Minicervello

Una delle teorie più affascinanti della scienza neurologica è quella secondo cui utilizziamo solo il 10% delle nostre capacità cerebrali, il restante 90% sta lì, non si sa bene a fare cosa. Su quest’idea hanno sguazzato per anni gli appassionati di fantascienza e del paranormale, fantasticando che il cervello possa essere la sede di facoltà mentali perdute nel corso dell’evoluzione, come la telepatia, o altre ancora più bizzarre.

Certo l’idea che l’organo al quale dobbiamo la nostra identità sia composto al 90% da cellule inutili o inutilizzate ha sempre destato la mia perplessità. Da pochi giorni, però, la medicina ha dimostrato come questa stima, più che in eccesso, potrebbe invece essere probabilmente in difetto.

Secondo questo articolo di Repubblica.it, che dà conto di un caso individuato in Francia, una persona venuta alla luce più di 40 anni fa con un danno cerebrale notevolissimo vive, nonostante ciò, una vita perfettamente normale. E stiamo parlando di un cervello che, oltreché danneggiato da un’idrocefalia prenatale, si è sviluppato ad un volume pari ad 1/10 del normale… il volume, per capirci, di una palla da tennis!

Che dire? Uno se ne sta bello tranquillo con le sue convinzioni, e da un giorno all’altro arrivano notizie come questa e deve rimettere in discussione tutto quello che credeva di sapere…

La prima considerazione che mi viene da fare è che se ha un senso, ai fini strettamente evolutivi, avere una ridondanza tale da consentire al cervello (ed all’individuo che lo "ospita") di sopravvivere a traumi gravi, una ridondanza del 90% o più è comunque inaspettata. La seconda è che da oggi possiamo di nuovo immaginare che creature molto più piccole di noi (scimmie, ma anche gnomi, "hobbits", perfino cani e gatti), con cervelli strutturati ed organizzati in modi più efficienti, possano avere capacità intellettive pari, se non superiori, alle nostre attuali.

Vengono in mente i romanzi di David Brin del ciclo dell’ "Elevazione", in cui l’umanità sviluppa la scienza medica al punto da rendere specie senzienti e dialoganti i delfini e gli scimpanzé (che poi cominciano ad elaborare delle proprie culture molto diverse dalla nostra).

Ma sovvengono anche fantasie di altro tipo, per esempio la possibile esistenza di "osservatori" extraterrestri camuffati da animali domestici, che tengono d’occhio la nostra specie dall’alba dei tempi, aspettando con pazienza il raggiungimento di un grado di sviluppo sociale e culturale soddisfacente.

Pensateci, la prossima volta che il vostro gatto mostra di guardare con troppa attenzione la tv.

Annunci

One thought on “Minicervello

  1. Supponiamo che sia una questione semplice (sbagliando) e riconducibile ad una mera variabile: la velocità con cui giunge un’informazione (in altre parti del corpo si parlerà di riflessi).
    Se così fosse l’intelligenza non dipende dalla quantità di materia grigia, ma di come questa viene irrorata chimicamente. E più aumenta la materia grigia, più lunghi saranno i percorsi da fare dei ricordi, più potente dovrà essere lo stimolo chimico, minore la probabilità di reperire quell’informazione. Sarà così o è sbagliato? Probabilmente la seconda…
    He

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...