La strada per Elbasan

17 agosto
Lasciamo Berat di prima mattina, oggi ci aspetta la tappa più lunga di tutto il viaggio, poco meno di cento chilometri, per fortuna tutti in piano. Ne ripercorriamo all'indietro una decina, su un rettilineo monotono e polveroso, poi voltiamo a destra e la campagna albanese riprende a scorrere accanto a noi.

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L'andatura è piacevole, non fa (ancora) eccessivamente caldo e se non fosse per tanti piccoli dettagli si potrebbe quasi pensare di trovarsi a pedalare su una qualche pianura dell'Umbria.

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Ogni tanto, però, i "dettagli" si fanno a tal punto macroscopici da togliere ogni ombra di dubbio sul fatto di trovarsi in Albania… come la sagoma inconfondibile di un bunker che sbuca tra un melo ed un covone.

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Nel frenetico rimodellamento della rete stradale e del paesaggio albanese finiamo, a metà mattinata, su un tratto di autostrada. A darci il "benvenuto" è questo hotel che ricorda il periodo cubista di Pablo Picasso.

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Dopo sette o otto chilometri di semi-autostrada, spiacevoli ma non pericolosi, usciamo brevemente sulla strada vecchia, tanto per ricordare come era ridotta l'Albania fino a pochi anni fa. Attraversiamo su un ponte malandato un corso d'acqua sporco e melmoso, quindi ci fermiamo per il pranzo.

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Dire che i bunker di Hoxha siano tuttora un problema è ancora poco. Perfino nei centri abitati rimuoverli è talmente difficile e costoso che si preferisce costruirci intorno. E questo è il risultato.

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Terminato il pranzo ad attenderci c'è una strada larga e piatta, sotto il sole implacabile. Ma abbiamo fortuna, un vento alle spalle forte e costante ci consente di viaggiare di buon passo. I chilometri si accumulano mentre il paesaggio non accenna a cambiare.

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Non perdiamo l'occasione di renderci ridicoli, dopo ore passate a cuocere sotto il sole, praticamente tuffandoci in una fontana decorativa collocata di fronte all'ingresso di un ristorante posto accanto ad un distributore di benzina. I bambini, con i piedi già a mollo, ci guardano sbigottiti, e gli adulti sono ancora più perplessi, poi però capiscono il gioco e si mettono a ridere anche loro. Due bimbetti albanesi, sui quattro anni di età, ci chiedono in romanesco: "ma che state a fa'?"… parlano italiano meglio dei genitori, che vivono a Roma da pochi anni.

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Ripartiamo, e per un po' la strada si fa più piacevole, viaggiando a lato di un bel fiume. Cominciamo a sperare che Elbasan sarà una bella città, collocata in un'ambientazione collinare (sulla mappa è riportato perfino un piccolo lago), ma le nostre speranze si infrangono di fronte al disastro economico ed ambientale dell'industria albanese.

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Silos rugginosi si innalzano su capannoni abbandonati e fatiscenti, da qualche ciminiera esala un fumo nerastro, il senso di abbandono è totale. Questo è uno dei poli industriali dell'Albania di Hoxha, costruito negli anni '60-'70 sulla base delle collaborazioni economiche con la Cina di Mao, e successivamente abbandonato in seguito al crollo del regime, quando l'economia di mercato sentenziò l'inutilità di merci di bassa qualità e tecnologicamente obsolete.

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Oggi questi impianti non hanno più alcun valore, al contrario rappresentano una fonte di degrado ed inquinamento ambientale i cui costi di smaltimento sono ben oltre le possibilità dell'attuale governo albanese. Ed in fondo rappresentano una lezione anche per noi, che condividiamo un modello economico aggressivo e senza rispetto per l'ambiente. Quanti impianti industriali avrebbero ancora un tornaconto economico se si calcolassero ed immobilizzassero a priori anche i costi del ripristino dell'esistente?

Di fatto quello che si fa ora non è altro che saccheggiare le risorse attuali, scaricando sulle future generazioni situazioni di degrado che potrebbero rivelarsi, in un'economia priva di fonti energetiche fossili a basso costo, irrecuperabili. Ancora una volta l'Albania mi mostra il volto indecifrabile di una condizione che potrebbe rappresentare sia un passato ormai lontano che un futuro non troppo remoto. Ai posteri l'ardua sentenza, si diceva un tempo, ma è facile prevedere che la sentenza dei posteri sarà di ferma condanna.

Dallo stesso punto di ripresa della foto precedente colgo quest'altro scatto: una pastora che riporta all'ovile uno sparuto gregge di pecore. Sembra che gli ultimi due secoli non siano affatto passati. Guerre, ideali, rivoluzioni e controrivoluzioni hanno cambiato il paesaggio (in peggio) senza riuscire ad incidere realmente sulla vita della fascia di popolazione più povera, che continua a svolgersi tale e quale, uguale ed immutabile da millenni.

