"Creature di carne e sangue"

Da oggi cambia la seconda riga dell’intestazione di Mammifero Bipede.

La precedente: "Schegge di Pensiero Liberate ad un Dialogo col Mondo" va in pensione insieme a tutte le sue buone intenzioni. Il "dialogo" è stato abbastanza al di sotto delle aspettative (le "mie" aspettative, come al solito eccessive…) e forse, come in diversi mi hanno fatto notare, lo stile dei post poco si presta ad un dialogo. Ne faccio tesoro.

Non sono scontento, ad oggi ho una cinquantina di contatti al giorno, più di un centinaio a settimana, anche se non so chi e perché: gente che mi segue con continuità o capita per caso sul blog grazie ai motori di ricerca. Non so chi siate, e forse non lo saprò mai. Un tempo pensavo che fosse importante, adesso molto meno. Mi piacerebbe conoscervi tutti/e, ma credo sia impossibile.

La nuova frase nasce come parte di una poesia, dal desiderio di descrivere in pochi concetti cosa significhi essere "umani". Chi ha più confidenza con la poesia può smettere di leggere qui, chi ne ha meno forse troverà giovamento dalla spiegazione che segue.

"Creature di carne e sangue"
La prima parte ci parla dell’essere vivi, del ribollire di emozioni che pulsa sotto la nostra pelle, dell’appartenere alla vita. Non siamo macchine, non siamo statue, non siamo intelligenze astratte. Siamo corpi, sistemi complessi, fragili, esposti, in continuo scambio con l’esterno.

"ossa curvate dal tempo"
La seconda parte racconta della non estemporaneità. Viviamo attraversando un arco temporale che ci modella, ci cambia, forza il nostro destino e prima o poi troverà conclusione. Questo tempo è l’arco della nostra vita, viviamo cambiando e lasciandoci cambiare, trasformando e lasciandoci trasformare. E nella consapevolezza del nostro essere "finiti", nell’accettazione di poter attraversare solo una piccola parte del tempo del mondo, sta anche la nostra grandezza.

"e sogni di felicità"
In ultimo, oltre a quello che è parte della nostra interazione col mondo, resta il nostro mondo personale. La felicità è un sogno, qualcosa di non definibile a partire solo dalla semplice materia di cui siamo fatti, qualcosa che nasce da noi. Ci eleviamo al di sopra di quello che siamo perché siamo in grado di sognare, e di immaginare qualcosa che chiamiamo "felicità". Un’idea che appartiene solo all’essere umano, e nessun esperimento scientifico potrà mai misurare.

Avevo immaginato di dare una descrizione minima ed efficace di "esseri umani" in un massimo di quattro righe… ne sono bastate tre.

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