Rimbalzando qua e là

Le feste dovrebbero essere occasione per riposarsi, ritrovare famiglie ed affetti, fermarsi a riflettere sulle cose importanti. Dovrebbero, sottolineo, perché ormai viviamo immersi in una perenne, inesausta, fuga iperattiva, ragion per cui anche dai pochi giorni a cavallo del capodanno si cerca di spremere una o più vacanze.

Perciò non mi è parsa troppo strana l’idea proposta dalla mia dolce metà di approfittare di un momento "poco gettonato" per regalarci qualche giorno alla scoperta di Barcellona. Partendo, in controtendenza, il giorno di Natale!

Purtroppo avevamo fatto i conti senza l’oste: quella stessa "crisi globale" che dappertutto sta producendo licenziamenti e disoccupazione si è manifestata in uno dei suoi risvolti più paradossali costringendomi in ufficio fino al tardo pomeriggio del 24 (la vigilia), in una corsa forsennata ad ultimare consegne in ritardo.

Tornato a casa e preparate le valige in stato semi confusionale, con Manu ci siamo trasferiti in fretta e furia dai suoi genitori, per il cenone, edi il successivo pranzo di Natale, contornati da una torma di nipoti sovreccitati ed euforici.

nipoti


Nel pomeriggio, ancora mezzi rintronati, volavamo in Spagna.

ala


Barcellona ha indossato per noi i panni freddi ed umidi di due giorni di pioggia quasi costante, che se da un lato non ci ha impedito di girarla in lungo e in largo, dall’altro ci ha lasciato sensazioni e ricordi sicuramente molto diversi da quelli di chi l’ha visitata col sole.

vicolo


Ai miei occhi è apparsa come un mix tra Genova e Parigi, una città dinamica che non ha voluto rinunciare alla sua storia, sospesa tra mediterraneo e mitteleuropa, tra le suggestioni moderniste di Gaudì e la modernità vera dei grattacieli, con abitanti orgogliosi che, nonostante il freddo e l’invasione di turisti, non rinunciano a danzare la Sardana di fronte alla loro cattedrale.

gaudì


Tre giorni intensi, ma che non bastano certo ad esaurire tutto quello che c’è da vedere. Anzi, bastano forse appena a farsi venire la voglia di tornarci, possibilmente con un clima più mite, e più calma e tempo a disposizione.

santa maria del mar


Domenica sera di nuovo a casa, con l’aereo in ritardo, e il giorno dopo in ufficio ancora a ritmi serrati fino al 31 dicembre, quando chiudo tutto e ci trasferiamo nuovamente: in Umbria, a Trevi, per un capodanno con amici ciclisti ed il successivo "codazzo" di escursioni e pedalate fino alla domenica successiva.

dance


Giorni confusi, di gente che va e viene, facce note e meno note, itinerari e pasti decisi là per là. Ci siamo ritrovati a pedalare immersi nella nebbia, o sotto un tiepido sole, a spingere le bici a mano su strade ghiacciate a 1200m di quota.

sassi


E poi correre in discesa a rotta di collo su ripide sterrate, "dopati" della nostra stessa adrenalina.

giù


E, ovviamente, a mangiare e bere abbondantemente, condendo di chiacchiere e racconti le tavolate fino a tarda ora, sorseggiando spumanti ed ottimo Sagrantino, cercando invano di far fuori tutto il cibo che avevamo portato.

Domani si chiude, con una "serata dell’Epifania" al teatro Piccolo Re di Roma, ai cui laboratori partecipiamo ormai da diversi anni, e sarà l’occasione di rivedere altri amici, altre persone care con cui abbiamo condiviso momenti belli ed importanti, altri "pezzi" della nostra vita.

E il riposo? Niente, come al solito! A dir la verità ormai ci ho rinunciato. Ho deciso che, al limite, mi riposerò da vecchio. Sempre se ci arrivo… e se non ci arrivo, pazienza: difficilmente me ne andrò con la convinzione di aver sprecato il mio tempo.

lampione


Ah, dimenticavo, buon anno a tutti/e!

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5 thoughts on “Rimbalzando qua e là

  1. Bercellona me la ricordo con affetto da quando, anch’io giovinastra, la inclusi in un pazzo tour della Costa BRava in rollerblade. Tornai a casa con sensazioni fantastiche e le ginocchia inesistenti. Ma che ridere!
    Yod

  2. Barcellona va vista e vissuta in tutte le stagioni, in particolare ti consiglio di tornare ad inizio agosto, be non sbaglio il 10 per la festa di Gracia, il quartiere confinante con la Sagrada Famiglia, dove fanno una festa fantasctica durante la quale rivendicano la loro indipendenza culturale da Barcellona stessa; strepitosi gli abitanti di Gracia, i catalani e gli spagnoli in generale.
    L’impressione che ne ho ricevuto, ogni volta che sono stato in Spagna è che si tratti di persone goderecce e autoironiche ma che al contempo hanno un gran rispetto per gli altri e il bene comune.
    P.s. non dimenticarti di andare a cena a La Barcelloneta, il quartiere sull’altro lato del porto, presso il ristorante “El Rei del Gamba”, possibilmente il “2”, con pogni neuri mangi da signore.
    P.p.s non perderti una visita all’acquario se non l’hai già visto.
    Se poi hai del tempo in più fai un salto a Girona, una piccola città poco al nord, serso la Francia e antica provincia romana, mi saprai dire.
    L’Umbria è inutile te la commenti…
    Quasi dimenticavo, Buon Anno e ben tornato.
    M!!!

  3. Grazie delle dritte, la prossima volta scriverò in anticipo le destinazioni dei miei viaggi, così potrò usufruire dei consigli in tempo utile.
    Alla fine la serata in teatro è saltata, Manu non stava bene… sarà per un’altra volta.

  4. Da viaggiatrice indefessa ti consiglio tripadvisor, sito indispensabile per delle dritte su luoghi, hotel, etcc.. Ci trovi anche una tal Yodoski (con la I però) che dispensa le sue perle di saggezza.
    Eeehehhehe.

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