Sono un ragazzo fortunato

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Stamattina, alle 9, ero in bici. Pedalavo attraverso il parco degli Acquedotti per andare a ritirare un cassettone di frutta presso l’abitazione della referente del "gruppo d’acquisto biologico" di cui siamo da poco entrati a far parte, situata dalle parti di Capannelle. Pedalavo e pensavo, fra me e me, che tutto sommato non mi dispiaceva affatto di essere dovuto uscire così presto, che non faceva poi così freddo, che al parco degli Acquedotti ci si può vivere accanto da vent’anni, conoscerlo come le proprie tasche, e nonostante questo emozionarsi ugualmente, ogni volta, nell’attraversarlo.

Dopo venti minuti in sella (ma a dir la verità se fossero stati anche di più lo avrei preferito) ho ritirato la mia cassetta di frutta e sotto lo sguardo un po’ perplesso della signora ho iniziato ad infilare tutto nelle sacche della bicicletta


– "Non ha paura che la frutta si acciacchi?"
"No, tutt’al più le cose più delicate le metto nel bauletto superiore"
– "Ma da dove viene?"
"Dal Quadraro. Sono venti minuti, passando attraverso il parco. In macchina, tra code e semafori, ci metterei di più"


Sulla via del ritorno scavalco una coda di autovetture clacksonanti, prodottasi a causa di un’auto parcheggiata male che impedisce all’autobus di girare a destra, bloccandolo e paralizzando tutta la via. Nessuno/a si sconvolge. Sono scene a cui siamo abituati, ci siamo ridotti a convivere con questo tipo di piccole spiacevolezze quotidiane al punto che non ne percepiamo più la reale natura di degrado.

Ma io passo, silenzioso, riparto e pedalando rimetto in moto i pensieri. Penso alla recente avventura di "Cicloappuntamenti", a cui abbiamo da poco dato vita, e che proprio in un periodo inaspettato come quello delle feste natalizie sta destando un interesse che va ben oltre le aspettative. Fantastico di quando la sezione del Forum "Proposte ed appuntamenti" sarà affollata al punto da dover essere suddivisa in sottosezioni, penso a quando percorrerò con un gruppo di "CicloKidz" questi stessi sentieri, e realizzo quanto sono effettivamente fortunato ad essere qui ed ora, in una città unica al mondo dove passato e presente si fondono senza soluzione di continuità, vivo, lucido e consapevole.

Me ne torno a casa canticchiando…

"…sono un ragazzo fortunato,
perché mi hanno regalato un sogno…"

…e il buonumore è tale che per una volta perdono a Jovanotti la grave sgrammaticatura del verso successivo.

Buone feste a tutti!!!


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