I diplomati dell’anno scolastico 1982/83

Recentemente, l’avvento di Facebook come strumento per rintracciare vecchie amicizie ha messo in moto processi in precedenza molto ardui da realizzare, primo fra tutti, e diventato già “un classico”, le reunion di ex compagni di scuola persi di vista da decenni.

Dal momento della mia registrazione al summenzionato social network l’idea di dover reincontrare i miei ex compagni di classe ha rappresentato un inquietante sottofondo a tutte le mie sessioni su FB, finendo col materializzarsi prepotentemente poche settimane fa.

In realtà il primo dei miei dei miei ex colleghi di studi, Federico, mi aveva contattato già a maggio, e ci eravamo incontrati di persona alla Ciemmona. Altri erano poi riapparsi, unicamente in forma “virtuale”, pian piano nei mesi successivi, fino alla convocazione della “grande cena” in quel di Frascati, dove sorgeva, e sorge tutt’ora, l’I.T.I.S. E. Fermi.

Della mia adolescenza non conservo ricordi entusiasmanti. Ero un ragazzo “strano”, perennemente “fuori posto”, incapace di adeguarsi alle mode, perso in improbabili letture ed interessi. Abitavo anche molto lontano rispetto ai quartieri di residenza dei miei compagni e non avevo praticamente nemmeno il telefono.

Se aggiungiamo a questo che la scuola che avevo scelto, un istituto tecnico con specializzazione in Energia Nucleare, era a frequentazione esclusivamente maschile, e che le mie amicizie al di fuori di esso assommavano nella pratica a zero, avrete un quadro minimo della situazione.

Una volta ottenuto il diploma la perdita dei contatti fu pressoché immediata. È difficile al giorno d’oggi immaginarlo, connessi come siamo da media asincroni e pervasivi come la posta elettronica ed i social network, ma venti e rotti anni fa passare dalle superiori all’università per me significò buttarmi alle spalle amicizie e frequentazioni, e ripartire da zero.

Insomma, trascorrevano i giorni e l’evento incombeva. Le mie due fonti principali di preoccupazione erano da un lato il film di Carlo Verdone “Compagni di scuola“, commedia amarissima di fine anni ’80, dall’altro l’involontaria partecipazione alla reunion dei compagni di scuola di una mia ex, avvenuta a metà degli anni ’90, se possibile ancora più terribile del film stesso.

“Che senso ha rivedersi dopo ventisei anni?”, mi domandavo… “perché dobbiamo confrontare le persone che eravamo con quello che siamo diventati?” Mi aspettavo di leggere sui volti degli altri i segni del tempo, paragonare fallimenti e successi, fare i conti con le proprie e le altrui scelte… una sorta di Giudizio Universale su scala ridotta.

Invece niente di tutto questo. Ci siamo ritrovati in nove ex studenti assieme all’ormai anziano professore di italiano, a cenare in una trattoriola. E pian piano, dietro i corpi appesantiti, i capelli imbiancati o perduti, i vestiti eleganti o informali, sono riemersi uno ad uno i ragazzi con cui ho passato tre anni di scuola, tre anni di vita.

Il tempo, con noi, è stato sorprendentemente clemente. Abbiamo passato la serata rievocando gli anni della scuola, esumandone gli aneddoti più divertenti, inframmezzati da brandelli delle nostre vite, i matrimoni, i divorzi, le carriere lavorative. Abbiamo fatto l’elenco di quelli che mancavano all’appello e qua e là, a tratti, nelle luci basse della locale, poteva quasi sembrare che ventisei anni non fossero passati affatto.

E… no! Se questa è la domanda: non siamo cambiati. La vita ci ha smussati, rifiniti, ha limato le asperità eccessive, ci ha resi più maturi, ma quello che eravamo lo siamo ancora, nel bene e nel male. Ognuno col suo carattere ben definito, ognuno misteriosamente pronto a rientrare nelle dinamiche e nei meccanismi relazionali messi a punto in tre anni di convivenza… una vita fa.

E tra una battuta ed uno scoppio di risa mi sono reso conto che ogni cosa era già allora esattamente così, ed è stato come rivedere un vecchio film e ricordarsi le scene man mano che la vicenda prosegue. Solo per realizzare, tardivamente, quello che l’inesperienza ed il “disagio giovanile” mi avevano sempre impedito di vedere e comprendere: di aver passato quegli anni in compagnia di veramente ottime persone.