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Arriviamo ad Elbasan e prendiamo alloggio in un albergo in via di ristrutturazione. A parte noi l'albergo è vuoto, ma stanno allestendo un'intera nuova ala faraonica, forse una sala per ricevimenti e banchetti di matrimonio, o una sala congressi. È forte la sensazione di vedere all'opera il riciclaggio di "soldi facili". Usciamo a piedi per andare a cena ed incontriamo situazioni di degrado difficilmente descrivibili.

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Mi raccontava un collega d'ufficio, reduce da un viaggio in Palestina, che per i popoli arabi e le culture legate all'Islam la spazzatura è un tabù, e loro culturalmente si rifiutano di averci a che fare. Vero o no il risultato è questo: discariche a cielo aperto pressoché in ogni dove, con un addensamento  in prossimità dei centri cittadini, soprattutto quelli più poveri (ed Elbasan è indubbiamente uno di questi ultimi).

Pochi passi in città e passa la voglia di vedere il resto. "Ciliegina sulla torta" della giornata è il castello: ci affacciamo dalle antiche mura solo per scoprire che all'interno è stato realizzato un ristorante di lusso, con tanto di "cocktail-bar" e un anfiteatro con musica sparata ad alto volume mentre gli antichi resti, colonne, mura, anfore, giacciono semisepolti al piano inferiore di una struttura che riporta alla memoria i villaggi di palafitte.

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Ci arrendiamo al malgusto, prendiamo un tavolo e, perplessi, ceniamo.

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14 thoughts on “La strada per Elbasan

  1. io sono di elbasan e quello che state dicendo non e vero poi avete fato delle foto in periferia non avete avuto ochi per vedere altro mi piacierebe sapere se avete aavuto tempo a visitare il vostro sud e poi ne parliamo o le periferie di roma milano ect.non dovete esere gelosi di noi perche abiamo un paese che ci invidiano tuti e fra 7 anni ne parliamo chi a fato dei pasi avanti o indietro voi o noi e ricordatevvi che quell ristorante di luso e il piu bello del mondo ok non esiste uno simile ed e un bene .vi saluto e fotografate anche le cose belle di elbasan ok .

  2. Ciao anonimo
    Non era mia intenzione offendere.
    Non abbiamo avuto molto tempo per visitare “le cose belle” di Elbasan, è vero, ma è altrettanto vero che il concetto di “bello” dipende dall’occhio che guarda, e dalla cultura che si porta dietro.

    Anche in Italia abbiamo dei posti orribili, indubbiamente, ma non credo che qui ne sentirai mai parlar bene, anzi. Leggi anche il resto, le critiche che troverai fatte all’Albania sono le stesse che rivolgo anche ai miei connazionali.

    I miei migliori auguri per il tuo paese (e per il mio, non so quale dei due ne abbia più bisogno…), conto di tornare in visita, fra qualche anno.

  3. pier tu sai benissimo che noi siamo un paese in costruzione e siamo stati ocupati 500 anni dai turchi poi italiani poi il regime comunista
    non hai avuto tempo per fare belle foto ma l’ai avuto per fotografare le cose brute. non so se hai da dire qualcosa per l’ospitalita’ che hai avuto ciao pano elbasonlli

  4. Ciao Pano
    Nessuno, io per primo, incolpa il popolo albanese per i disastri prodotti da decenni di dittatura comunista.
    L’aver ridotto il paese alla miseria ha comportato l’abbandono ed il decadimento di tutte le belle cose antiche, ed ora tutto quello che è nuovo vi appare, per il solo fatto che è nuovo, bellissimo.
    In Italia abbiamo avuto, e continuiamo ad avere, lo stesso problema. Luoghi un tempo bellissimi sono ora rovinati dalla speculazione edilizia, e la gente non se ne rende conto, non ha gli strumenti culturali per rendersene conto.

    Non so se tu abbia letto tutto il racconto del nostro viaggio, che io ritengo onesto e, come premesso all’inizio, non rivolto tanto al popolo albanese quanto a quello italiano. Se su certe “brutture” metto il dito nella piaga, è perché mi ricordano altre brutture del mio paese.

    Di Elbasan ho visto poco, e quel poco non mi è parso bello… ma devo dire che le periferie di Napoli, o di Taranto, sono a volte anche peggio.

    Mi piacerebbe che tu, e gli altri lettori albanesi che arrivano su questo blog (e sono tanti, recapitati qui dai motori di ricerca), comprendeste la difficoltà di raccontare un altro paese, un altro popolo, una realtà che non ci appartiene e di cui possiamo al massimo intravedere un breve frammento.

