La polverizzazione delle amicizie

Domenica pomeriggio io e Manu siamo andati al cinema a vedere "The Social Network", il film che ricostruisce la gestazione e nascita del fenomeno "Facebook.com", piattaforma sociale dal successo fulmineo e globale. Il film è ben costruito, con dialoghi molto serrati ed una interessante scansione temporale alternata. È stata un'occasione per ragionare un po' su quanto le reti sociali, veicolate da internet, abbiano cambiato al nostra vita relazionale.

Il concetto di amicizia, in particolare, ne è risultato stravolto. In tempi passati ci erano consentite frequentazioni rare ed occasionali, e tendevamo a legarci fortemente a poche persone. Oggi si tende ad instaurare una gamma più ampia e sfumata di rapporti "leggeri" con parecchie decine di persone, pur senza incontrarle dal vivo quasi mai.

Cominciata con le mailing-list di posta elettronica ai tempi in cui la rete era lenta, costosa ed utilizzata a a singhiozzo, ci si è progressivamente spostati verso strumenti diversi ed un utilizzo più continuativo, fino ad arrivare alla pervasività attuale.

Oggi è normale, almeno per il sottoscritto, stare contemporaneamente su più piattaforme, disquisire di astronomia e biciclette con semisconosciuti su forum specializzati, buttare un'occhiata distratta a Facebook per legger cosa passa per la testa di un po' di gente almeno incontrata, seguire i feed di diversi blog di vario spessore ed importanza, commentare qua e là, leggere i commenti altrui e via discorrendo

Il telefono, au contraire, appare uno strumento caduto quasi nel dimenticatoio, delegato sempre più a strumento di comunicazione asincrona in cui si lasciano messaggi su segreterie telefoniche (anche di cellulari) e se ne ascoltano le risposte sulla propria, o col quale si scambiano sms.

E incontrarsi? Beh, incontrarsi funziona ancora, anche se i canoni della fruizione risultano anch'essi adattarsi alle forme comunicative più usate. Io, ad esempio, quando mi trovo in situazioni con parecchie persone intorno (feste, cene…) tendo a scambiare poche battute con tante persone diverse, anziché mettermi ad approfondire un singolo tema con uno o più.

In buona sostanza i "social network" riflettono un'attitudine alla polverizzazione delle amicizie che forse in nuce già possedevamo, e ci hanno solo dato modo di esprimere con compiutezza. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio, e questo è fatto di superficialità delle relazioni, di solitudine anche in contesti socializzanti, di perdita di spessore umano nei rapporti interpersonali.

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10 thoughts on “La polverizzazione delle amicizie

  1. è vero, da un certo punto di vista facebook dovrebbe avvicinare le persone, ma in realtà produce solitudine, specie su chi non è capace di usarlo (ma lo stesso vale per le chat e forse anche per splinder!)… si è ansiosi di dover restare in contatto con gli altri, per forza, e venire cancellato dagli "amici" a quanto pare corrisponde a uno shock: ho letto che un ragazzo è andato persino in depressione per essere stato eliminato dagli amici della sua ex!
    Assurdo!

    Ciao!

  2. Ormai si vive nel social network e non è possibile tornare indietro… Io il telefono più che per lasciare messaggi in segreteria lo uso per scrivere sui vari social network.
    Come la televisione di un tempo anche internet tende a catturare tutto il nostro tempo e soffocarci in una finta necessità….
    E si finisce col non avere il tempo di andare a trovare gli amici…

  3. @ Brina
    Facebook riproduce il mondo reale, con forme semplificate e qualche "facilitazione". Chi fa fatica ad utilizzarlo non se la cava comunque meglio nella realtà…

    @ Neverland (Mario)
    C'è una differenza tra l'usare uno strumento ed il lasciarsi usare da esso, la stessa che c'è tra il vivere ed il lasciarsi vivere. Ed il tempo di vedere gli amici, volendo, si trova. Ecco, forse Facebook è uno strumento che ci aiuta ad esprimere la nostra pigrizia, ed in ciò non ci aiuta, ma i modi di perder tempo sono comunque tanti e se FB sostituisce la "collezione di francobolli" non sarò certo io a dolermene.

