Cartoline dalla Ciemmona 2008 – il venerdì

Saluti dai/ai circa cinquemila ciclisti che hanno festosamente invaso questa città, quotidianamente soggiogata dal traffico veicolare e dalle spietate logiche mercantili del mercato petrolifero e dell’industria dell’automobile. Un bacio ed un sorriso a tutti, la libertà è solo ad un colpo di pedale di distanza. Questo è un estratto delle foto di venerdì 30 maggio, la "Ciemme de noantri" (cliccate sulle foto per accedere all’album completo).













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4 thoughts on “Cartoline dalla Ciemmona 2008 – il venerdì

  1. Invece, ti dirò, quella è la foto che mi piace di più fra tutte, ma forse perché ho partecipato all’evento e sono più consapevole della situazione e delle sue motivazioni.
    Tutte le rivoluzioni, anche quelle “morbide”, anche quelle solo suggerite come la rimessa in discussione dell’intero modello di trasporto privato che ha dominato il secolo scorso, hanno bisogno di “gesti forti”. Questo, che pure non lo è poi tanto, viene percepito come tale. Il messaggio che ci colgo io non è tanto di “prevaricazione” del ciclista sull’automobilista (inutile perfino paragonarlo alle infinite prevaricazioni che subiamo quotidianamente dagli automobilisti e dai modelli mentali di cui sono/siamo succubi), quanto di “impotenza” dell’automobilista stesso. L’automobilista non può reagire perché dall’altra parte c’è una coda, che lo rende prigioniero, e questo è l’esatto contrario della propaganda pubblicitaria che racconta l’automobile come un mezzo di libertà.

    Mi stupisce (ma non dovrebbe) che perfino un ciclista attivo e “di lungo corso” come te non arrivi a percepire queste piccole/grandi contraddizioni, e colga solo il gesto “prevaricatore”, quando la prevaricazione è, giorno dopo giorno, sempre costantemente dall’altro lato, direi intrinseca al veicolo che si sceglie di guidare. Vuol dire che la propaganda martellante in cui viviamo immersi fin dalla nascita ha messo radici molto profonde, anche tra chi va in bicicletta.

    P.s.: penso che, appena avrò un po’ di tempo, ci scriverò un post.

  2. “impotenza” è solo perche’ quello in macchina non e’ un coatto altrimenti altro che reazione.

    Per me quel piede fa il paio con la prepotenza di molti automobilisti, prepotenti per indole non per il mezzo guidato.
    Quel ciclista in automobile o su un motorino si comportera’ nello stesso modo.

    La violenza (e quell’immagine e’ violenta) Io non l’accetto a prescidere che chi la produce sia a piedi, in bici o in auto.

    Come immagine positiva e’ molto piu’ produttiva quella di uno che scorre in bici al lato alle auto ferme in coda, come accade tutti i giorni per strada.

    Proprio alla luce della tua considerazione finale “…perfino un ciclista attivo…” forse dovresti capire che chi non lo e’ e non va in bici per i millemila piu’ disparati motivi avra’ un motivo in piu’ per non apprezzare quel gesto.
    bikediablo

  3. “forse dovresti capire che chi non lo e’ e non va in bici per i millemila piu’ disparati motivi avra’ un motivo in piu’ per non apprezzare quel gesto.”

    Il gesto non è apprezzabile in sé, ma la provocazione sì. E sono due cose distinte. Vuoi o non vuoi è un’immagine che fa riflettere, perché rovescia un paradigma, quello che l’automobilista, dentro la sua auto, è più “forte” (messaggio subliminale, ma neanche troppo, di ogni pubblicità di autoveicoli).
    Probabilmente il 99% di quelli che la vedranno si immedesimerà nell’automobilista oltraggiato, ma altresì vedranno incrinato il senso di dominio che l’automobile gli dà.

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