    I migliori auguri a te e a tuo (vostro) paese

  5. ho letto oggi il commento che lei ha fatto della vostra “gita” in albania. a dire la verità avate preso solo le cose brutte, e poi non mi viene neanchè a dire brutte perchè tutti i paesi dell’albania sono belli. poi alla fine sono come i paesi dell’italia o no? con le sue cose belle e brutte…a elbasan per esempio ci sono tante cose belle che non avete guardato o cittato qui nel raconto che avete fatto. il locale di lusso che non era di vostro gusto è il 2° locale più bello in balcano… solo voi ho sentito che non vi piace, perchè conosco dei italiani che sono rimasti a bocca aperta…poi anch’io ho avuto dei ospiti italiani a casa e hanno gradito tante cose di elbasan…ok…provate a essere un pò meno offensivi perchè in fin dei conti non è che voi siete un paese esemplare!!! arrivederci e grazie…anonima!!!

  6. Ciao anonima
    Se ti capiterà di leggere altre pagine di questo blog ti renderai conto che molte cose non mi piacciono anche dell’Italia. Fa parte del modo in cui vedo il mondo, dipende dalla cultura che mi sono formato crescendo.
    Questo solo per dire che il “bello” sta nell’occhio di chi guarda, non è un valore assoluto.
    Per me è evidente che agli occhi di un albanese il ristorante di Elbasan sia una meraviglia, perché rappresenta un lusso che a voi, per anni, è stato negato.
    Qui in Italia abbiamo vissuto il lusso, e possiamo decidere se ci piace o no… a me non piace, ma non tanto perché lo trovo “brutto”, piuttosto perché mi sembra “fuori luogo”, ma non ho modo di spiegarti questo concetto, dovremmo poter condividere troppe cose che ho visto negli anni.

    Sul mio paese, credimi, sono abbastanza disperato. L’Italia è molto più grande dell’Albania e molto più diversificata, è come se tu prendessi una dozzina di paese come l’Albania e li ammucchiassi insieme, pur rimanendo ognuno diverso dall’altro. In molte parti di questo paese si stanno costruendo mostri di cemento puramente speculativi, a Roma stiamo costruendo un tessuto urbano assolutamente privo di senso. Nel futuro che ci aspetta, fatto di carenza di fonti energetiche (il petrolio comincia a scarseggiare, anche se non ce lo dicono…), tutte queste aree finiranno abbandonate perché costerà troppo raggiungerle…

    Sto guardando ora un programma giornalistico in televisione che confronta le città italiane con quelle tedesche e francesi, e c’è solo da vergognarci.

  7. ciao pierpaulo, ho letto con atenzine quello che hai scrtto, e non lo trovo per niente offensivo. io vivo a elbasan e mi sebra ridicolo da parte dei miei conazionali dire che elbasan sia un citta bella… oviamente non nego che ci sono poche cose belle ma sono veramente poche,, non dimentichiamoci la poverta, le strade rovinate e polverose, l'inquinamento ambientale, non dimentichiamoci che ad elbasan ci sono solo bar restoranti, lotto, mini casino, e nient altro. per esempio non ci sono posti dove passare un pomeriggio e divertirti in compania, per non parlare che in citta ci sono ancora i cavalli che servono come mezzo di trasporto….. io sono pienamente daccordo con quello che si e scritto su elbasan….e ovviamente il restorante sul castello e fuori tema in una citta povera come elbasan, per quanto bello sia! quello che pierpaulo ha scritto su elbasan, e quello che chiunque che viene dall estero (senza una guida) trova di elbasan……. ovvero la realta!e per chiudere chiedo a tutti gli albanesi di non confrontare l'albania con l'italia perche siamo moooolto lontani.. prurtroppo questa e la realta   saluti… IVA

  8. Ciao IvaQuando ho cominciato a scrivere questo lungo resoconto, anni fa, ero terrorizzato dall'idea di urtare le suscettibilità delle popolazioni di cui raccontavo. Ho cercato di essere il più obiettivo possibile, però qualcuno si è risentito ugualmente…Una cosa che ho imparato, viaggiando, è che le parti belle delle città appartengono di solito ad epoche in cui la città stessa, o l'intero paese, era molto ricco.In Italia questo è avvenuto ai tempi dell'impero Romano, ed è accaduto di nuovo tra il 1400 ed il 1700. Quello che è stato costruito dopo queste due epoche, in particolare quello che è stato costruito dopo la seconda guerra mondiale, è in genere abbastanza brutto, a volte anche molto brutto.I turisti non se ne accorgono, perché visitano normalmente il centro storico delle città, ma le periferie, alcune periferie, sono spaventose. Io ho visto coi miei occhi posti, in Italia, ancora più brutti di Elbasan e del peggio che si trova in Albania, e questo in un paese ricco è un pessimo segnale.L'Albania non ha una storia di epoche ricche alle sue spalle, inevitabilmente questo si riflette nell'architettura delle sue città. Gli albanesi di oggi non devono sentirsi in colpa per le condizioni del paese che hanno ereditato ma, penso, nemmeno coprirsi gli occhi di fronte al lavoro da fare per sistemare tutto. Bisogna guardare alla realtà, come giustamente fai tu.P.s.: l'ho già detto e lo ripeto qui, l'Italia era un tempo il "bel paese", ma diventa meno bella ad ogni anno che passa, e nemmeno possiamo dar la colpa alla povertà.

