Un sabato da leoni

Nel 1978 il regista John Milius girò “Un mercoledì da leoni”, film su tre amici surfisti californiani. Nella storia i tre crescono nell’attesa di una mareggiata speciale, con le onde giganti, di cui hanno sentito raccontare da un surfista più anziano. Poi si perdono, per anni, ognuno va per la sua strada ma quando finalmente la radio annuncia che la mareggiata sta arrivando, si ritrovano tutti e tre sulla stessa spiaggia della loro gioventù, armati di tavole da surf speciali mai usate prima, a cavalcare onde alte una decina di metri.

Qualcosa del genere è successa ieri, quando l’evento meteorologico rarissimo si è finalmente verificato qui a Roma: una nevicata di grandi proporzioni. L’ultima volta era accaduto a metà degli anni ’80 e io non ero in città, poi più nulla per quasi trent’anni, ma finalmente a metà settimana l’allerta meteo pareva confermato. Già da giovedì ero in piena fibrillazione sia come ciclista che come fotografo.

Quindi ho provveduto a lanciare un avviso sul forum Cicloappuntamenti, al quale hanno risposto in pochissimi, obiettivo Appia Antica. Venerdì pomeriggio la situazione pareva ancora incerta, dopo che una forte nevicata in mattinata era stata parzialmente sciolta dalla pioggia. In serata aveva ripreso a fioccare ma in maniera poco convinta. Nella notte però…

Sabato mi sono svegliato alle sette di mattina, un’ora prima del previsto, e già la luce che filtrava dalla finestra mi avvisava che qualcosa di incredibile era successo. Considerato lo spettacolo incredibile che avevo sotto gli occhi, di aspettare fino all’orario previsto non se ne parlava proprio, mi sono vestito in fretta e furia e sono uscito fuori in sella alla Santacruz con al fianco la fotocamera, direzione Tor Fiscale.

Verso le nove e mezza ho incontrato Sergio al Parco degli Acquedotti, ed insieme abbiamo proseguito fino all’Appia Antica, dove ci ha raggiunti Alfredo. Abbiamo ripercorso l’Appia all’indietro fino a via dell’Almone, qui ci siamo separati di nuovo ed ho proseguito in solitudine fino al parco della Caffarella. Per l’una passata ero di nuovo a casa, dopo sei ore passate a pedalare nella neve.

Nel complesso una giornata straordinaria che ha ripagato tutte le aspettative, tra l’emozione e la difficoltà di pedalare sulla neve morbida e gli occhi che si aprivano su paesaggi trasfigurati ed onirici. Se un evento capita una volta ogni trent’anni, quando accade è obbligatorio esserci. Queste sono le foto.

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