Rari esercizi sul linguaggio

In un commento al post precedente Manfred ne apprezzava il titolo. Non è nato da sé, l’ho scelto perché echeggiava uno dei miei ultimi, rari, "esperimenti sul linguaggio" (scusate, ma non mi sento ancora di definirli poesie), nato con un titolo simile: "Luogo Fuori Tempo" (ed anche questo non è originalissimo, echeggiando il titolo della traduzione italiana di un romanzo di Philip K. Dick, "Time out of joint", diventato nel nostro paese "Tempo fuori luogo").

Lo inserisco nel "flusso di idee" del Blog, un po’ per farvene partecipi, ma soprattutto perché in fondo rappresenta abbastanza il senso di straniamento che permea questi ultimi mesi.

Luogo Fuori Tempo

la strada che percorro
non desta più attenzione
I luoghi son gli stessi
di ieri e ieri l’altro
minime differenze
si accumulano lente
le cose troppo note
non si notano più.

Eppure tutto cambia
impercettibilmente
un giorno dopo l’altro
nel lento macinare
di sogni ed illusioni,
speranze disattese,
lo scorrere del tempo
produce assuefazione.

Assisto alla mia vita
seduto nel presente
lo sguardo nel passato
futuro alle mie spalle
la osservo in diagonale
colgo fatti slegati
la mente li riassembla
in forme sconcertanti.

È questo già il mio tempo
lo abito distratto
l’osservo spaesato
mi muovo con cautela
la macina mi morde
mi sposto obliquamente
provo a crearmi spazio
nel luogo fuori tempo.

(11 marzo 2008)

Annunci

2 thoughts on “Rari esercizi sul linguaggio

  1. Caro Marco! Il penultimo paragrafo (“Assisto alla mia vita …”) è molto bello. Dimostra in modo convincente una persona che sta osservando con stupore la sua vita ed il tempo e capisce che è proprio lui che da un senso a tutto questo. Noi costruiamo il nostro mondo. Non c’è oggettività. L’ho capito quando Harold Bloom insegnava che una poesia può cambiare la poesia precedente. Ci sono le parole che sono le stesse, ma una nuovo poesia ha cambiato la vecchia poesia, la vediamo in un modo diverso, ed ecco il passato è stato cambiato – come tutto il tempo è la nostra invenzione.

    Anche Hamlet si sentiva “alienated” (estraniato; come un straniero). Ha visto il fantasma del suo padre:
    “Rest, rest perturbed spirit! So gentlemen, / With all my love I do commend me to you: / And what so poor a man as Hamlet is, /
    May do, to express his love and friending to you, / God willing, shall not lack. Let us go in together;
    And still your fingers on your lips, I pray. / The time is out of joint: O cursed spite, / That ever I was born to set it right! / Nay, come, let’s go together!” (Act 1, Scene 5)
    Vedere il fantasma ha superato il limite, the time is out of joint (fuori del quadro), Hamlet è in confusione, che altro può succedere! – Ma più difficile questo sentimento di estraniamento come una minaccia silenziosa, ma ognuno di noi è (e pedala) nel suo proprio universo ed è in grado di cambiarlo. Saluti Manfred.

  2. Manfred, come sempre i tuoi commenti sono preziosi. Penso che Philip Dick abbia tratto il titolo del suo libro dal verso di Shakespeare.
    “Tempo disconnesso” (assumendo che “joint” sia il participio passato di “join”, quindi unione) è la situazione del romanzo, in cui i due protagonisti si ritrovano in un villaggio racchiuso in una bolla temporale, separati dal resto del mondo ed incapaci di tornarci.

    Il problema della soggettività della percezione sta alla base dello sviluppo del concetto di “scienza”. Non è che l’oggettività sia impossibile, è che anche ottenendola non si potrebbe comunicare ad individui che vivono la propria soggettività. In finale anche la scienza è costretta a fare piccolissimi passi per definire poco alla volta un terreno comune di dialogo, accettato da tutti. Perlomeno tutti quelli che accettano di condividere almeno i presupposti della filosofia della scienza.

    Tornando alla composizione, in effetti la quarta strofa è quella che più colpisce anche me. E’ nata per deduzione. Vedere il passato, e non il futuro, è un po’ come percorrere la vita camminando all’indietro…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...