Road to Nowhere

“C’era una volta l’associazione Ruotalibera“… così potrebbe iniziare una fiaba moderna, e continuare spiegando che ne ero il presidente, che poi sono successe diverse cose, ecc. ecc. In realtà l’associazione Ruotalibera c’è ancora, ma ecco, non è proprio esattamente la stessa cosa. Questo brevissimo cappellotto introduttivo serve a contestualizzare le mie riflessioni sulla serata di ieri.Ieri sera, infatti, dopo giorni di discussioni abbastanza animate (per usare un eufemismo) sulla mailing-list dei soci, mi sono recato alla prima riunione del neoeletto Consiglio Direttivo dell’associazione. L’assemblea annuale, alla quale per diversi motivi non avevo partecipato, si era infatti riunita giovedì scorso per eleggere un nuovo CD, dopo la spaccatura prodottasi in quello precedente.

Inutile star qui a rivangare la cronologia dell’astio e dei malumori sorti in quest’ultimo anno, basti far presente che, su sette membri del CD eletti l’anno prima, uno ha formalmente rassegnato le dimissioni dopo pochi mesi ed altri tre hanno scelto di non ricandidarsi. Dopodiché si è fatto in modo di eleggere un nuovo CD meno eterogeneo, risultando però rappresentativo di una sola parte dell’associazione.

In tutto questo periodo la mia posizione è stata di critica nei confronti del degenerare della situazione, ho lamentato una insufficiente capacità di ascolto e di dialogo, ma devo ammettere con scarsi risultati. Chi non ascoltava gli altri non ha voluto ascoltare neppure me, anzi, ha preso le mie osservazioni come un attacco personale, provvedendo a “contrattaccare”.

Sicché ieri sera, per me, partecipare alla riunione è stato un po’ come andarsi a cacciare “nella tana del lupo”, e la mia decisione deve aver spiazzato diverse persone. Forse volevo solo dimostrare la capacità della volontà di dialogo, e cercare di superare attraverso il confronto le differenze di vedute. O forse semplicemente non volevo accettare il fatto che la situazione fosse ormai degenerata fino ad essere irrecuperabile.

Mi ero preparato ad argomentare, rigirandomi in testa ragionamenti su tutto quanto era successo, sul perché e sul percome, mi aspettavo in fondo un confronto chiaro e sereno, per quanto possibile, o almeno una discussione accalorata.

Invece non è successo niente di tutto ciò. Sono stato accolto cordialmente ed in un’atmosfera di serena convivialità, ma gli argomenti che mi stavano a cuore, e che mi aspettavo stessero a cuore anche agli altri non sono stati minimamente affrontati. Me ne sono stato silenzioso in un angolo del tavolo, ad ascoltare svilupparsi i vari punti dell’ordine del giorno, la discussione sul nuovo presidente, la suddivisione degli incarichi, con un senso di trasognata irrealtà.

Verso le 23.30, dopo essere brevemente intervenuto su non più di due o tre punti, ho salutato e me ne sono andato, più che altro per la lunga strada che mi aspettava per il rientro, con la testa piena di dubbi: ho assistito ad una riunione “strana”, oppure è solo la mia situazione contingente, più fuori che dentro, che me l’ha fatta vedere così?

Esiste un rimosso collettivo rispetto alle vicende dei due anni appena trascorsi, oppure è solo la mia percezione di quei disagi ad essere più intensa? Si è stati davvero per tutto il tempo a discutere di “forma”, ignorando la “sostanza”, oppure era la norma in tutte le riunioni degli anni passati, ed ero io a non rendermene conto?

Tornando a casa mi sono sovvenute le parole di una vecchia canzone dei Talking Heads, inaspettatamente capaci di descrivere, con una precisione sconcertante, le sensazioni che la riunione mi aveva lasciato.

