Sei miliardi e mezzo di "mulini a vento"

Sarà che mi sento sempre più vecchio e stanco, sarà che questa campagna elettorale mi sembra inutile e che penso il paese andrà a rotoli indipendentemente da chi vincerà e si siederà al banchetto finale per "spolpare le ultime ossa", sarà anche che ho perso la capacità persino di proiettare un’idea di futuro desiderabile davanti a me, ma ormai provo un fastidio fisico persino all’idea di continuare a portare avanti le lotte e le idee in cui ho tanto investito fino a qualche anno fa.

La cosa emerge in maniera prepotente non appena ricomincio a scrivere sulle mailing-lists di associazioni e gruppi, di cui pure, fino a non molto tempo fa, sono stato fautore, e che ho spesso aiutato a crescere. Questo è quello che ho scritto stamattina sulla ML di Critical Mass in risposta ad un ragazzo che commentava i lavori in corso ("in corso" da almeno due anni…) di una pista ciclabile.

Sono stato uno tra i primi a suggerire a Calamante ed Esposito di inserire una pista ciclabile nel "Corridoio della mobilità", ed ora mi ritengo disgustato da quello che ne è venuto fuori.
Prima al centro della carreggiata c’era un prato verde, ora ci sono parcheggi, pseudopiazze, deliranti spazi giochi per bambini (in mezzo a due corsie di traffico, rumore e scarichi pestilenziali), le auto e i camion parcheggiano impunemente sui pochi spazi verdi superstiti, insomma uno schifo.

In tutto questo c’è sì una pista ciclabile, che non è ancora finita né inaugurata, che serpeggia a zig zag e fa evoluzioni assurde, i cui attraversamenti non sono protetti, e l’unico motivo per cui a qualcuno/a sembra "nel complesso buona" è, secondo me, che non ha termini di paragone. Una ciclabile ben fatta qui non si è mai vista, anzi, mi allargo, un’opera pubblica ben fatta qui non si è mai vista. Abbiamo una sorta di "tocco di Mida" a rovescio, tocchiamo l’oro e si trasforma in piombo.

L’apoteosi di tutto questo è che la pista inizia a via Papiria, finisce a Centocelle e ricomincia a Colli Aniene. Doveva essere un collegamento di 9km tra Ponte Mammolo e Cinecittà ed è ridotta a due tronconi "di quartiere" mai inaugurati, già degradati, in buona parte inutilizzabili ed, all’atto pratico, scomodi ed infruibili da molti degli stessi ciclisti.

Se poi questo sia meglio che niente, se il "corridoio" avrebbe comunque prodotto degrado al posto di riqualificazione, se il tratto mancante tra Colli Aniene e via Prenestina mai si farà non lo so, e di fondo non mi interessa. Ho già visto abbastanza da perdere le speranze in qualunque possibile intervento.

Non si può combattere contro sei miliardi e mezzo di "mulini a vento".

Diceva Eduardo: "Ha da passà ‘a nuttata!"… purtroppo non passa.

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5 thoughts on “Sei miliardi e mezzo di "mulini a vento"

  1. “…sarà anche che ho perso la capacità persino di proiettare un’idea di futuro desiderabile davanti a me…”

    Prova a guardare il mondo, a pensare, ad agire come se dovessi rendere conto delle tue azioni ad un bambino, ad un figlio, ad un nipote, ad un ragazzino che vedi uscire da scuola.
    Quando mi vengono le stanchezze e le amarezze che hai descritto (quanto spesso mi capita!) io mi sforzo di pensare che fra poco, dopo di me, il mondo sarà dei bambini che oggi stanno crescendo e ai quali debbo rispetto e per i quali debbo impegnarmi.
    Non è facile, ma a me fa bene e mi dà forza non solo per andare avanti, ma anche per sforzarmi di dare il meglio di me.

    magociclo

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