L'ultima pedalata

Oggi sono stato a fare un giro in bici con il mio amico Gianni detto "il Gallus". Abbiamo preso il treno fino alla stazione di Fara Sabina, fuori dalla quale ci stavano aspettando altri amici ciclisti, in vario modo legati a gruppi sportivi/escursionisti del nostro recente passato, quindi siamo partiti a pedalare.

Questo giro è stato fortemente voluto da Gianni, che l'ha voluto intitolare "L'ultima Sabina" in onore di un'area al confine con la provincia di Rieti da lui particolarmente amata. "Ultima" perché sta partendo, ha trovato lavoro in Svizzera e si appresta ad andare a vivere là, a Zurigo.

Non è il primo e nemmeno sarà l'ultimo. Già in passato due amici di Emanuela, con le loro bambine, si erano trasferiti a Ginevra. Un altro mio amico personale in Canton Ticino. Partiti per opportunità, più che per necessità, sfuggiti ad uno stato del tutto incapace di valorizzare le loro competenze ed intelligenze.

L'uscita è stata baciata da un sole già quasi primaverile, con temperature che non mi hanno fatto rimpiangere la scelta di indossare i pantaloni corti, con accanto i mandorli in fiore ed un'aria tersa e sottile tale da consentire allo sguardo di spaziare fino alle lontane cime appenniniche incappucciate di neve.

Anche il gruppo è stato insolitamente compatto, viaggiando ad una media compatibile con l'allenamento di tutti. Io ero il meno in forma, eppure non ho subito ritardi pesanti ed in alcuni tratti viaggiavo col gruppo di testa. Quasi stupiti per la bellezza della giornata e per le zone attraversate, tanto da non voler allungare troppo il passo per prolungare la piacevolezza del pedalare.

Immagino che la Svizzera tedesca non farà rimpiangere a Gianni i dintorni di Roma. Troverà percorsi ben attrezzati e segnalati, strade messe in sicurezza per i ciclisti, sentieri per esplorare le montagne circostanti. Nondimeno queste colline gli mancheranno, come parte di un passato che non tornerà più.

I viaggi, le partenze, sono sempre delle cesoie che tagliano la nostra vita in fette discontinue, dividono forzatamente ricordi ed emozioni, ci costringono a fare i conti col tempo che passa. Anche quando si va a star meglio restano i ricordi dei momenti belli, delle esperienze condivise con gli amici, di aspettative forse ingenue mai avveratesi.

Immagino che Gianni porterà con sé il ricordo di un paese eticamente allo sbando, con una classe politica ed amministrativa in larga parte inetta e corrotta, di un territorio bellissimo eppure massacrato da cemento e speculazione, di un popolo inerte, indifferente ed egoista, incapace di volere e sognare per sé un futuro diverso e migliore rispetto agli stereotipi di ricchezza e successo indotti dalla tv.

Lasciare questo paese con la consapevolezza di aver lottato per cambiare le cose, e di aver perso, è comunque meglio che rimanere qui ad intestardirsi per far funzionare meccanismi difettosi e disfunzionali, dello spendere la propria vita per vuotare il mare con un cucchiaio, ma forse non troppo meno amaro.

Il vantaggio è che la sua amarezza lentamente sbiadirà insieme ai ricordi, al contrario la mia e quella di altri alimenterà rabbia e determinazione, ma non potrà garantirci quel successo del buonsenso e della ragionevolezza che sembra sempre a portata di mano e purtroppo sempre si perde.

Ciao Gianni, ciao Elena. Verremo presto a trovarvi e non escludo del tutto che alla fine non scapperemo anche noi da questa città meravigliosa e disperante.

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7 thoughts on “L'ultima pedalata

  1. E che cavolo… dal titolo sembrava l'ultima pedalata prima del cimitero, dell'amputazione delle gambe o di chissà quale altra disgrazia.

    La Svizzera tedesca non sarà il posto più divertente del mondo, ma non è neanche il Lussemburgo, vero?

    Peccato andarci con la moglie… Io ho una passione per le svizzere.

    🙂

    Lug

  2. …" uno Stato del tutto incompetente .." , già ,  è proprio così , ad esempio l'artigianato italiano , l'esperienza e le tradizioni tramandate di generazione in generazione , una ricchezza infinita pian piano dimenticata e non aiutata a riemergere come giustamente avrebbe meritato … ( da Giuseppe Finocchiaro )

  3. > La Svizzera tedesca non sarà il posto più divertente del mondo

    Vieni a passare un Venerdì sera a Zurigo, e, se sarai riuscito ad entrare in qualcuna delle decine di discoteche, disco-pub, ristoranti, birrerie, wine-bar, e sempre se non sarai troppo stanco dopo una giornata passata magari a visitare le 50 gallerie d'arte o gli innumerevoli loft adibiti a laboratorio di arti sperimentali, ne riparliamo…

  4. Più che un addio, diciamo che è stato un "arrivederci a tempo indeterminato".
    Avrei voglia di scrivere mille pensieri, raccontare mille sensazioni, cercare di riassumere la storia dei miei 17 anni passati a Roma… ma non è facile, così come non è stato facile prendere la decisione che ho preso; me ne sono andato essenzialmente per una buona opportunità di lavoro, ma lasciare in questo momento un paese ridotto ad alcova di un mafio-pidduista, con un'opposizione che sta a guardare e lascia fare… beh, diciamo che tuto ciò mi ha reso le cose più facili.
    E' stato bello però concludere pedalando sulla salita di Fara Sabina. Probabilmente la strada più rappresentativa di anni di escursioni in bicicletta… e ringrazio sentitamente Marco per avermici portato, per la prima volta, ben quattordici anni fa.
    Aufwiedersehen, allese zusammen!

  5. Mi dispiace davvero tanto di non aver avuto modo di partecipare a questa piacevole pedalata,sarei stato davvero molto lieto di salutare di persona Gianni.

    un caro saluto ad Elena e Gianni,buona avventura in Svizzera!

    Der Radler

  6. Gianni, intanto ti saluto qui, poi non mancherà occasione di rivederci… credo anche a breve.
    Sulla sorte di questo paese nutro parecchie preoccupazioni anch'io, preparati ad offrirci asilo politico.

  7. Benvenuto a Zurigo!

    Io sono emigrato nel 2002, ma ora vivo a Lucerna (45 minuti di treno da Zurigo, un treno ogni 30 minuti….)

    Ciao ciao

    Carlo

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