“Well we know
where we’re goin’
but we don’t know
where we’ve been
and we know
what we’re knowin’
but we can’t say
what we’ve seen
and we’re
not little children
and we know
what we want
and the future
is certain
give us time to
work it out”

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8 thoughts on “Road to Nowhere

  1. Stavo giusto pensando di iscrivermi a Ruotalibera, per fare con loro qualche uscita ben “organizzata”, senza dovermi preoccupare di mille particolari, ma certamente le tue parole mi fanno riflettere. Tutto vorrei adesso tranne che piombare nuovamente in un luogo di polemiche, dibattiti mai sopiti, antagonismi e personalismi.
    Io non ti conosco, se non per aver frequentato con una certa regolarità le tue presenza in rete, ma ho l’impressione che hai la capacità di smuovere le persone dal triste conformismo di facciata che spesso le/ci contraddistingue, quasi costringendole/ci a tirar fuori tutto il “marcio” che è dentro. E questo crea poi situazioni di tensione e di polemica che mai si sopiscono.
    Cambio discorso e ti pongo una domanda: ma come mai, tu che hai la capacità di stimolare il dibattito, ricevi così pochi commenti ai post del tuo blog?
    ciao
    M

  2. Se l’intento è solo quello escursionistico puoi andare tranquillamente. Quando si pedala si sta bene. Tuttavia non mi sentirei di essere altrettanto ottimista per la parte organizzativa, visti i precedenti.
    Ribadisco, se cerchi un gruppo per pedalare e scoprire nuovi itinerari RL è secondo me la scelta migliore a Roma.

    Trovo interessante quello che scrivi sulla “capacità di smuovere le persone”, temo di non essere un granché come diplomatico… quello che so è che difficilmente produco indifferenza, dopo un po’ c’è chi mi ama e chi mi odia visceralmente. No problem!

    Sullo “strano caso dei commenti mancanti” sto ancora investigando… 🙂
    Non so, non ho spiegazioni, qualcuno ha detto che ho un modo di scrivere “autoconcludente”, e che rimane difficile poi aggiungere qualcosa. Pazienza, non scrivo per attirare commenti, scrivo quando penso di avere qualcosa di interessante da dire.

  3. Sono socio di ruotalibera da qualche anno e, pur frequentando poco, anch’io sono sgomento di fronte ai messaggi che passano in lista.
    Dalle polemiche in punta di forchetta siamo passati ad un incubo popolato da ciclomostri.
    Come è stato possibile? Facciamo un po’ di autocritica?

  4. Guido, non è tanto un problema di critica o autocritica… non ci si riesce a mettere d’accordo neppure su fatti oggettivi ed incontestabili (vedi oggi la questione del sito).
    comunque mi sembra paradossale che tu, iscritto alla mailing-list dell’associazione, venga a dialogare con me nei commenti di questo blog… hai forse problemi ad esporre le tue osservazioni direttamente all’associazione?
    🙂

  5. Tieniti libero per venerdì sera, allora, sto per convocare una “chiacchierata” nella sede dei Ciclonauti su temi affini e ne parleremo di persona. Ulteriori dettagli su RomaPedala.

  6. Una delle persone che ha reso infrequentabile la lista di ruotalibera è proprio l’autore di questo Blog. Non ha mai perso occasione di polemizzare utilizzando proprio la lista. Avrebbe potuto risolvere per tempo tante questioni che erano personali usando il telefono e non la mailing list come tribuna pubblica.

  7. L’autore di questo bolg ha sempre considerato l’associazione e la sua gestione una faccenda pubblica, cercando di rendere note e trasparenti le diverse posizioni esistenti fra gli associati.
    Non penso di dovermi sentire in colpa se poi, da altre parti, si è scelta una linea di scontro frontale con i portatori di istanze diverse dalle proprie, non palesando le proprie intenzioni ed intessendo una rete di contatti interpersonali del tutto “opaca” al resto degli iscritti.
    E, se rispondi, abbi il coraggio di firmarti, trovo umiliante dover dialogare con persone che non hanno nemmeno il coraggio delle proprie opinioni.

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