Galassiette rubate al maltempo

(la "catena di Markarian" nell'ammasso di galassie della Vergine)

La primavera è un periodo dell'anno in cui risulta sempre estremamente difficile organizzare una decente nottata osservativa. La situazione meteo è complicata dal cambiamento delle temperature e di conseguenza è pressoché impossibile organizzarsi col necessario anticipo. A questo si aggiunga la presenza della Luna, che di fatto rende inutilizzabili la metà dei week-end del mese, ed il quadro è completo.

Per far fronte a ciò mi sono recentemente adattato a modificare la mia strumentazione in modo da renderla più facilmente gestibile e poter sfruttare anche finestre temporali prima precluse. Poter decidere di partire sul momento senza l'incubo di movimentare decine di chilogrammi di ingombrante telescopio si sta in effetti rivelando una mossa vincente.

È quello che ho potuto fare domenica sera, dopo una mezza giornata piacevolmente spesa a pedalare con Manu prima nei parchi di Roma sud quindi sull'argine del Tevere. La giornata, prevista con "nubi sparse", è inaspettatamente esplosa in una soleggiata e calda anticipazione dell'estate, tanto da convincermi a mettere in piedi una serata osservativa.

Scartata per meteo ancora ballerino l'opzione Campo Felice ho ripiegato sul sito "invernale" di Monte Romano. Imbarcata la strumentazione in macchina sono arrivato all'imbrunire, ho scelto una postazione idonea per "osservatore singolo" ed ho tirato su il dob, risultando pienamente operativo già per le 21.30.

In realtà tutta questa "operatività" è stata in parte vanificata dallo spettacolo di fuochi pirotecnici organizzato in una spianata poco distante (un chilometro circa). Una festa organizzata nel bel mezzo del nulla, lontano dal paese. Per un buon quarto d'ora ho avuto lampi colorati nell'oculare mentre cercavo di osservare. Questa ancora mi mancava!

La qualità del cielo, complice l'elevata umidità e probabili velature in quota, si è rivelata al di sotto delle aspettative, del tutto confrontabile con quello del primo aprile scorso da un sito teoricamente più vicino a Roma. Un cielo, comunque, ancora in grado di mostrare galassie, almeno in prossimità dello zenit.

La zona di cielo a cui mi sono dedicato, e per la quale avevo approntato una serie di mappe ad hoc, è quella compresa tra l'Orsa Maggiore, i Cani da Caccia e la Chioma di Berenice. Leone e Vergine si sono rivelate infruibili perché, nonostante la notevole altezza sull'orizzonte, proiettate in una direzione troppo danneggiata dalle luci di Civitavecchia e Roma.

Quello che segue è un resoconto (non cronologicamente ineccepibile) degli oggetti osservati ed appuntati sulle mappe "a perdere". Gli "appunti" consistono in sottolineature per gli oggetti visti, lettere ("B" per brillante, "F" per flebile, "T" per "di taglio") e punti esclamativi per gli oggetti più belli.

La prima galassia che ho, purtroppo infruttuosamente, cercato è stata NGC 4236 (Caldwell 3), appunto senza esito, forse per il cielo ancora non completamente scuro (mi sono ripromesso di tornarci su più tardi, ma poi ho dimenticato di farlo…)

Andato a vuoto il primo oggetto un po' difficile sono tornato ai classici, anche per verificare le condizioni del cielo: M81, M82 ed NGC 3077, tutte tre individuate senza problemi.

Quindi sono passato alla coppia di galassie interagenti NGC 44854490 accanto a Beta CvN, visione molto al di sotto di quella di febbraio ma comunque individuate entrambe.

Da lì, per prossimità, ho buttato un occhio a M94, ad NGC 5005 (Caldwell 29) annotata come "Brillante e di taglio" (!!), ad NGC 5033 (!) anch'essa di taglio e, seppure "fuori programma", ho cercato la coppia NGC 46184625: viste ed annotate come "molto deboli".