  9. sono nata a Elbasan e vivo in Italia .Mio marito é innamorato del mio paese di nascita mi dice spesso di non vedere l'ora di andare. L' Albania è tutta una scoperta bisogna vedere con quanto coraggio questa gente ha cambiato le cose e spero che nei prossimi anni vada sempre meglio.Per quanto riguarda alla spazzatura be a Napoli ci è voluto l'intervento del governo per pulire le strade quindi non vedo perchè vi stupite tanto 

  10. Alla periferia di Napoli ci sono capitato diverse volte per lavoro negli ultimi anni, e devo darti ragione: è ai livelli delle zone più degradate dell'Albania, se non peggio, e senza nemmeno la scusante di quarant'anni di dittatura.

  11. in generale italiani hano una ironia da provinciali e il gusto del male.
    io sono Albanese e conosco molto bene Italia e Albania, Italia e splendita, e un paese che sembra un sognio, molto bella e da sicilia fine in Alto Adige e Adige, PERO dal punto di culturale, inteletuale, sociale e politico credo che sia il paese europeo che va molto male, e cosi poco serio e depreso, quasto fa che la popolazione cerca di sfogarsi con paesi piu poveri come Albania, dano consigli di democrazia e altro,,sarebbe bello metersi in gara con Francesi, Tedeschi, Danesi e altri

    Albania invece e una nazione che si abusato molto, la natura e bella e in particolare il sud verso la costa per andare a Carfu e Parga, le citta sono tenute male, molta inmondizia come nel sud d'Italia, estetica e bruta e altro, io vorrei essere realista e dire le cose come sono
    PERO ce il gusto di vivere, ce molta energia, tanti giovani e non esiste lamentarsi e la depressione ocidentale.
    Albania e un paese del futturo con tutte le sue contradizioni
    chi e venuto da Italia e rinato e li e servito, in Oltre si mangio molto bene su tutto il territorio

    nelle stazioni di treni, pulman e altro non ce la brutezza e la tensione dimaggine come brescia, varese, milano o altro, in italia si vive di paura del altro e in albania altro si acolie a bracie aperte, e la nostra tradizione perche ancora siamo ingenui , stupidi, e puri.

  12. L'Italia era un paese molto più bello venti o trent'anni fa.
    E gli italiani erano persone molto più belle, oneste e sincere negli anni '50 e '60.
    Poi siamo diventati ricchi, miopi, sciocchi ed avidi.
    Ora siamo un paese di vecchi, governati da vecchi.
    Sicuramente da non prendere a modello.

    Poi anche le regioni italiane sono molto diverse tra loro (considera che l'Albania è grande quanto una regione italiana). Ogni regione è come un paese a sé stante. Tu citi città del nord, la Lombardia, terra di leghisti e razzismo. Le regioni del centro-sud sono molto diverse, anche fra loro.

    Qualcuno ha scritto che gli Italiani sono il migliore dei popoli quando sono poveri, ed il peggiore quando diventano ricchi. Ed è vero che in Albania si respira un desiderio di futuro, quando qui la situazione è triste ed asfittica. Spero non sia perchè il vostro futuro lo abbiamo già vissuto.

  13. Wwwwooowwwwww   Bello il paese che son natto… Ciao sono un ragazzo che son natto a Elbasan . e Vi chiedo scusa se scrivo male … Ma vi volevo dire che Elbasan era un paese de le favole . ma nel anno 90 e stato distruto da i nostri genitori xke erano arabbiati dal il ex ditatore , . Ma una cosa posso dire .. I nostri genitori non hano distruto la loro rabbia . ma il nostro futuro…. Albania x me era il secondo paradiso, e spero che ci sara di nuovo xke non ce piu bello della patri…. Io vivo in Grmania dal anno 2000 ma non posso dire che qui e bruto. Ho visitato anche la italia x parechi anni .. son stato A Firenze e ho girato tutto la toscana e mi e piaciuto molto. e spero che un giorno sara anche la Albania come tutti paesi del mondo…. Grazie 1000

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