Back in G.S.A.

Oggi ho approfittato della bella giornata per ripercorrere il tracciato del Grande Sentiero Anulare e verificarne lo stato di salute. La buona notizia è che il G.S.A. c’è ancora tutto ed è interamente percorribile. La notizia cattiva è che non si vedono progressi, anzi, la parte del percorso che si sviluppa su piste ciclabili appare in stato di semi abbandono.

In Caffarella sono comparse delle recinzioni di cui non si comprende l’utilità, anche se fin qui relativamente innocue (ma brutte). La discesa da Testaccio all’argine “povero” è malmessa come sempre, e data la stagione piena di fango e pozzanghere. Ma il tratto più desolante è quello seguente, coperto di foglie, guano e rami spezzati. Viene da pensare che l’unica pulizia la faccia il Tevere con le sue piene.

Sotto Ponte Sisto incontro… un clown, con tanto di abito a colori sgargianti e bombetta. Se andare in bicicletta non fosse già del suo abbastanza fuori dagli schemi apparizioni di questo tipo lo rendono ulteriormente bizzarro. All’altezza dell’Ara Pacis passo sull’altro lato e proseguo come da copione, salvo andare a sbattere contro il cantiere del Ponte della Musica.

Quest’opera racconta più di ogni altra il “veltronismo”: un ponte ciclopedonale costruito per collegare un marciapiede con un altro marciapiede, che passa al di sopra di una pista ciclabile senza traccia di rampe di collegamento con la ciclabile stessa! E suona! Il Ponte della Musica “suona” grazie a degli altoparlanti che diffondono nell’aria le note di un violino (almeno stamattina era un violino… tra le altre cose ho ascoltato una sorta di versione yiddish dell’inno d’Italia: veltronismo al quadrato).

In tutto questo, in attesa che almeno la percorribilità della pista ciclabile sia ripristinata, sul marciapiede largo un metro scarso i ciclisti fanno lo slalom tra i pedoni, per la gioia di entrambi. Raggiungo Ponte Milvio e mi concedo un break a base di pizza e chinotto, quindi attraverso il ponte “di Moccia” (lo scrittore) inorridendo per le ringhiere artificiali dove i “mocciosi” continuano ad appendere lucchetti in quella che è sicuramente una delle mode più idiote dell’ultimo decennio.

Da qui a Ponte Nomentano va in scena la sciatteria con cui Roma gestisce le poche e malandate piste ciclabili: fondi sconnessi, foglie scivolose, segnaletica orizzontale scolorita, piste che terminano nel nulla per poi riapparire da qualche altra parte (Auditorium), automobili parcheggiate in sosta d’intralcio sulla pista, segnaletica verticale carente e tutti, tutti i problemi segnalati fin dall’inaugurazione.

Da ponte Nomentano a Ponte Milvio va un po’ meglio, la riserva dell’Aniene è tutta pedalabile. Sulla Palmiro Togliatti decido di tirare dritto evitando l’ultima parte “off-road” che comunque conosco abbastanza bene. Decido invece di collegare insieme i due monconi affrontando il cavalcavia privo di corsia ciclabile (…piste che finiscono e poi ricominciano a chilometri di distanza, tanto per cambiare…).

Concludo il tracciato passando per il Parco degli Acquedotti, ci arrivo percorrendo viale Giulio Agricola, la cui ciclabile è impercorribile a causa del cantiere di un PUP bloccato da un paio d’anni dalle proteste dei residenti. Al momento niente PUP, niente cantiere, niente ciclabile e nemmeno i platani secolari che con un blitz furono tagliati una mattina d’estate, prima che i residenti di viale Giulio Agricola fermassero le ruspe.

Insomma, dopo anni di chiacchiere su chiacchiere, di piani quadro rimbalzati dal comune ai Municipi e quindi di nuovo al Comune, di uffici biciclette che scompaiono e riappaiono, di assessori che si impegnano poi non si fanno più vivi, poi vengono sostituiti dal rimpasto di giunta, poi si ri-impegnano e ri-spariscono, di piste finanziate, definanziate, cassate, di GRAC (GRande Anello della Ciclabilità… che fa capolino dalle interviste dopodiché torna di nuovo lettera morta), almeno il G.S.A. resiste.

P.s.: guardate le date dei post che ho linkato, c’è veramente di che deprimersi!

UPDATE (2013): il materiale aggiornato sul GSA è ora reperibile sul relativo blog.

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4 thoughts on “Back in G.S.A.

  1. A me sembra già tanto che sia ancora interamente percorribile!

    E comunque è sempre un tuffo al cuore sentirne parlare, grazie Marco!

    Giorgio (uga)

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