La comprensione imprecisa

Raccontavo, nel post precedente, la mia recente scoperta della poesia inglese, descrivendone la fascinazione soprattutto sul piano linguistico-ritmico. In realtà c’è dell’altro, molto altro, sul piano dei significati. Fin qui non ho voluto sbilanciarmi su questo per via della mia conoscenza non certo eccellente della lingua inglese, ma ecco che, ancora una volta, quello che a prima vista può apparire come una limitazione diventa in realtà una preziosa risorsa.

La poesia, da sempre, utilizza le parole per creare immagini di grande impatto e potenza. Le utilizza spesso a suo modo, in accezioni non proprio ortodosse per suggerire significati alternativi. Questo la rende spesso ostica perfino ai madrelingua, figuriamoci a chi quella stessa lingua non comprende appieno.

Decifrare le intenzioni di un poeta, tradurre la sua lingua (spesso volutamente stravolta) nella propria comporta uno sforzo notevole. Le parole non hanno gli stessi significati, la sintassi non ha la stessa forma, i concetti non vengono espressi con identica consequenzialità. Se ne può ricavare una decente interpretazione, ma a fatica. Il modo stesso di pensare si struttura sulla lingua utilizzata nella descrizione dei pensieri stessi.

Eppure questo faticoso lavoro di comprensione, di decifrazione, regala in cambio errori affascinanti, immagini fraintese, chiavi di lettura e comprensione indubbiamente sfuggite al poeta stesso, padrone della lingua e concentrato sulla sua esatta resa.

Nel leggere poesie in inglese mi rendo conto, per un buon terzo, di interpretare ed immaginare idee che non mi appartengono, non mi sono familiari. Per un altro buon terzo scavo in cerca di comprensione tra immagini del tutto sbagliate e fuorvianti, ma che ugualmente mettono in moto la mia fantasia, producono suggestioni, mostrano possibilità inaspettate.

Dovrei domandarmi perché mi appaia preferibile questa comprensione imprecisa delle lingue altrui all’interpretazione piatta ed immediata della poesia nella mia stessa lingua, ma la risposta la conosco già. Quello che mi interessa non è tanto la capacità descrittiva, l’artificio verbale, la fredda tecnica, quanto la suggestione.

E l’esercizio di comprensione, di decifrazione, l’indagine delle diverse possibilità, è molto più interessante ed appagante, in sé, della comprensione stessa. Allo stesso modo in cui un rompicapo perde immediatamente d’interesse una volta risolto. La Poesia come gioco.

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One thought on “La comprensione imprecisa

  1. Ciao Marco! Sono stato in Germania, e adesso scopro il tuo articolo interessante. È vero che la poesia e la letteratura sono giochi e devono essere giochi, e Adorno ha scritto che l’arte “appaia nascondendosi”, e che un libro non deve e non può risolvere tutto, qualcosa deve rimanere; e quando viene risolto tutto, non si tratta di letteratura. Tutti i giochi di parole, tutte le possibilità di combinare lettere e parole fanno nascere in noi un mondo. E traduzioni, come scrive Benjamin, non devono essere perfetti, ma devono far capire che l’origine è un’altra lingua per scoprire qualcosa di nuovo. Tutto che è troppo chiaro, nella luce chiara del giorno, sembra banale e noioso. Noi sappiamo (o abbiamo un’impressione) che la verità è più difficile … tanti saluti Manfred.

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