La grande corsa delle macchine a vapore

Ho da poco concluso la lettura di "La macchina della realtà", steampunk d’annata (1991) scritto a quattro mani dai due inventori del più noto genere "cyberpunk": William Gibson e Bruce Sterling.

Gibson e Sterling tentano qui una sorta di "doppio salto mortale", ambientando le familiari tematiche legate ai computer ed al mondo degli hackers, proprie del cyberpunk, in un passato ucronico in cui Charles Babbage è riuscito nel suo intento di costruire un calcolatore meccanico (a vapore!) in piena età vittoriana.

Il risultato finale rimane affascinante, anche se abbastanza confuso. La struttura ad episodi parzialmente slegati non aiuta il lettore, sopraffatto dalle molte vicende parallele che si intersecano in un affresco volutamente parziale ed incompleto. Su tutto prevale la cupa ombra di un futuro nato forse con troppo anticipo.

Ma anche con tutti i difetti ed i limiti dell’opera nel suo complesso, alcune parti brillano di luce propria. E forse per affinità tematica al mio personale sentire ho trovato irresistibile l’episodio della "corsa delle macchine a vapore".

Uno dei protagonisti (Mallory) si ritrova ad assistere ad una gara annuale in cui veicoli a vapore (detti "gurney") provenienti da diverse nazioni si sfidano in una gara di velocità. Tra questi ce n’è uno rivoluzionario ed improbabile, molto piccolo ed a forma di goccia, la "Zephyr".

Mallory conosce uno dei tecnici che  hanno lavorato al prototipo, il quale gli confida la propria assoluta certezza di vincere, perché quel veicolo sfrutta tutta una serie di "nuove idee", tra le quali l’aerodinamica, appena sviluppate e sconosciute al grande pubblico.

In questo "passato parallelo" si svolge quindi una specie di sfida tra ‘800 e ‘900, tra macchine concettualmente enormi e possenti (le locomotive) e vetture individuali piccole, leggere e veloci (le automobili). E in questa "sfida immaginaria" non c’è storia.

La piccola Zephyr da principio rimane indietro (a causa di una falsa partenza che ne fa raffreddare la caldaia), poi, però, inizia ad accelerare in una progressione irresistibile che la porta dapprima a superare tutti gli altri concorrenti a metà percorso, e quindi ad arrivare quasi volando al traguardo, tra lo stupore attonito ed ammutolito dell’intero pubblico.

Questo è il magistrale finale della corsa:
"Henry Chesterton smontò dalla Zephyr. Gettò indietro la sciarpa e si appoggiò alla carrozzeria lucida del suo veicolo, osservando con insolente distacco gli altri gurney che arrancavano oltre il traguardo. Prima che arrivassero, sembrò che fossero invecchiati di secoli. Erano, si rese conto Mallory, dei relitti."

C’è, in questo finale ucronico, tutto il senso di stupore e meraviglia che da sempre gli appassionati cercano nelle storie di fantascienza. Il "nuovo" che irrompe nel "quotidiano" e lo stravolge. Il futuro che arriva inatteso, proprio dietro l’angolo. L’irresistibile fiducia nelle conquiste scientifiche che ci ha accompagnato dall’illuminismo almeno fino agli anni ’60.

Oggi tuttavia, al volgere del terzo millennio, sono paradossalmente proprio le automobili ad apparire come dei dinosauri prossimi all’estinzione. La promessa di velocità e libertà che ha sostenuto per decenni il mito dell’automobile ha finito col produrre il proprio opposto: code, ingorghi, saturazione dei centri urbani, inquinamento, invivibilità degli spazi cittadini, oltre ad un interminabile stillicidio di morti e feriti.

La crisi energetica che si profila all’orizzonte farà presto o tardi piazza pulita di veicoli tanto pesanti, rumorosi, invadenti ed egoisticamente energivori, restituendo spazio a macchine più leggere, efficienti e sostenibili.

Le "Zephyr" del futuro, inaspettatamente, sono proprio le nostre biciclette.

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8 thoughts on “La grande corsa delle macchine a vapore

  1. non è inaspettato che le “Zephyr” del futuro siano le nostre biciclette, è stato il petrolio a bassocosto che ci ha fatto credere il contrario. La bici è il mezzo di trasporto più efficiente, il vero frutto del “genio” umano, speriamo che risvegliandoci dal torpore petrolifero, non si sia attratti da altre cazzate.
    M!!!

  2. Toh, chi si vede! 🙂
    Benvenuto da queste parti, mi auguro di non annoiarti troppo…
    Io, intanto, mi sono registrato il feed RSS del tuo blog (ammazza quanto scrivi, però…) 😛
    A presto.

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