Bassa Velocità

Ieri ce ne siamo andati al mare. In Toscana. La cosa è meno assurda di quanto sembri: quattro pedalate fino in stazione, meno di un paio d'ore di treno passate a chiacchierare con gli amici, lenta pedalata fino alla spiaggia nella riserva naturale del Tombolo della Feniglia (Argentario) e ritorno in treno nel pomeriggio da Orbetello.

Il "lusso" di un mare fantastico senza stress da traffico, senza code "da rientro", senza schiavitù da automobile, con una spiaggia tutta per noi. Io ho perfino legato un ombrellone al tubo orizzontale della bici per non farmi mancare proprio nulla. Una giornata tutta all'insegna della "bassa velocità", quella del treno e quella di noi pedalanti.

Una formula che nel corso degli anni non ha mancato di affascinare diverse persone, nonostante la totale assenza di pubblicizzazione: sul treno sono saliti diversi piccoli gruppi di due/tre persone, al punto che il "vano bici" si è rapidamente saturato ed alcune biciclette hanno dovuto trovar posto nei predellini.

Va notato che, nei circa 15 anni da che il servizio di trasporto bici sui treni regionali ha visto la luce, poco o nulla è stato fatto per adeguare le vetture alle crescenti esigenze dei ciclisti. Parecchi treni sono gli stessi di allora, la capacità non è aumentata in proporzione alla domanda, al contrario, i treni di più recente acquisto hanno vani bici ridicoli (5 posti sul "Vivalto", 2 sul "Minuetto") risultando ancora più penalizzanti rispetto al vecchio materiale rotabile.

Per contro il numero di corse è diminuito, rarefacendosi e proponendo partenze in orari scomodi ed inadatti ad una fruizione cicloturistica. Quando poi le corse non vengono direttamente soppresse. Ieri il nostro treno è partito con tre quarti d'ora di ritardo (in qualche modo meglio, perché abbiamo trovato una coda lunghissima all'unica biglietteria aperta, e le nuove biglietterie automatiche non consentono l'acquisto del supplemento bici (*)… grazie Trenitalia!), nella mezz'ora necessaria per acquistare i biglietti gli altoparlanti non hanno fatto che annunciare la soppressione di corse sulle tratte Fiumicino-Orte e Roma-Viterbo.

Questo mentre oltreconfine la musica è completamente diversa. In Germania i treni regionali hanno carrozze ad uso misto passeggeri/bici con sedili reclinabili tali da consentire una maggior capacità di trasporto passeggeri (molto spazio per posti in piedi) nel corso della settimana, e di diventare capienti mezzi di trasporto bici nel fine settimana. In Svizzera i treni locali hanno all'interno, oltre agli spazi per le biciclette, intere aree attrezzate per far giocare i bambini (!).

Da notare che a fronte di un progressivo sfascio delle linee ferroviarie regionali, che va avanti da molti anni e di cui ancora non si vede il fondo, dobbiamo assistere ad una sorta di guerra civile in Val di Susa per la costruzione di una linea ad "Alta Velocità" che consentirà di far viaggiare più in fretta le merci da Lisbona a Kiev, sottoponendo la popolazione ivi residente a danneggiamento del territorio, problemi sanitari (rocce ricche di fibre di amianto) e disagi.

Lo stesso Stato che da un lato abbandona i pendolari ed il trasporto locale su ferro, dall'altro muove guerra alle comunità montane in nome di un'opera dalle discutibili ricadute economiche e non motivata da comprovate esigenze di mercato. Il fedele ritratto di un paese che ha ormai perso il senso della realtà.

(*) Update: mi comunicano che il problema dell'emissione del supplemento bici è stato risolto. Meglio così.

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Senza titolo


Il mio corpo brucia
Come una fornace
Mentre spingo sui pedali
Le ruote mordono la strada
Affamate, insaziabili
Il mio cuore una pompa
Di sangue bollente
I muscoli urlano
Mentre affondo nel vento
La mia bici vola
Ed io finalmente
Sono vivo

(ho scritto questa cosa venerdì scorso, al ritorno dalla Massa Critica. Secondo Manu più che una pedalata sembra stia descrivendo un rapporto sessuale… il che farebbe il paio con l'affermazione di un mio amico che ebbe a dire: "dopo una certa età la bicicletta è meglio del sesso". Ma per quanto mi riguarda quell'età non l'ho ancora raggiunta…)

Movimento

Movimento

Danzano insieme a me
Il suono dell'acqua
L'odore della pioggia
La carezza del vento
I colori del buio
E si muovono all'intorno
In cerchi leggeri e distinti
Il sapore del rischio
La seduzione dell'ignoto
La tristezza dei ricordi
La distanza del passato
La meraviglia dell'esistere
Danzano con me…

(piccolo componimento scritto nel corso di un weekend a Pianello di Cagli)