Poco sotto ho cercato e trovato NGC 4244 (Caldwell 26) (!!) una bella galassia di taglio, quindi NGC 4145, "piccola e debole".

Salendo verso l'Orsa Maggiore ho individuato la coppia NGC 4449 (Caldwell 21) (!!!) e NGC 4460 (flebile)

Intorno ad M106 (!!!) ho spazzolato un po' di galassiette deboli: NGC 4217, 4248, 4220 e 4218, la NGC 4346 (flebile e piccola) e la NGC 4357 (molto flebile)

Salendo ancora verso Gamma Uma la NGC 4157 (!! di taglio) la coppia NGC 4088 (!) e 4085 (F) con accanto NGC 4026 (T) non trovando traccia della debole compagna MCG+09-20-52

A questo punto, dopo un breve "saluto" alle vecchie amiche M109, M108 e M97 sono sceso verso la Chioma di Berenice. Al confine coi Cani c'è NGC 4395, da me annotata come "larga e molto debole"

Quindi una "doppia coppia" davvero spettacolare formata da due galassie di taglio con deboli compagne: NGC 4631 (Caldwell 32) (!!!) con accanto NGC 4627, e nello stesso campo le galassie interagenti NGC 4656 (!!) e NGC 4657 ("piccola e molto debole")

Poco sotto ho annotato NGC 4494, NGC 4559 (Caldwell 36) (!) e NGC 4565 (Caldwell 38), che con i suoi quattro punti esclamativi (!!!!) si candida come l'oggetto più bello della serata

Non distante, di un quartetto di galassie, sono riuscito ad individuare solo NGC 4889 (Caldwell 35) annotata come flebile, ed NGC 4874

Vicino all'Alfa della Chioma mi è sfumata la possibilità di osservare in uno stesso campo due ammassi globulari, accanto ad M53 non c'è stato modo di individuare NGC 5053…

Un'occhiata al centro del Virgo Cluster ed una spazzolata alla Markarian's chain mi ha fatto desistere dall'approfondire quell'area, purtroppo troppo penalizzata dall'IL

Altri oggetti osservati en passant come "vecchie conoscenze": M101, M63, il Leo's Triplet, M13, M3

A questo punto,consapevole della giornata lavorativa dell'indomani, essendo ormai le 23.30 (come passa il tempo quando ci si diverte…) ed in presenza dei primi segnali di "crollo", ho sbaraccato e me ne sono tornato "a casuccia", atterrando nel letto solo verso l'1.30.

Considerazioni aggiuntive:

Vale la pena sobbarcarsi più di un'ora di macchina per trovare un cielo discreto anche solo per meno di due ore di osservazioni (a patto di farsi una scorpacciata di galassiette).

Il Sumerian mi ha affiancato in questa scorribanda con estrema semplicità d'uso (nonostante i tempi relativamente lunghi per l'assemblaggio ed il disassemblaggio).

Mi sono reso conto per la prima volta dell'indispensabilità del paraluce a disco contrapposto al portaoculari.

Il puntatore laser unito al grado e mezzo di campo dell'oculare da 32mm rende il 12" un cecchino infallibile, pochissimi degli oggetti riportati sulle mappe non sono risultati visibili o trovabili (e non per errori di puntamento).

Della ventina di mappe che avevo approntato sono riuscito ad esplorarne degnamente solo un paio, e razzolare oggetti sparsi da altre tre o quattro.

A telescopio già bello che smontato mi sono reso conto di non aver dato nemmeno un'occhiata a Saturno

Ogni uscita è un gradino di esperienza in più, peccato siano così dilazionate nel tempo.

Tornare a casa trascinandosi dietro il telescopio "a trolley" anziché spezzarsi la schiena a movimentare le basi di truciolato vale ogni euro speso per il Sumerian!

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4 thoughts on “Galassiette rubate al maltempo

  1. Non è un problema di strumentazione ma del tipo di occhi che usi.
    Anche un cielo velato è un bellissimo guardare.

    M!!!

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