Raccontino

Questo "raccontino" è girato recentemente su un po’ di liste e forum legate alla ciclabilità. Lo propongo anche qui.

"Stamattina mi sono alzato ed il sole era appena sorto. Ho fatto colazione, preparato le cose per la giornata, quindi sono uscito di casa in sella alla mia fedele bicicletta per andare in ufficio.
Per percorrere i sette chilometri che mi separano dal centro direzionale dove lavoro la bicicletta è una scelta ottimale. Pedalando senza fretta impiego meno di mezz’ora, e mi diverto anche. Lungo il percorso, lontano dalle arterie del pesante e rumoroso traffico veicolare, incrocio parecchi altri ciclisti, intere famiglie che accompagnano i bambini a scuola, ragazze che pedalano cantando, ed anche quando mi ritrovo da solo ci sono i gorgheggi degli uccelli a farmi compagnia.
L’esercizio fisico mette in moto muscoli e cervello, ed il mio corpo ritrova la sintonia. Insomma, la maniera perfetta di iniziare una giornata. Arrivato in ufficio lascio la mia bici nel parcheggio coperto e vigilato dell’edificio e provvedo a cambiarmi d’abito. Su un percorso così breve non ho neppure bisogno delle docce, comunque a disposizione per i miei colleghi che vengono da più lontano.
Penso che la scelta del mio paese di investire sulle forme di mobilità leggere sia stata vincente sotto tutti i punti di vista: le persone sono meno stressate di prima, più in salute e di buon umore, meglio disposte ad affrontare le difficoltà, ed anche il numero di morti e feriti in incidenti stradali è ridotto a cifre insignificanti."
Ma… aspetta… c’è qualcosa che non mi torna…

Poi mi sveglio. Era solo un sogno.

"Fuori è ancora buio, mi aspetta il solito tragitto in macchina: un’ora in fila indiana per percorrere sette stupidissimi chilometri, compreso il tempo di trovare parcheggio, con gente maleducata che ti taglia la strada, suona il clacson, sorpassa dove non può, ed i pedoni che attraversano quando gli pare. Se mi andrà bene avrò speso a fine giornata quattro o cinque euro solo di carburante, cento euro al mese netti, più bollo, assicurazione, meccanico, autolavaggio… e dopo due o tre anni mi toccherà cambiarla di nuovo. Maledetta macchina mangiasoldi e mangiavita. Ma andare in bicicletta in queste condizioni è impensabile. Troppo rischioso, non me la sento…"

14 pensieri su “Raccontino

  1. Leggendo questo racconto mi è venuto in mente di quante cose si perdono andando in auto invece che a piedi (o in bici) per le strade. Per esempio il profumo di pane che c’è appena fuori dalla panetteria, oppure la signora sarda che vicino al poco dove lavoro fa sempre da mangiare cose BUONISSIME…
     

  2. Forse dovrei metterti in contatto con Corrado che usa una pieghevole sulla metro A+B e poi percorre la tiburtina per uscire da Roma.
    Magari puo’ esserti di aiuto 😉

  3. @ Yod
    L’automobile è una delle risposte al bisogno di confini, di recinti, che affligge l’uomo contemporaneo. Ci ragionavo su in questo vecchio post che sicuramente hai già letto.

    @ Diablo
    Purtroppo nel mio caso l’accoppiata metroA+B mi porta via da sola più tempo che non andare direttamente in bicicletta. Trattasi di percorso avanti-indré (periferia-centro + centro-periferia). Solo che in bicicletta mi accoppano.
    Cmq. confido nelle Brompton, sempre di riuscire prima o poi a farmele consegnare…

  4. Ok, l’ho corretto.
    Il raccontino è stato scritto off-line, e sul momento non potevo controllare. Poi, quando l’ho pubblicato, me n’ero ormai dimenticato…
    Grazie della correzione.

  5. Ma andare in bicicletta in queste condizioni è impensabile. Troppo rischioso, non me la sento…"…..come dargli torto,  per me, invece,  era diventata molto piu’ rischiosa l’automaticita’ del solito tragitto in macchina

  6. Beh, molto dipende dal percorso che devi fare, e dalle strade che sei obbligato a percorrere.
    Ci sono casi in cui la bici è stra-competitiva rispetto all’auto, altri in cui i rischi sono sproporzionati rispetto ai vantaggi…
    E’ il classico caso di "dilemma del prigioniero", ognuno/a ragiona solo per sé e il risultato è un danno per tutti.

  7. "Ci sono casi in cui la bici è stra-competitiva rispetto all’auto, altri in cui i rischi sono sproporzionati rispetto ai vantaggi…"  concordo con la tua affermazione 
    ……nel caso del raccontino (un’ora in fila indiana per percorrere sette stupidissimi chilometri) la bicicletta e’ stra-competitiva…nonostante eventuali rischi.
    per quanto riguarda il dilemma del prigioniero..anche qui purtroppo hai ragione,  ma personalmente non ho alcun dubbio, si’, sicuramente risultero’ egoista, mettermi in coda per 1 ora, ogni giorno…mi ucciderebbe 

  8. Nel mio caso lo "scoglio" insormontabile si chiama via di Tor Cervara, una strada a doppio senso di percorrenza, senza marciapiedi, con automobili ed autoarticolati che sfrecciano a 70km/h di media. Per me è un km e mezzo di panico col quale è difficile cominciare bene la giornata.
    Ed il totale paradosso è che basterebbe che il comune aprisse un varco al parco di Centocelle sul lato tuscolana (dove insistono impianti sportivi abusivi, sfasciacarrozze ed un megacasermone dell’aeronautica con tanto di villette per le famiglie dei "pezzi grossi"), che si raccordasse la pista ciclabile della Palmiro Togliatti e che si concretizzasse il famoso "sentiero dei pellegrini" sulla riva dell’Aniene (tutte opere che attendono da anni il completamento), per consentirmi di arrivare in ufficio totalmente in sede protetta.
    E intanto gli anni passano…

  9. conosco bene quella strada….purtroppo, come darti torto, ci sono dei tratti dove a malapena ci passano due automobili…Via di tor pignattara (nel tratto dei ponti )in confronto e’ una dorsale….

  10. "Purtroppo nel mio caso l’accoppiata metroA+B mi porta via da sola più tempo che non andare direttamente in bicicletta. Trattasi di percorso avanti-indré (periferia-centro + centro-periferia). "

    E’ il mio stesso problema A + B (verso eur) e ritorno, grosso modo lo stesso tempo che ci metto in bici, solo che in bici ci sono solo io, mentre le metro sono piene di gente

    La macchina è improponibile sarei prigioniero delle lamiere per minimo un’ora senza contare che il rischio incidente anche solo piccoli tamponamenti in fila è enorme, ne vedo tutte le mattine.

    L’ideale (in termini di tempo) fino a qualche tempo fa era lo scooter ora pero’ sinceramente è diventata una fatica guidarlo e sotto certi versi è anche più pericoloso perchè se cerchi di mantenere i limiti di velocità e distanza di sicurezza rischi che ti stirino… peggio che con la bici.

    Quando come mi capita sta settimana per esigenze di lavoro sono obbligato a prendere lo scooter mi vengono veramente gli urti di nervi,
    sentivo il casco integrale che mi stringeva nel non riuscire a trattenere il sorriso nel vedere che un meccanico-ciclista che conosco passava tranquillo sulla sua city-bike mentre io ero imbottigliato nel traffico…
    ciao
    Bikediablo

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