Raccogliendo i cocci

(UPDATE: dalla data di pubblicazione di questo post Dropbox.com ha modificato l’accessibilità ai files in modalità HTML, rendendo tutti i link interni all’articolo di nuovo irraggiungibili. Cercherò una maniera per rimetterli nuovamente online)

Sulla scomparsa del blog RomaPedala, inghiottito dalla dissoluzione della piattaforma che lo ospitava, ho avuto modo di scrivere una settimana fa un post che si concludeva con: “Tutto quello che ho potuto fare, in extremis e con qualche acrobazia, è stato di salvare almeno i miei post (…) A giorni conto di rimetterli on-line.”

In realtà di tentativi per salvare i contenuti del blog ne avevo fatti diversi, fin dal momento in cui è stato chiaro che Splinder sarebbe andato a fondo e l’owner del blog, SempreOltre, non avrebbe mosso un dito per salvare anni e anni di dibattiti e confronti.

Tentativi tutti naufragati, purtroppo, vuoi a causa di un template privo degli “agganci” necessari a rendere fattibile il backup del sito da parte di programmi automatici (nella fattispecie l’archivio delle mensilità), vuoi a causa della progressiva dismissione dei server e delle linee dati utilizzate da Splinder, che ne rendevano lentissima ed inaffidabile la navigazione.

Tuttavia, nelle sue ultime ore di “vita”, probabilmente a causa dell’abbandono in massa anche degli ultimi utenti, in un ultimo sprazzo di esistenza RomaPedala è ridiventato fruibile e navigabile, consentendomi di salvare in locale se non i passa tremila post complessivi quantomeno le poche decine da me inseriti.

Fatto ciò ho realizzato che potevo sfruttare le potenzialità di DropBox per rimettere on-line quella manciata di pagine web recuperate in extremis, e rimetterle a disposizione di tutti quelli per cui Romapedala aveva significato qualcosa. Si è reso necessario un discreto lavoro di editing per reindirizzare i link, ma alla fine il risultato non è disprezzabile.

Ovviamente ora le pagine sono “statiche”, quindi non è più possibile usufruire delle funzioni del motore di blog ed aggiungere ulteriori commenti… né, a mio parere, avrebbe senso. Per la navigazione si possono utilizzare le pagine di indice, partendo dalla meno recente che trovate a questo link. Le successive sono accessibili a fondo pagina, sotto l’ultimo post, alla voce: “Archivio delle pagine”, numerate da 1 a 11. Le pagine sono ordinate “a rovescio”, alla maniera dei blog, con i contenuti più recenti in alto e quelli più vecchi in basso. Dalle pagine di indice, cliccando sui titoli dei post, si accede alle singole discussioni.

Non tutti i post sono disponibili perché non tutte le discussioni sono state salvate, principalmente per limiti di tempo. Ho cercato di conservare quelle che mi sono parse più significative per argomento o numero di commenti. Parliamo di 70 su 109 complessive. Molte delle restanti restano comunque interamente leggibili direttamente nelle pagine di indice, o sono state ripubblicate su questo blog. Anche diverse foto sono andate perdute, rimosse dai server gratuiti su cui le avevamo inserite prima ancora della scomparsa del Blog.

Rimetter mano a questa parte importante del mio passato ha riportato in vita ricordi, situazioni e persone con le quali nel corso degli anni, per i motivi più disparati, ho finito col perdere i contatti. In questo centinaio di post si racconta una fetta di vita mia, strettamente intrecciata ad una fase di crescita della ciclabilità romana. È evidentemente un set limitato, che non rende giustizia della ricchezza e complessità dell’intero RomaPedala e delle sue varie anime, ma questo sono riuscito a fare e non di più.

Partendo a stilare un elenco delle cose più significative, ovviamente dalla prima pagina di indice, non posso trascurare, ovviamente, il primo post di presentazione (maggio 2006), quello sulle mie montagne, poi “Numeri” (il cui contenuto avevo completamente rimosso) e la nascita del Ciclopicnic (che in diverse “incarnazioni” è giunto fino ai giorni nostri, peraltro in ottima salute).

Nella seconda pagina troviamo l’immortale post dove schiattano i tacchini, preludio a future incomprensioni tra l’anima svacco/picniccara del sottoscritto e quella atletico/sportiva di SempreOltre e IlGallus, oltre ad un po’ di “locandine” del neonato ciclopicnic e l’inizio del racconto del Camino dé Santiago.

A pagina tre, dopo l’arrivo a Santiago, c’è la prima “stesura ufficiale” del G.S.A. – Grande Sentiero Anulare, oltre alla cronaca dell’inaugurazione del Parco di Centocelle (attualmente già in stato di semi abbandono…).

Pagina quattro è dominata dalla grancassa del ciclopicnic (temevamo che l’iniziativa avrebbe perso slancio e la “fomentavamo” a più non posso), ma ci sono anche l’inaugurazione del G.S.A. e la riscossa del Tacchino.

