Sono preoccupato

Di solito, quando passa un po’ di tempo senza che scriva qualcosa su questo blog, non è un buon segno. Per la verità, per quanto riguarda la mia vita privata è tutto più o meno tranquillo, ma i segnali che giungono "da fuori" sono prevalentemente negativi, a volte terribili e spesso ambigui.

Un segnale che interpreto negativamente, ad esempio, è la sconfitta del governatore uscente Soru alle recenti elezioni per il rinnovo del consiglio regionale in Sardegna.

La Sardegna non si può annoverare tra le regioni che in questi ultimi anni siano state amministrate male, quantomeno a confronto con altre realtà consimili (una fra tutte la Campania), e questo al di là della vicinanza o meno alle posizioni politiche di Soru.

Tuttavia, nella contesa con un’amministrazione tutto sommato rodata ed efficiente, l’ha spuntata un emerito signor nessuno, grazie alle plateali "spinte" dell’attuale governo e ad una campagna elettorale ospitata dai telegiornali delle reti televisive nazionali assolutamente sbilanciata e soverchiante.

L’unico segnale che se ne può ricavare è quello di un elettorato confuso, disorientato e facilmente asservibile per mezzo della propaganda televisiva. Una situazione che può tornare utile solo ai demagoghi che governano questo paese, gestendone il lento scivolamento nel declino politico, sociale e culturale.

Alla sconfitta elettorale hanno fatto immediatamente seguito le dimissioni di Walter Veltroni, ex sindaco di Roma ed attualmente ex segretario di quell’ircocervo politico che risponde al nome di Partito Democratico.

Sul PD non ho voluto infierire direttamente, limitandomi a qualche commento al vetriolo sui blog di altri (in testa "TIC-Talk Is Cheap" e "Leonardo", che alla materia hanno dedicato diversi post), ma rimane comunque un enorme senso di delusione, con un retrogusto amaro di disastro annunciato.

La parabola politica di Veltroni è esemplare dello stato miserrimo in cui è ridotta la politica in questo paese, ed è il perfetto riflesso speculare del berlusconismo strabordante che, dall’opposta sponda politica, caratterizza l’attuale fase storica.

Un’esibizione di plateale incapacità politica ed organizzativa, non solo da parte sua ma di un intero partito che si era proposto come erede delle tradizioni della sinistra ed ha, nei pochi mesi trascorsi dalla sua fondazione, sistematicamente e scientemente sperperato ogni residua credibilità.

Nel frattempo il governo di destra che si è dato la città in cui vivo non perde occasione per erodere i confini della convivenza civile, reinventando in forme neppure tanto nuove uno tra i più esecrabili strumenti di emarginazione sociale storicamente noti: i ghetti. A farne le spese le popolazioni nomadi, ideale capro espiatorio di un disagio sociale montante.

Una situazione già pessima di per sé, ma che potrebbe forse essere recuperabile sul lungo periodo, se fossimo in presenza di una congiuntura internazionale diversa. Invece i segnali che arrivano dall’estero sono ancora più drammatici.

Ho da poco scoperto "Due Cents", un blog che si fa carico di tradurre in linguaggio comprensibile la situazione economica internazionale. Non sono mai stato un appassionato di mercati. A dirla tutta ho, da sempre, un cattivo rapporto col denaro. Ma da quello che riesco ad intuire, riguardo quello che, ho la sensazione, gli organi di informazione preferiscano tacere e sorvolare, la situazione è grave come non mai.

C’è, da un lato, il progressivo esaurimento delle risorse energetiche fossili, petrolio in testa, che a detta di molti ha ormai raggiunto il suo picco di produzione ed in futuro ne sarà disponibile sempre meno ed a prezzi progressivamente crescenti.

Dall’altro lato l’indebitamento collettivo di singoli, imprese, intere nazioni, che ha raggiunto livelli di pura follia, pregiudicando la credibilità dell’intero sistema economico internazionale, che potrebbe collassare rapidamente, un pezzo alla volta, come un gigantesco castello di carte.

In tutto questo ogni cosa sembra andare avanti come sempre, ma è ineludibile la sensazione che ci si stia dirigendo ad occhi chiusi verso il baratro. E persino l’essere semplicemente preoccupato, a volte, mi sembra un indulgere all’ottimismo.

