Pianificare una nottata osservativa, un anno dopo…

Circa un anno fa, con la compilazione di un efficiente listato di oggetti deep-sky, pensavo di essermi messo l’anima in pace per un periodo discretamente lungo. Immaginavo che l’osservazione di più di 600 oggetti mi avrebbe richiesto anni, invece le cose sono andate diversamente. Complice l’affinamento dell’esperienza e, soprattutto, l’individuazione di siti osservativi migliori, quell’elenco comincia ora a mostrare i propri limiti.

In questa fase della mia passione per l’osservazione del cielo prevale l’approccio “quantitativo“: voglio cercare di osservare il maggior numero di oggetti possibili per farmi un’idea precisa della loro distribuzione nel cielo. In un secondo tempo mi riservo di dedicare più tempo all’osservazione in dettaglio dei singoli oggetti più cospicui.

La “marcia in più” che mi ha consentito di esplorare il cielo a ritmi prima impensati consiste in una serie di mappe “a perdere“, ed è stata testata nei due scorsi weekend. Anziché maneggiare un atlante di tutto il cielo, metodo eccessivamente dispersivo, ho stampato dal “Taki’s 8.5 Magnitude Star Atlas” solo le carte delle zone meglio visibili in questo periodo. È una modalità mutuata dal lavoro preparativo fatto sul Clark’s: dividere il cielo in dodici “fette” di due ore l’una per “lavorare” solo sugli oggetti più prossimi alla culminazione.

Al Deepsky Reiseatlas ho invece “rubato” l’idea di marcare sulle mappe gli oggetti più interessanti mediante un cerchio pari al diametro dell’area visibile nel cercatore. Non utilizzando un cercatore ottico ma un semplice puntatore laser, rispetto all’originale ho tracciato sulle mappe, intorno agli oggetti selezionati da Clark, dei cerchi molto più stretti, corrispondenti al campo visivo dell’oculare “a largo campo” da 32mm (1,5° di campo reale, pari a tre volte il diametro apparente della Luna). L’operazione è stata effettuata manualmente usando il foro centrale di un CD ed una penna.

Puntando col laser ed osservando direttamente nell’oculare a largo campo sono riuscito a rintracciare la maggior parte dei target con estrema efficacia, tanto da esaurire in breve tempo tutto quello che mi ero ripromesso di osservare e ritrovarmi a “spazzolare” (con relativamente poco costrutto) anche tutta una serie di galassiette minori. In pratica il vantaggio di avere gli oggetti interessanti già marcati sulle mappe si è tradotto in un risparmio enorme nei tempi morti tra un’osservazione e la successiva.

L’uso di mappe “a perdere” consente poi di prendere appunti direttamente su di esse, anche semplicemente sottolineando gli oggetti già osservati ed inserendo annotazioni riguardo a quelli più appariscenti.

I passi successivi non potevano che essere l’estensione del numero di oggetti “interessanti” ben oltre la selezione di Clark e l’integrazione dei “marker” circolari direttamente sulle mappe digitali, in modo da poterle ristampare già pronte nei mesi ed anni successivi. Impossibilitato ad intervenire direttamente sui file originali di Taki (in formato PDF) li ho esportati come immagini Jpeg ed elaborati con un software di fotoritocco open source (The Gimp).

La cosa più impegnativa è però stata rimetter mano al database in formato Excel del Taki Atlas per riorganizzarlo. Taki ha inserito per ogni oggetto un riferimento alle selezioni effettuate dai visualisti (non solo Clark, ma anche i cataloghi Caldwell, BestNGC, Herschel 400 ed altri… molti oggetti sono coincidenti, ma molti altri no). In questa seconda elaborazione ho integrato tutti gli oggetti segnalati nei diversi cataloghi (poco meno della metà del totale) evidenziandoli rispetto agli altri con un semplice effetto grassetto.

Quindi ho suddiviso l’intero elenco di poco meno di 3000 oggetti in 12 “fette di cielo” di due ore l’una, e mi sono messo al lavoro per marcare sulle mappe quelli selezionati come più interessanti (al momento sono riuscito a completare la “tranche” 14-16h, corrispondente grossomodo alla zona di cielo che passerà al meridiano tra mezzanotte e le 2.00 nel prossimo weekend di luna nuova, e 16-18h, ovvero le due ore successive, fino alle quattro del mattino). Ogni “pacchetto” contiene un file PDF con il listato degli oggetti (suddivisi per mappa) e le mappe complete di “marker” fino ad una latitudine celeste di -35°.

00-02h

02-04h

04-06h

06-08h

08-10h

10-12h

12-14h

14-16h

16-18h

18-20h

20-22h

22-24h

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7 thoughts on “Pianificare una nottata osservativa, un anno dopo…

  1. Decisamente sì!
    Lo scorso weekend ce ne siamo andati in Toscana e lì ho potuto osservare per due notti di fila fino alle 2.30 del mattino. La seconda notte, oltre alla stanchezza, ho dovuto chiudere tutto perché ero rimasto senza nuovi oggeti da osservare…
    Per farti capire, questa è una mappa di una parte di quello che ho osservato sabato notte:

  2. Certo che il cielo è uno spettacolo…
    Sapere che siamo così piccoli nell'universo immenso.
    E soprattutto che con l'inquinamento luminoso ci hanno rubato pure quello nelle città…

  3. Pingback: Diario di un ritorno alle stelle | Mammifero Bipede

  4. Pingback: Deep-sky survey 2011-2012 | Mammifero Bipede

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