Pagina cinque inizia con l’inaugurazione della raffazzonata Ciclovia della Musica, mio primo tentativo di “citizen journalism”, contiene una bella riflessione sull’andare in bici (che copierò qui) e si conclude con la prima tracciatura on-line completa del G.S.A.

Da pagina sei segnalo solo il post sarcastico sulla nuova cartellonistica per le piste ciclabili, mentre del set successivo è interessante quasi tutto, dal reportage in tre parti sulla costruenda Ciclabile Togliatti (“Fornéscion style” 1, 2 e 3), la grande sfida tra Pierfranco e Pierfuffo (un giro in bici da me proposto in cui mi ero ritrovato da solo) per concludere con la Conferenza di Pace del 25 aprile.

Da pagina otto, con la primavera del 2007, tornano i Ciclopicnic ed io inizio una lunga riflessione in quattro parti (1, 2, 3, 4) sul superamento delle divisioni tra i ciclisti romani… parte del percorso che porterà, mesi dopo, alla nascita del forum CicloAppuntamenti (e ad ulteriori divisioni tra i ciclisti romani).

Pagina nove si apre col sopralluogo sulla Togliatti con i responsabili ATAC, prosegue con la cronaca della Ciemmona, avanza con un post deluso e sconsolato sull’incapacità di opporsi all’immobilismo della politica e finisce col lanciare l’idea di un happening sull’incidentalità stradale.

Di pagina dieci segnalo la discussione sulla diffusione del cicloambientalismo (foriera di ben 73 commenti, ben presto degenerati in rissa verbale…), quindi il mio primo abbandono (temporaneo) del blog, la nascente idea dei CicloKidz (idea poi sviluppata su CicloAppuntamenti) ed un weekend in Toscana con gli amici del Ciclopicnic.

In conclusione torna la mia voglia di ragionare, poco condivisa dai più (alla riunione convocata eravamo quattro gatti), l’incontro col X Municipio per il Biciplan comunale (che a cinque anni di distanza segna ancora il passo), la prima incarnazione di CicloAppuntamenti (un modesto calendario “crossover”) per finire col varo del Biciplan del X Municipio, praticamente redatto a quattro mani da me e Chiara Ortolani.

Da lì in poi le strade del sottoscritto e di RomaPedala prendono a divergere, continuerò ancora a leggere, con discontinuità, ed a commentare quanto inserito. Ma lo slancio iniziale del Blog, quello che solo un anno e mezzo prima mi aveva indotto a contribuire, cominciava già a scemare, fiaccato dalle continue polemiche, liti e dissapori, oltreché dall’ignavia dei referenti politici che sanciva la sostanziale inutilità dei nostri sforzi.

Abbiamo combattuto battaglie di civiltà e progresso con armi spuntate, ingenuamente ritenendo che le idee ragionevoli dovessero alla fine prevalere. Ci siamo sbagliati, e questo è tutto quello che ne rimane.

4 thoughts on “Raccogliendo i cocci

  1. Le battaglie di civiltà e progresso si combattono comunque, cercando di affinare le armi se si spuntano o ci accorgiamo che lo sono e le idee ragionevoli alla fine prevalgono sempre…
    ma l’ arma determinante è sempre la pazienza, infinita determinata e tenace pazienza che le cose giuste si avvereranno, ma, purtroppo, non con i tempi che ci aspetteremmo.

    Chi la dura la vince e sempre complimenti a te per la tenacia con la quale porti avanti le tue idee.

    Artiglio

    • Mi occupo di bici da più di vent’anni ormai, metà della mia vita. La pazienza non dura in eterno. Dopo un po’ subentra lo sconforto quando realizzi che gli interessi che muovono la città vanno in direzione opposta alla ragionevolezza ed al buonsenso, e la situazione è talmente incancrenita che potrà cambiare solo in peggio, prima di un eventuale miglioramento. Quanto a me, sono obbligato a portare avanti le mie idee, dato che non ne ho altre, ma non confondere la tenacia con la disperazione…

      • Eh sì.
        E’ vero tutto quello che dici, ma certe volte si fanno delle cose perché è capitato a noi, perché siamo lì in quel momento e non c’è nessun altro che le può fare…
        (confesso, questa è una citazione di un film di Bruce Willis, però ha il suo valore!😀 )
        Per i 20 anni che ti occupi di bici sono certo che in paesi più civili avrebbero avuto un frutto più rigoglioso, certo è che in Italia sono una goccia nel mare, è vero, ma se qualcosa grazie a te si è mosso, potrebbe essere un po’ come vincere 20 scudetti con la Juve e uno con la Roma, la soddisfazione è diversa, dài!
        E riguardo alla pazienza che non dura in eterno anche qui, quando sono nella tua stessa situazione, i miei riferimenti sono quelli che mi ispirano la poesia di Kipling “Lettera ad un figlio” e precisamente questa parte;
        “Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
        A sorreggerti anche quando sono esausti,
        E così resistere quando in te non c’è più nulla
        Tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

        Lo so, sono solo parole che dicono qualcosa a qualcuno e non a tutti,
        ma se stai comportandoti come questi versi, allora sei nel giusto.
        E finisco con la classica frase cinese; “è la goccia che buca la roccia.”

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