Lavorare meno (lavorare tutti?)

C’è un’idea che periodicamente rispunta fuori, nel corso della storia dell’umanità, e concerne il rapporto tra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato al cosiddetto "svago", o tout-court al riposo. Gli slogan operai degli anni ’60/’70 ("Lavorare meno, lavorare tutti") sono oggi ripresi dai teorici della Decrescita che stanno rimettendo in discussione, con argomentazioni fondate, la credibilità delle teorie economiche dominanti.

Sono passati più di trent’anni dallo storico studio del Club di Roma sui "Limiti dello sviluppo", e quei limiti appaiono oggi molto prossimi, al punto che in qualche caso ci si rende conto di averli già raggiunti. Non solo il petrolio sta raggiungendo prezzi elevatissimi, spiazzando gli ottimisti che si comportavano come se non dovesse mai finire, ma anche molte altre materie prime essenziali per il nostro modello economico/sociale stanno diventando di difficile e costosa reperibilità.

L’era del superfluo sembrerebbe volgere al termine, ed occorrerà ripensare dalle radici l’organizzazione delle nostre società. L’approvvigionamento energetico declinante porterà ad un’impennata dei prezzi dei beni primari, in testa i generi alimentari, subito seguiti da quello dei beni "superflui", cui la scarsa domanda impedirà anche economie di scala.

Sarà molto difficile far comprendere alle popolazioni l’insostenibilità del precedente stile di vita. La nuova situazione metterà in luce gli errori madornali operati negli anni passati nell’organizzazione urbanistica del territorio, che scopriremo del tutto inadeguata alle mutate condizioni sociali.

Le scarseggianti e sempre più costose risorse energetiche verranno progressivamente dirottate sulla produzione di cibo, per alimentare una popolazione ormai in sovrannumero per il territorio sul quale risiede, e sarà necessario inventare per questi ultimi nuove occupazioni, non più basate sull’attuale massiva trasformazione meccanica di materie prime in oggetti derivati.

Sarà un fiorire di arti ed artigianato, ma non tutti hanno l’animo dell’artista. Ci saranno senz’altro molti, senza arte né parte, che si troveranno più a proprio agio con l’esercizio della violenza. La frustrazione derivante dalla sopravvenuta povertà di beni materiali (l’unità di misura che la società dei consumi ha eletto ad unico metro del successo individuale) potrà innescare, come già in passato, follia e distruzione.

"Lavorare meno" diventerà una necessità, ma anche se si riuscirà ad organizzare una società a "bassa densità di lavoro" cosa farà le gente nel "tempo libero"? Saremo capaci di trovare interesse in occupazioni non redditizie ed a basso consumo energetico? Le conoscenze acquisite negli ultimi secoli saranno in grado di evitarci di ripiombare in un nuovo Medio Evo?

Dopo un periodo travagliato, in cui pure non dovrà stupire il ripresentarsi di guerre, carestie e pestilenze su larga scala, il Mondo finirà inevitabilmente col riassestarsi su un livello di consumi energetici molto più basso dell’attuale. Ma in condizioni che ad oggi risulta difficile persino immaginare.

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8 thoughts on “Lavorare meno (lavorare tutti?)

  1. “Dopo un periodo travagliato, in cui pure non dovrà stupire il ripresentarsi di guerre, carestie e pestilenze su larga scala, il Mondo finirà inevitabilmente col riassestarsi su un livello di consumi energetici molto più basso dell’attuale. Ma in condizioni che ad oggi risulta difficile persino immaginare.”
    Ci dovremo riabituare a godere di ciò che abbiamo intorno, per certi versi ho iniziato da tempo, nella mia vità ha sempre avuto centralità il “sistema delle relazioni umane” e tutto ciò che mi circonda, non sono un ottimo acquirente, spendo denari solo per quello che realmente valuto utile e non prima di essermi chiesto se ne valga o meno la pena.
    Non sono del tutto d’accordo sul fatto che la società a venire dovrà necessariamente essere a basso consumo energetico, credo più realistica l’ipotesi che sfrutteremo fonti rinnovabili, riducendo gli sprechi prima dei consumi.
    M!!!

  2. “Ci saranno senz’altro molti, senza arte né parte, che si troveranno più a proprio agio con l’esercizio della violenza.”
    Questa cosa, purtroppo, mi sembra gia’ attualissima.

  3. Credo che siamo in tanti a pensare un nuovo medioevo ma io l’immagino più con l’ambientazione di “2002 i sopravvisuti”

  4. modalità cinicone on

    —–direi che verremo fatti fuori da 5 miliardi di persone che vogliono migliorare la loro condizione di vita (attraverso la crescita) e non leggono Latouche e Gesualdi

    —–modalità cinicone off

    (it’s more complicated than that, lo so)

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