E poi si resta soli…

Ieri sera, e fino a notte fonda, altra sessione di osservazioni astronomiche. Dall’inizio dell’anno, tra pioggia, pleniluni ed altro, conto di essere riuscito ad effettuarne forse una decina o poco più, vacanza in Corsica esclusa. Stiamo parlando in media di una nottata al mese, passato il quale si va al successivo, sperando nel meteo.

Anche questa volta, come sempre fin qui, ho sparso in giro la voce tra amici e conoscenti che in un momento o nell’altro si erano detti interessati: una ventina di SMS e messaggi su vari forum, mi sono risparmiato solo Facebook. Anche questa volta tempo speso a rispondere, telefonate a vuoto ed in conclusione mi sono ritrovato ancora una volta solo, con gli abituali quattro amici astrofili di lunga data ed il mio cielo stellato.

Una settimana fa era andata meglio (questo mese la lunazione ha consentito due weekend utili). A Campo Felice mi sono ritrovato attorniato da bimbetti strepitanti e genitori curiosi, al mio appello hanno risposto un paio di amici (Miguel ed Antonietta) che hanno a loro volta coinvolto amici, familiari e prole.

Tutto questo mi porta a ragionare su quanto sia difficile, anche a fronte di un interesse reale, portare fino in fondo i propri desideri. Io non dubito che molte delle persone che ho cercato di coinvolgere in questo appuntamento, come pure in molti degli altri prima di questo, desiderino realmente osservare il cielo stellato, ma il passare dal pensiero all’azione è un altro paio di maniche.

Anni fa vidi un film molto amaro, si intitolava "Hello Denise"  Al centro della trama un gruppo di amici che passavano il tempo a parlarsi al telefono senza incontrarsi mai. La riflessione del film era proprio sul fatto che, chiamati a confrontare i propri proclami con la realtà concreta del vivere, molti si spaventano e si tirano indietro.

Probabilmente non è la chiave di lettura più giusta riguardo a quanto ho premesso, all’astronomia come pratica ed al fatto che parecchie persone, che in passato si erano dichiarate molto coinvolte ed interessate, all’atto pratico abbiano lasciato passare dei mesi senza riuscire a concretizzare nulla… ma in parte il film ha ragione.

Partecipare ad un’uscita di questo tipo, anche se coinvolge solo poche ore dal tramonto del sabato a poco dopo la mezzanotte, impegna in pratica l’intero weekend. Ex ante, arrivare riposati a notte fonda richiede di non essersi strapazzati troppo il giorno stesso, possibilmente facendo un sonnellino nel pomeriggio. Ex post, arrivare a casa stremati e crollare a dormire alle quattro di mattina impedisce di pianificare ulteriori "impegni" il giorno successivo.

Niente escursioni in bici, tanto per dire, o altre attività all’aria aperta, e questo senza contare le ore di macchina ormai necessarie a raggiungere luoghi sufficientemente bui, e quelle richieste per tornare. Strapazzi di cui ho già raccontato e che richiedono molta passione e determinazione per essere portati a compimento.

Quindi nulla da dire, tutta la mia comprensione a chi ha una vita da vivere, impegni già presi, feste di compleanno, case da sistemare, o semplicemente rimanda al weekend tutta una serie di attività, riposo compreso, che si nega durante la settimana.

Ma bisogna che a queste persone sia chiaro il concetto che il cielo stellato che ci hanno rubato, che le luci della città hanno cancellato dalla nostra vista ed ormai anche dalla nostra memoria, non sarò io a poterglielo comodamente restituire. Non è qualcosa che si possa riavere facilmente o a costo zero.

Da qui in poi ci attendono lunghi mesi freddi, piovosi ed ostili. Sarà già una fortuna se capiteranno notti stellate sfruttabili da noi poveri astrofili di città, capaci di ritagliarsi una finestra osservativa solo durante i week-end, e pronti a partire intabarrati di tutto punto solo per un fugace appuntamento con nebulose e galassie al limite della visibilità.

L’ulteriore fatica, spesso sprecata, di provare a coinvolgere amici indaffarati, svogliati e distratti presumibilmente me la risparmierò. Chi vorrà aggregarsi dovrà darsi la pena quantomeno di chiedermelo per tempo e metterci, del suo, un po’ di buona volontà.

P.s.: il mio resoconto ed un po’ di altri commenti alla serata li trovate sul forum astrofili.org, nella sezione relativa agli appuntamenti (cui sarà possibile fare riferimento anche per le prossime uscite osservative).