  4. (commento trascritto da FB)
    Più che polverizzazioni delle amicizie, lo definirei polverizzazioni delle menti…ciò che ho capito del film è che l'ideatore del social network ha fatto una barca di soldi sfruttando le sempre più povere e illuse menti, sempre più incapaci di confrontarsi "de visu…" Fortunamente qualcuno ancora si salva…ma sicuramente c'è molta solitudine in molti di noi…
    Paola

  5. @ Paola
    Zuckerberg ha intuito un'esigenza comunicativa prima di tanti altri, e la sua motivazione, almeno stando al film, non erano tanto i soldi quanto il successo (per un "geek" misurabile in numero di accessi ad un sito).

    L'esigenza comunicativa, al tempo stesso, era basata sulle opportunità sociali e sessuali offerte dal medium (Facebook), riproducendo on-line comportamenti tipici del mondo reale: in primo luogo l'esibizione di sé (un'esibizione in larga misura intellettuale, non a caso FB nasce con un target di studenti) ed in seconda istanza la possibilità di aprire canali comunicativi riservati attraverso la messaggistica privata e la chat.

    Insomma, immagina lo studentello timido (o studentella) attratto/a da un/a compagno di classe. Trovare il modo di comunicarglielo non è tanto semplice, le reti sociali naturali sono basate su un controllo collettivo delle situazioni pubbliche (se vado a parlarci le sue amiche mi vedono, e magari i bulli della classe mi sfottono… o viceversa per lei se ci attacco bottone mi prende per una "facile").

    Facebook riproduce per il mondo adolescenziale una sorta di "bolla": tutti ci sono dentro, sono facilmente contattabili, si raccontano e si descrivono _in più_ ritagliarsi degli spazi di dialogo diretto è enormemente più semplice che nella realtà.

    La cosa più bizzarra è stata l'adozione da parte degli adulti, ma tutto sommato, anche se con sfumature diverse, le "molle" sono molto simili, e FB si è rivelato essere un medium molto flessibile ed adattabile.

    Quindi c'è chi ha iniziato ad usarlo per raccontarsi (io continuo a preferire il blog, ma è uno strumento meno leggero e decisamente più impegnativo), c'è chi prova ad usarlo per promuovere situazioni, chi per diffondere le proprie idee, chi per cercare persone del passato, chi per proporsi, come amico/a o altro.

    In quanto riproduzione in scala ridotta del mondo reale indubbiamente c'è chi lo usa come surrogato, di affetti, di amicizie, di una vita vera. Ma in questo senso non trovo sia peggiore dei palliativi usati in precedenza.

    Quanto alla solitudine non saprei, viviamo in un mondo sovrappopolato, essere realmente soli è comunque molto difficile, avere una relazione piena e soddisfacente con un partner non è né più né meno difficile che in passato, e soprattutto non è Facebook a renderci migliori o peggiori.

  6.  Siccome ho frequentato forum assai assiduamente negli ultimi tempi, mi sono accorta che dopo un po' il mio cervello subiva una modificazione, nel senso che perdevo interesse nel comunicare di persona, trovando meno ostacoli  e difficoltà nella comunicazione virtuale; va da sè che se una capacità non l'alleni la perdi e non l'alleni perchè il cervello trova più conveniente usare le scorciatoie! Mi piace il mondo virtuale, è uno strumento interessante ma deve rimanere uno dei tanti  strumenti al servizio della comunicazione e non sostituirsi ad essa.