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6 thoughts on “Sono preoccupato

  1. c’è di che sentirsi inquieti in effetti… ma tanto tutti continuano a spremersi le meningi sul significato esoterico delle ultime esternazioni di gasparri, sulle conseguenze metafisiche della canzone porca di iva zanicchi, si squartano capri neri per vedere celato nelle spirali del sangue il nome agognato del successore del piddì… io quasi quasi vado in africa con veltroni.

    Z

    “voglio rifugiarmi sotto al Patto di Varsavia voglio un piano quinquennale la stabilità”

  2. Scherzaci! Io un pensierino al Sudafrica ce lo sto facendo dall’anno scorso…

    E quanto al “Patto di Varsavia”… non saprei. Da un lato tutti i regimi del cosiddetto “Socialismo reale” erano delle dittature assolutamente illiberali ed oppressive, dall’altro penso che, in prospettiva, col declinare delle risorse naturali del pianeta l’approccio “socialista” sarà molto più funzionale di quello “liberista”.

    P.s.: e comunque il tizio che cantava quella canzone ha fatto una finaccia… :-/

  3. Sono d’accordissimo con il tuo essere preoccupato, MB. Tanto è vero che ‘sta roba della crisi mi attanagliava ben da prima che scoppiasse il pandemonio. Tralasciando questo, però, il fatto è che è vero che in Italia non si sta facendo un cazzo per evitare il baratro, per usare un francesismo, ed è vero che nessuno se ne accorge perchè non c’è nessuno a dirlo.
    Una vera opposizione, seria e concreta, con questo governo ci giocherebbe a freccette. Invece no! Noi c’abbiamo fatto le bicamerali (prima di tutti il tappo baffuto che Tic ritiene tanto intelligente, salvo esserselo preso nel didietro centinaia di volte, scusa ancora il francesismo) e ogni volta che c’era la possibilità di finirlo ci siamo fatti prendere della commozione: insomma, poverello, non è bello infierire su chi è già sconfitto, dobbiamo trovare un accordo e così via.
    Col cavolo! Un accordo a mio giudizio va trovato solo col vincente e solo se serve a limitare i danni: il perdente, ahimè mi spiace ma è mors tua vita mea. Perchè quando si rialza è più incazzato di prima. E infatti, si è fatto il lodo Alfano e nessuno ha detto niente, si è sfilato dal processo Mills e nessuno ha detto niente, sarebbe stato condannato e nessuno ha detto niente.
    Evviva!

    Yod

  4. Veramente io credo che, in questo momento, l’unico posto di cui il tappo baffuto abbia le chiavi è il MERDAIO.
    Il tappo baffuto ho smesso di seguirlo qualche tempo fa.
    Il tappo baffuto è uno dei principali responsabili del disastro in cui ci troviamo.
    Il tappo baffuto, purtroppo per noi, è un grandissimo presuntuoso.
    Il tappo baffuto, senza Veltroni, che funzione avrà?

    Oggi Stille su Repubblica ha scritto cose terribili, hai letto, Marco?

    Io sono angosciato quanto te. Rido per non piangere.

    tic

  5. @mammifero. come dico in altro sito, sul patto di varsavia mi limito a rispolverare vecchie provocazioni… come tic anch’io rido per non piangere. il povero ferretti beh… spero che in qualche modo questa sia l’ultima delle sue punkettate. efficace, in effetti.

    @tic&yod cacchio ragazzi è vero, se ci pensate il baffo è famosissimo per essere un volpone ma poi l’ha presa nel retrotreno peggio che un cowboy. c’è qualcosa che non va.

  6. @ yod
    Quoto tutto

    @ Tic, l’articolo di Repubblica provo a procurarmelo… (non è che l’hanno messo anche on-line?)

    @ Z
    “Retrotreno” o no, lui sta sempre lì, mentre gli altri passano. Anagraficamente ha buone probabilità di sopravvivere alla fine del berlusconismo (sempre che B. non trovi il modo di reincarnarsi, resuscitare, o farsi trapiantare il cervello nel corpo di Rocco Siffredi…)

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