Danzando sul ghiaccio sottile

"You walk upon the high wire
You’re a dancer on thin ice
You pay no heed to the danger
And less to advice"

(Dire Straits – "Love over Gold")

Alle volte ho la sensazione di vivere in un sogno, una "bolla", qualcosa di completamente irreale pronto a spezzarsi in un istante, proprio come il "ghiaccio sottile" della canzone dei Dire Straits. Ma il senso di pericolo non riguarda una situazione individuale e circoscritta, bensì l’intero pianeta. E’ come se tardassimo a risvegliarci da un sogno alcoolico, uno stordimento durato decenni, ed anche a fronte di ragionamenti del più palese buon senso continuassimo ad affidarci alle braccia di Morfeo, incuranti di quello che potrà accadere. O, al più, muti spettatori della corsa verso il disastro.

Ora l’Agenzia Internazionale per l’Energia, non certo le "solite Cassandre", dirama un rapporto assolutamente preoccupante sullo stato dell’ambiente e delle risorse energetiche, in sostanza avvalorando quanto sostenuto fin dagli anni ’70 dal Club di Roma nel "Rapporto sui limiti dello Sviluppo", ed in seguito dalle scuole di ricerca sul "Picco di Hubbert" e dai teorici della "Decrescita". Il tutto è ottimamente riassunto da Frank Galvagno sul blog di ASPO-Italia.

Cercando di riassumere: va male. Male nel senso che tutto quello che si è immotivatamente dato per scontato negli scorsi decenni, ignorando ottusamente quello che mostravano le proiezioni scientifiche, andrà rivisto, nel breve periodo. Male perché l’intera organizzazione sociale, urbanistica, territoriale e demografica planetaria si è fin qui basata su paradigmi letteralmente infondati.

Il primo paradigma è quello della "crescita". Tutta l’economia è basata sull’assunto che la "crescita" continuerà indefinitamente. E da cosa dipende la "crescita"? Sostanzialmente dall’approvvigionamento energetico. Crescerà quest’ultimo indefinitamente? Impossibile, dato che il pianeta è un "sistema finito" e stiamo bruciando risorse non rinnovabili che andranno incontro prima o poi all’esaurimento. Più prima che poi.

Allora di cosa stiamo ragionando? Lo vediamo si o no il burrone in fondo alla discesa? Vogliamo cominciare a frenare? E se sì, quando?

La verità e che vorrei essere ottimista ma non ci riesco. Il nostro paese ha una classe politica anziana ed incapace di guardare ad un futuro che si sta avvicinando a vista d’occhio e ci sbatterà addosso con l’impatto di un camion a pieno carico. I "balletti" sulla poltrona di un ente ridicolo e privo di poteri come la "commissione di viglilanza RAI" danno il segno di una perdita totale del senso delle cose e delle proporzioni.

Ho aperto con una canzone, voglio chiudere con un’altra. Chi ha più di quarant’anni se la ricorderà, è di Edoardo Bennato.

"EAA ma come andiamo forte
eaa ormai nessuno ci può fermar

EAA giù per la discesa
eaa ormai nessuno ci può fermar

EAA dritti verso il burrone
eaa ormai nessuno ci può fermar

EAA ho parlato col conducente
e mi ha detto in un orecchio
che ha i freni rotti e che non vanno più

EAA mi hanno detto che non è sua la colpa
ma che lui farà il suo dovere fino in fondo
e poi si vedrà

EAA giù per la discesa, dritti verso il burrone
ormai nessuno ci può fermar

EAA mi sono distratto per un momento
e il conducente ha premuto un bottone
e si è catapultato giù.

EAA ma chi se lo aspettava
che era un pullman così attrezzato
che quello si catapultava giù

EAA gli altri continuano a intonare cori
non si sono ancora accorti di niente
e continuano a cantar

EAA vorrei prendere io in mano il volante
però poi ripensandoci bene
ma chi me lo fa far

EAA qui le cose si mettono male
quasi quasi premo anch’io quel bottone
e mi catapulto giù

EAA ma come vanno forte
non si sono ancora accorti di niente
e continuano a cantar "

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6 thoughts on “Danzando sul ghiaccio sottile

  1. Il grande Edo!
    In effetti fa un po’ impressione sentire sedicenti esperti di destra e di sinistra propinarci ancora le loro ricette a base di crescita crescita crescita (della produzione, delle spese, dei consumi, scegliete voi a piacere)
    😦

  2. Più di una volta abbiamo “discusso” l’argomento.
    Il sistema finito non prevede la “crescita illimitata, seppure si superasse il problema dell’approvvigionamento energetico, i fattori limitanti resterebbero molteplici. Lo capisce anche un bimbo di seconda elementare, basterebbe spiegare le cose con i termini più semplici possibili…
    Siamo la specie più stupida in circolazione, l’unica in grado di ammazzarsi a vicenda per miopi visioni.
    M!!!

  3. non era una critica… parlandone tra noi, ci si scambia punti di vista che poi in altri contesti arrivano a terzi e così si costruisce la rete che speriamo di mettere in fondo alla discesa a protezione del burrone.
    M!!!

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