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5 thoughts on “E poi si resta soli…

  1. Mi sono trovato anch'io in una situazione simile. Ho un amico a scuola che si è sempre dimostrato interessato all' Astronomia, e quando gli ho parlato del mio futuro acquisto di un telescopio è rimasto in un certo senso affascinato. Per questo motivo quando avevo voglia di intrattenermi in questo genere di argomenti sapevo a chi rivolgermi.Quindi comprai il telescopio. Sapevo già che lui aveva una casetta in campagna poco fuori la città dove il cielo era (secondo un neofita) molto buio. Lui stesso mi propose di andare qualche sera proprio lì.Decisi quindi di chiedergli se era possibile nei giorni a venire.È qui che iniziò a puzzarmi qualcosa.Prima di tutto aspettai più di una settimana per ricevere il "via libera" e quando arrivò decisi di mollare tutto. Perchè? Mi era bastata una sua risposta…Gli chiesi "Devi dirmi quanto tempo possiamo starci e da che ora a che ora"Mi disse " Se ti (solo quel "ti" mi ha dato ai nervi, come se fosse lui a farmi un piacere ) va bene dalle 8 e mezza alle 9 e mezza"Credo che qui potrei già fermarmi… L'apparenza inganna! Ed è come hai detto tu "il passare dal pensiero all'azione è un altro paio di maniche."Alessandro

  2. Ciao, Marco.Sono Mauro, alias "Magenta74" nei due principali forum italiani di astronomia (sono anche iscritto, come te, alla lista "BortleDue", ma lì intervengo raramente, solo per organizzare serate osservative).Ho letto con attenzione il tuo "sfogo", e devo ammettere che mi ci sono ritrovato al 100%: sembrava che lo avessi scritto io…!Forse il desiderio (spesso non concretizzato) di coinvolgere altre persone (soprattutto amici e parenti, ma anche talvolta "semi-sconosciuti") in qualche uscita osservativa, per mostrare le meraviglie (a loro sconosciute) che ci circondano, è insito in molti astrofili come noi…! Per qualcuno è quasi una "missione"…!Io sono appassionato di astronomia da circa tre anni e mezzo, e durante questo periodo penso di aver cercato di coinvolgere centinaia di persone con varie iniziative astronomiche: la maggior parte di queste non hanno nemmeno mai accettato un solo mio invito, mentre molte altre mi hanno "seguito" una o due volte per poi sparire; posso affermare che coloro che si sono "innamorati" del cielo stellato li conto nelle dita di una mano…!Sotto certi aspetti è triste constatare come la quasi totalità dei nostri sforzi porti a poco o a nulla…! Che la maggior parte delle persone è e rimane "sorda" ai richiami delle bellezze celesti…! Più volte mi sono detto: "Da oggi in poi, mai più! Basta sprecare così tempo e risorse dietro a persone che alla fine si dimostrano completamente disinteressate e, per certi aspetti, ingrate!".Ma dopo un po' di tempo ci "ricasco": la passione che ho dentro è troppo grande per essere soltanto a mio "uso e consumo"! Sento l'irrefrenabile necessità di mostrare ad altri le meraviglie che abbiamo sulle nostre teste… E allora, via di nuovo!Forse questo è il nostro destino: essere "voci nel deserto", spesso deluse perché inascoltate, ma spinte da una passione troppo profonda per "imparare a tacere per sempre"…!Cieli sereni.Mauro

  3. @ MagentaIo sono appassionato di astronomia da circa trent'anni. Nei primi anni '80, con l'associazione di cui facevo parte, animavamo le serate estive romane con una manifestazione intitolata "Al Pincio sotto le stelle". La voglia di coinvolgere gli altri non mi è mai passata, ma i risultati sono raramente entusiasmanti. Il problema di fondo, al di là dello "sbattimento", è proprio il limite alla comprensione di ciò che stanno osservando.Io sono arrivato all'osservazione strumentale dopo aver letto diversi libri divulgativi, conoscendo già la materia. Mi sono ritrovato faccia a faccia con oggetti sui quali avevo a lungo fantasticato, sapevo cosa stavo guardando.Ora, quando mostro agli amici nebulose e galassie provo a dar loro un'idea di cosa stanno osservando, ma quando gli parlo di "anni luce", di "unità astronomiche", di "cento miliardi di stelle in una galassia" e "cento miliardi di galasie nell'Universo visibile", da come mi guardano ho come la sensazione che le rotelle nella loro testa stiano girando a vuoto…Forse quello che alcuni trovano affascinante per altri è solo spaventoso, o fastidioso…

  4. Caro Marco,quando ho letto la tua pagina ho pensato a uno sfogo, a un momento di amarezza comprensibile, ma anche alla difficoltà che spesso abbiamo di far convivere nella nostra vita, complicata e piena di impegni, lavoro e amicizie, passioni e scoperte. Poi forse proprio il riflettere sulle cose, scriverle, leggere i commenti di Alessandro e Magenta, può darci delle chiavi in più.Certo la passione per l'astronomia è veramente "costosa" : condiziona pesantemente un intero weekend, è faticosa anche fisicamente per i lunghi spostamenti, le nottate, il freddo, l'incertezza sulla visibilità, il vento, l'umidità. Nella nostra vita siamo talmente abituati al tutto e subito che la distanza è … siderale !Ma forse la chiave è proprio quella scrivevi qui sopra : senza delle conoscenze almeno di base, senza quel meraviglioso percorso che mi aveva portato da quando avevo 10 anni a pormi tante domande sull'universo e a cercare risposte in libri di ogni genere, non sarei mai riuscito a sviluppare una passione personale vera.Ritrovarla dopo trent'anni con te è sta una grande sorpresa, e un piacere sottile, intrigante, con le rotelle che girano e ingranano. Ma in fondo non dimentichiamo mai che … siamo soli nell'universo !CiaoNicola

  5. Pingback: Diario di un ritorno alle stelle | Mammifero Bipede

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