebbero di snaturarlo. E se le sistemazioni verranno, bene, sennò a far brutta figura non saremo tanto noi quanto le istituzioni.

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  5. Oggi sul Corsera dicono che il tuo GRAB sarà premiato a New York, lo riferisce Graziano Delrio. come al solito l’articolista scrive non sapendo di cosa parli e titola: “Ciclabile sul GRA”. E nell’articolo insiste: progetto di pista ciclabile del Raccordo Anulare. Grazie a questi analfabeti tra un po’ qualcuno farà un’interrogazione parlamentare per conoscere se sia vero che la terza corsia del GRA verrà convertita a pista ciclabile, stai a vedere…

    • Il giornalismo italiano è fantastico, la deontologia professionale ha fatto la stessa fine della carta igienica nelle scuole. Trovi quotidianamente gente che scrive (male) di cose che nemmeno conosce.

      Provo a correggere gli errori più grossolani.
      1) quello che è stato premiato è la storymap del GRAB, ovvero il sito che ne racconta il percorso (http://velolove.it/grab)
      2) l’ente che assegna il premio è ESRI, una società che sviluppa software per applicativi geografici (ed il cui software è il motore grafico del sito)
      3) il GRAB non passa sul raccordo, ma questo chi legge il blog mi aspetto lo sappia già…

      Poi, voglio dire, il premio è meritato comunque: la storymap è bella perché il GRAB è bello, però se tanto mi dà tanto e lo stesso criterio si applica a tutto il resto del giornale, quanto di vero c’è negli articoli che leggiamo? Un 10%?

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