    Interessante l'osservazione che il mondo degli adulti abbia aderito a questo tipo di comunicazione; infatti il nostro compito sarebbe stato quello di insegnare alle generazioni seguenti l'affascinante arte della comunicazione  invece  di avallare con il suo utilizzo indiscriminato  un sistema di non-comunicazione,  diffusosi nel mondo adolescenziale probabilmente a causa delle difficoltà di comunicazione, fisiologiche in quella fase della crescita. Sicuramente il mondo degli adulti in questo ha fallito, ma qui probabilmente entriamo in un altro argomento. Ciao Marco!!!! Carla

  7. Ciao Carla
    Io recentemente frequento molto "pochi" forum, ed in qualche modo anomali. Quello che frequento di più si chiama "Cicloappuntamenti" e l'ho aperto io poco più di tre anni fa. Non sapendo nulla di forum ho piegato lo strumento alle mie esigenze: quelle di organizzare uscite in bici. Avevo questo obiettivo, ed ho strutturato il forum per questo, e sta funzionando. Ricordo che all'epoca ci furono persone che provarono a darmi consigli per farlo crescere come "spazio di discussione on-line". Io risposi loro, fermamente, che non mi interessavano le discussioni, non volevo che il forum diventasse un "chiacchierificio", una fabbrica di chiacchiere, volevo che servisse a far incontrare le persone ed a produrre situazioni concrete (le uscite in bici). Questo solo per dire che gli strumenti possiamo decidere noi come usarli, se abbiamo sufficiente maturità, altrimenti saranno loro ad usare noi.

    Sul "mondo degli adulti" non ho la tua visione di "perdita di una capacità". Mio padre, per dire, era tutt'altro che un "buon comunicatore", aveva pochissimi amici e non gli piaceva particolarmente frequentare gente. A casa nostra non veniva a trovarci quasi mai nessuno… Penso che in termini di comunicazione la nostra generazione stia sperimentando possibilità che quelle precedenti potevano solo immaginare, ma è una strada nuova, ed imboccare vicoli ciechi è molto facile.

  8. PIPISTRELLO,
    tu sostieni che feisbuk   riproduce il mondo reale.
    Io non ne sarei così sicura.
    La facilitazione dei rapporti è talmente amplificata e distorta da intaccare la sostanza stessa del termine AMICIZIA.
    Ci sono persone "amiche" su f.b. che poi se si incontrano per strada neanche si salutano.
    Poche settimane fa una donna inglese ha annunciato il proprio suicidio in diretta su f.b. , scrivendo che si era  riempita di tranquillanti.
    Pare che, su mille amici, non ce ne sia stato uno che si sia in qualche modo preoccupato, anzi, alcuni si sono pure divertiti a sbeffeggiarla. Non è terribile?
    Quanti amici di effebi, di altri s.n. o semplicemente di web resisterebbero alla prova del fuoco di una frequentazione in carne e ossa?
    Credo che siamo ancora troppo novellini in questi  moderni sistemi comunicativi per poterli giudicare obbiettivamente.
    Per lo meno, io mi sento così, incapace di non solo di  averne visione lucida, ma perfino di gestirli.
    Per questo, ho solo un blog, ed è già troppo.
     

  9. "Riproduce" non significa che ne fa una copia esatta.
    La fotografia "riproduce" la realtà, ma ne fa una copia piccola e bidimensionale…
    Prima di registrarmi su FB ne leggevo on-line, e mi colpì molto la storia di un tizio, forse in Canada, che per festeggiare il raggiungimento di 600 "amici" decise di fare una grande festa ed invitarli tutti a casa sua. Ovviamente non pensava che sarebbero venuti tutti, così preparò da mangiare "solo" per cinquanta/sessanta persone. Se ne presentò una.

    L'errore è proprio scambiare FB o qualunque social network per il mondo reale, coglierne le somiglianze senza ben percepirne le differenze, e rimanerci fregati.

    Alle volte, devo dire, succede anche a me… ma non troppo spesso (e comunque son rischi che bisogna correre).

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