Pagine della mia vita in rete

Facebook, il social network per antonomasia, ha ormai definitivamente preso piede anche in Italia, modificando per l’ennesima volta usi ed abitudini del popolo della rete. L’estrema facilità di interazione e condivisione di contenuti ha prodotto un interessante effetto di filtratura e scrematura di quanto pubblicato sulle testate giornalistiche, dando modo a piccole comunità di effettuare una selezione collettiva per argomenti (p.e. ai ciclisti urbani aggregati sotto la sigla #salvaiciclisti di monitorare efficacemente le attività inerenti la sicurezza sulle strade).

Al di fuori dei gruppi di interesse, tuttavia, regna la più totale volatilità dei contenuti, non esistendo strumenti reali di organizzazione degli stessi. Siamo tornati in sostanza al “verba volant” dei latini, per quanto in forma apparentemente scritta.

Per ovviare in parte a questo problema esiste lo strumento delle pagine tematiche, che però restano entità separate dall’identità primaria del proprietario (e richiedono tutta una serie di rimandi e condivisioni perché i loro contenuti appaiano pubblicati sul profilo principale ed ottengano la meritata visibilità). Al momento ne mantengo diverse.

Al netto delle pagine create per gruppi, eventi ed entità collettive di cui sono stato nominato amministratore, molte delle quali ormai ad attività bassa o nulla, quelle cui ho dato vita spontaneamente hanno lo scopo di veicolare alla grande massa degli utenti di Facebook contenuti che altrimenti finirebbero persi nel grande web.

La prima pagina che ho creato è quella relativa a questo blog e prende vita dal fallimento dei Feed RSS, lo strumento immaginato al momento della nascita della blogosfera per tenere i lettori costantemente aggiornati sulle pubblicazioni, e che ha finito col rivelarsi ostico per la gran parte dei fruitori “distratti”, poco interessati ad imparare a gestire un “software aggregatore”. Invece un “like” dato alla pagina introduce quanto pubblicato (nel caso: i post di questo blog) nel flusso informativo dell’utente, dandogli modo di seguire pubblicazioni irregolari ed estemporanee.

Poco tempo dopo ho aperto la pagina Facebook del Grande Sentiero Anulare come estensione del relativo blog (dove sono resi disponibili i materiali informativi). In questo caso la pagina ospita anche le informative sugli eventi collegati, ad esempio quando si prevede di ripercorrere in bici l’anello o una delle sue varianti.

La Grande Bruttezza è un progetto collaborativo al quale partecipano diversi utenti. L’idea è quella di mostrare la città come è stata fotografata dalla Google Car per la Google Street View, mostrando lo stato di abbandono in cui versano le periferie e la sosta selvaggia (sistematicamente tollerata) su marciapiedi, strisce pedonali ed in doppia fila. È un lavoro che non richiede di spostarsi da casa (basta un computer collegato alla rete) e non presta il fianco a contestazioni, dato che il responsabile della messa in rete delle immagini è la società di Mountain View.

I Diari della Bicicletta è un progetto che nasce nel V municipio di Roma ed al quale ho dedicato molto tempo ed energie nella primavera di quest’anno. Abbiamo eseguito l’elaborazione, la tracciatura e la verifica di una rete di percorsi ciclabili nel territorio del municipio, ora siamo in attesa che delle risorse economiche vengano individuate ed allocate per sistemarli, renderli segnalati e fruibili.

Idee inutili del giorno è un parto recente e raccoglie le sciocchezze divertenti che mi vengono in mente di tanto in tanto, e occasionalmente vecchie facezie sempre da me inventate. È una produzione necessariamente discontinua, ma almeno ho un posto dove metterle e dove posso facilmente ritrovarle.

The Daily Pierfra nasce da una discussione sull’idea di “Daily Me”, ovvero sul rischio che l’utilizzo della rete, filtrato dalle singole e rispettive sensibilità, finisca col riflettere più che una varietà di opinioni l’orientamento di pensiero del singolo utente. In pratica ognuno frequenterebbe quotidianamente siti informativi, blog e forum di proprio gusto, finendo con l’esperire una sorta di galleria degli specchi dove gli viene continuamente rimandata un’immagine di sé, pur restando convinto di aver effettuato una immersione culturale nel mondo reale.

Se è così, mi sono detto (mai sottovalutare il proprio egocentrismo) proviamo a tirar fuori questa “bolla informativa” individuale e vediamo se è utile a qualcuno/a. Detto fatto: la pagina ospita una selezione degli articoli più interessanti che mi capita di leggere in rete. Notizie che prima pubblicavo sul mio profilo e finivano mescolate nel caos anarchico delle cose postate in rete.

In realtà la scrematura operata per la pagina è molto drastica. Quello che appare sono, in prevalenza, articoli da fonti nazionali ed internazionali che veicolano informazioni e punti di vista diversi da quelli che i media italiani ci propinano solitamente, quindi geopolitica e picco delle risorse in testa, ma anche reportages scioccanti sullo sfruttamento del lavoro nero e sulla penetrazione delle mafie nel tessuto economico e produttivo.

Se qualcuno dei temi proposti vi interessa, e siete registrati su Facebook, potete mettere “Mi piace” alla pagina e riceverne i contenuti, e se vi va commentarli.
Sennò, amici come prima… Sono comunque attività che porto avanti quando ne ho tempo e con un minimo dispendio energetico.

One thought on “Pagine della mia vita in rete

  1. Pingback: L’inferno degli specchi | Mammifero Bipede

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