Nelle poche battute scambiate con l’anziano ma lucido professore, che si ricordava perfettamente di me, ho ritrovato una forza, una determinazione ed una intransigenza che sicuramente mi appartengono. Non so dire quanto di questo mio atteggiamento fosse già presente, e quanto sia dovuto al suo insegnamento, ma posso affermare con certezza di apprezzare e condividere nel merito e nel metodo quanto ha cercato di trasmetterci.

Alla fine l’ora tarda e gli impegni hanno vinto la nostra voglia di continuare a raccontare. Ci siamo salutati, quindi sono risalito in macchina domandandomi se quello che avevo appena vissuto fosse successo davvero.

E, soprattutto, convinto che il passato vive insieme a noi. Che quelle persone le ho avute accanto nei ricordi, nella mia personalità, nelle esperienze vissute e nella fiducia reciproca che ci siamo scambiati allora, per tutta la mia vita fin qui.

E che a loro posso rivolgere solo un saluto ed un augurio: “a presto!”.

Annunci

9 thoughts on “I diplomati dell’anno scolastico 1982/83

  1. Caro Marco! Anch’io ho avuto incontri con vecchi compagni di classe, due: uno il 10 ottobre della scuola di giornalismo (dopo 30 anni) a Monaco, poi il 18 ottobre della scuola (maturità) dopo 33 anni, vicino a Monaco. M’ha piaciuto, ed anch’io penso che il passato non ci lascia, è proprio come se continuasse a esistere 
    in un altra dimensione. Ci sono persone che sono rimaste le stesse, altre sono cambiate, come io, che ero sempre una nebbia, un fantasma che poteva svilupparsi soltanto dopo, in solitudine. I compagni della scuola hanno tanti figli, alcuni 3 o addirittura 4 e sono rimasti sul posto; i giornalisti sono diversi, 5 di 15 non sono sposati e non hanno figli. Erano due incontri con simpatia e vivacità, e anch’io dico: a presto! Ciao, saluti a Manuela – Manfred.

  2. una banda di capelloni perdigiorno…
    Per quel che mi riguarda, è un po’ diverso, nonostante la scelta di frequentare una facoltà lontana, in un’altra città, ho mantenuto forte il contatto con alcuni dei miei compagni di classe, ci si è rivisti negli anni con sempre maggiore difficoltà ma abbiamo sempre avuto netta la sensazione che si trattasse solo di discorsi sospesi. Lo stesso anche compagni delle medie molti dei quali anche delle elementari e dell’asilo. Negli anni ci sono state delle defezioni, per interessi e stili di vita differenti alcuni hanno fatto scelte diverse ma quelli che erano i nuclei forti e agrreganti sono rimasti e non si può che pserare di rivedersi e riconfrontarsi.
    P.s. Sei molto più vecchio di me, nello stesso anno finivo le elementari.
    M!!!

  3. @ Tic
    Ma allora ti commuovi anche tu?
    Lo sapevo che sotto quella dura scorza di cinico batteva un cuore…

    @ Manfred
    E’ un piacere risentirti, allora dico "a presto!" anche a te.

    @ M!!!
    Eh, sì, i capelli… ce lo siamo detti un po’ tutti… (comunque la maggior parte ce li ha ancora…)
    Per il resto, le altre classi, tutti persi "per la strada"… ma il mio era un caso più unico che raro, prima o poi spiegherò anche il perché.

    (p.s.: ormai dovresti sapere quanti anni ho, se non altro perché di tanto in tanto ne scrivo anche qui)

  4. Si ma come stessi chiacchierando con uno zio giovane, davanti a una birra, mi piace scherzare sul fatto che sei più vecchio di me…
    Salute.
    M!!!

  5. Qualche anno fa ho partecipato a un incontro di ex-compagni di scuola delle elementari, evitando invece come la peste quelli di medie e liceo (che mi fanno schifo). E’ stato stranissimo vedersi a oltre venti di distanza, ma la serata si è conclusa a chiacchiere e risate alle tre di notte, tato che a momenti si facevano le cornicette colorate sui compiti e si andava a giocare a CinCionLin alla riscossa e ai Quattro cantoni.  Matti? Ma se si fosse tutti folli la vecchiaia neppure esisterebbe…

    Yod

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...