Stelle bruciate

Come da attesa, Urania ha pubblicato nella sua strenna estiva Millemondi Estate la traduzione dell’antologia di racconti  Year’s best SF #10 curata da D.G. Hartwell e K. Cramer. Va detto che il volume dell’anno scorso mi aveva entusiasmato molto più di quello di quest’anno, ma forse è solo una questione di aspettative. L’antologia è stata pubblicata negli USA nel 2005 e raccoglie racconti pubblicati nel 2004.

Brutto il titolo italiano ("Stelle che bruciano"… perché, le stelle possono forse fare qualcos’altro? Ma a parte questo, c’era proprio bisogno di un titolo?), brutta la copertina, con dei robot che spostano un’automobile (una Fiat 500?) da un parcheggio, e direi anche non eccezionale l’ordine dei racconti (immutato dall’originale), considerato che, a posteriori, quelli che mi sono piaciuti di meno sono tutti collocati alla fine del volume.

Non vorrei dare un’idea troppo negativa della raccolta, ma mi rimane un’impressione molto diversa da quella del volume precedente. E se da un lato dubiterei che in un anno il mio gusto personale sia cambiato poi molto, dall’altro non mi sembra plausibile che la qualità della totalità dei racconti possa aver subito un drastico declino, per cui non so giustificare quest’impressione.

Forse, però, una spiegazione c’è, e riguarda qualcosa che potrei definire la trasparenza delle strutture retoriche soggiacenti i vari racconti. Detto in parole povere comincio a nutrire un’insofferenza per le costruzioni troppo sfruttate, ed avendone letti parecchi tendo a prevedere le "svolte narrative" con largo anticipo.

Per godere davvero di un racconto occorre riuscire a sperimentare la cosiddetta "sospensione dell’incredulità". Nel caso della fantascienza è già difficile dribblare gli svarioni pseudoscientifici inseriti dagli autori delle storie (e non individuati dai compilatori delle antologie), figuriamoci se la forma narrativa è sufficientemente grossolana ed abusata da lasciar percepire, paragrafo dopo paragrafo, un lavoro di "diligente compilazione".

In questo la dimensione breve del racconto è sicuramente penalizzata rispetto a quella del romanzo, in cui la struttura più dilatata può spaziare e trasformarsi (Foer docet). Col risultato di produrre spesso "cloni" di storie in cui anche i colpi di scena finali risultano, se non del tutto prevedibili, troppo spesso insoddisfacenti.

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7 thoughts on “Stelle bruciate

  1. A me le raccolte non sono mai piaciute, con rare eccezioni.
    Prima ero una grande divoratrice di URANIA e altri, ne leggevo a quintali e poi li scabiavo/regalavo agli amici.
    Ma da un paio di anni a questa parte ho avuto l’impressione che la qualità calasse e ho iniziato a stufarmi di comprare libri che lasciavo a metà o dovevo forzarmi a finire…
    Che dici, magari tra un po’ ci riprovo

    Mamaa

  2. @ Mamaa
    Se scorri un po’ l’archivio del Blog vedrai che la mia posizione nei confronti della fantascienza ultimamente è parecchio critica.
    Purtroppo è un genere ormai fagocitato dal mercato, con l’aggravante che ci tocca leggere quello che viene tradotto, che è solo una minima parte di quanto viene pubblicato.
    Aggiungi pure che gli autori/autrici che negli ultimi anni hanno “lasciato il segno” sono davvero pochi, e in qualche caso romanzi geniali (uno per tutti lo spettacolare e raccapricciante “Dr. Adder” di K. W. Jeter, datato 1972) sono stati boicottati dagli editori, e pubblicati solo dopo decenni.
    Se ti capita di leggere qualcosa di valido ti prego di segnalarmelo, io al momento sono alle prese con un’antologia di Robert Sheckley che per il momento non aggiunge nulla a quanto da lui già scritto negli anni d’oro.
    😦

  3. Io a volte per disperazione mi rileggo quei pochi volumi che ho tenuto (i libri mi piace leggerli e passarli ad altri, non tengo quasi nulla) e vado a leggermi perfino le versioni originali in inglese, spesso migliori.
    Ultimamente sono tornata a rileggermi in inglese Hyperion e poi Endymion, ma supponto che tu li abbia già letti.
    Comunque se mi trovo qualcosa di interessante te lo segnalo
    😉

  4. In effetti Dan Simmons “mi manca”… provvederò. Io stavo proprio oggi pensando che vorrei rileggermi la trilogia degli “Arbai”, di Sheri S. Tepper, e “Cybergolem”, di Marge Pearcy (due donne, e forse non è un caso…), per vedere se effettivamente erano belli come me li ricordo. In effetti sul secondo ho pochi dubbi, spero che non ti sia sfuggito.

  5. Non mi sembra di averlo letto, il mio problema é che ne ho letti talmente tanti che tendo a dimenticare titoli e autori…
    Poi magari parlando di storie e trame salta fuori che un certo libro l’ho già letto.
    Dici che dovrei segnarmeli da qualche parte?

  6. Non ti preoccupare, io ogni tanto ripesco dei libri che ho letto tanti anni fa e non mi ricordo niente, né copertina, né trama…
    Comunque di quelli che mi hanno più colpito almeno il titolo e l’autore mi restano impressi. Accontentiamoci.

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