Un chiarimento che ritengo necessario

Perché me ne sono andato da Romapedala? Penso che per comprenderlo sia sufficiente la lettura dei commenti a questo post (sulla diffusione del cicloambientalismo) e a quest’altro (sulla cronaca della pedalata intorno al massiccio del Sirente). I due post sono stati pubblicati a diversi giorni di distanza, per coglierne il sincronismo (dal momento che il primo ha dato seguito ad un lungo ed interessante dibattito) occorre arrivare al commento #35, di poco successivo al mio commento #3 all’altro post, che ha scatenato la bagarre.

In breve tempo si è passati dalla "dietrologia" al voler trovare, ad ogni costo, attacchi personali e critiche in quanto veniva via via scritto, alla diffamazione ed agli insulti.

Cos’è successo dunque? Dal mio punto di vista un fatto molto semplice: sono rimasto scontento di qualcosa (comunque un dettaglio, dal mio punto di vista, considerando quello che ho scritto nel mio resoconto) ed ho avuto l’ardire di raccontarlo. Non l’avessi mai fatto… è cascato il mondo.

Ora il fatto paradossale è che la cosa di cui mi stavo lamentando riguardava in fondo solo me, ed aveva poco o nulla a che vedere con gli altri. La cosa di cui mi stavo lamentando era il mio personale (scarso) stato di forma, che mi aveva fiaccato al punto da farmi decidere di congedare il gruppo all’ora di pranzo e concludere l’escursione da solo.

Che posso aggiungere a questo? Non saprei. Potevo scrivere che mi aveva fatto piacere affrontare la salita finale da solo? Difficile, dato che non rappresentava la realtà dei fatti. Potevo scrivere che ero stato contento di perdere il treno per un misero quarto d’ora ed aspettare per due ore, solo soletto in compagnia di Stephen King, il successivo? Altrettanto difficile ed implausibile.

Potevo solo scrivere (e l’ho fatto) che avrei preferito che qualcuno, spontaneamente, scegliesse di aspettarmi. Ma ho anche aggiunto che non mi sentivo di biasimare chi non l’aveva fatto perché fin dall’inizio ero pienamente consapevole delle "regole d’ingaggio" e della situazione in cui potenzialmente rischiavo di andarmi a cacciare. E quindi basta, ognuno/a, da adulto/a fa le sue scelte e se ne fa carico, accettandone le conseguenze.

Ho cercato in tutti i modi di evitare scontri e polemiche, o di buttare la croce addosso a chicchessia, o di criticare persone che ritenevo (ritengo?) amiche. Niente da fare, non è bastato. Ci ho pensato su parecchio, e tutto quello che mi è venuto in mente è che probabilmente ho sbagliato per il fatto stesso di lamentarmi.

Lamentarmi di qualcosa che, magari, per altri era "sacro" a tal punto da ritenere a priori qualsiasi forma di insoddisfazione, di approccio problematico, qualsiasi manifestazione di disagio, alla stregua di una sorta di "sacrilegio", un gettar fango. Quale fosse poi, realmente, il punto del contendere, anche questo non mi è chiarissimo. Probabilmente il semplice fatto di palesare la mia debolezza, il pretenderne un riconoscimento, un’accettazione, è stato interpretato come un volersi tirar fuori dalle regole del gruppo. Regole che, devo dedurne, non sono discutibili "tout court".

Per il momento è questa l’unica spiegazione che riesco a darmi: ho "peccato" nell’aver manifestato una fragilità (peraltro relativa), e nell’aver messo il resto del gruppo di fronte alle conseguenze di questa fragilità, ovvero l’insoddisfazione dell’essere (per mia scelta, oltretutto) rimasto da solo. Questa eventualità, a quanto pare, non è contemplata.

Mi ha quindi del tutto spiazzato la reazione collettiva che si è poi scatenata, i commenti piccati, il "fare quadrato", come se ci fosse da difendere a spada tratta chissà quale sacrosanto principio… In questo ho sentito scattare un meccanismo che ho da poco iniziato a riconoscere ed identificare, quello della "colpevolizzazione delle vittime". È lo stesso meccanismo per cui se una ragazza viene stuprata si afferma che "se l’è andata a cercare", e che poi si applica a tutte quelle categorie "deboli" che coraggiosamente scelgono di non lasciarsi schiacciare dalla propria debolezza, rischiando del proprio e, nel caso, perdendo la scommessa.

Troppe volte, come ciclista, mi son sentito dire che quelli come me "se la vanno a cercare", perché "si sa che le strade sono pericolose"… va bene, ma allora col mio diritto a percorrerle, sancito dal Codice della Strada, come la mettiamo? Ho esercitato la mia libera scelta di unirmi ad un gruppo più allenato rischiando di rimanere indietro, come appunto è successo, devo necessariamente far buon viso a cattivo gioco ed essere contento anche delle cose che vanno storte?

Nella discussione che ne è seguita mi sono sentito rifiutato ed isolato da persone che, al contrario, pensavo avrebbero dovuto comprendere il mio disagio. Di per sé brutto, ma non è solo questo che mi ha spinto all’abbandono. Me ne sono andato perché ho letto in questa aggressività smodata ed insensata una fragilità di fondo, e mi sono reso conto di come ormai la mia sola presenza, il mio solo perseverare nel sollevare temi scomodi e problematiche di non immediata soluzione fosse sufficiente a turbare gli animi di tante persone, ad innescare meccanismi di conflitto che francamente non mi sento in grado di gestire.

Avrei potuto benissimo ribattere insulto su insulto, attacco su attacco, menando fendenti verbali e toccando nervi scoperti, la dialettica non mi manca e l’aggressività neppure. Tuttavia non ho visto il senso di tutto ciò, l’obiettivo, il fine da perseguire. Non ne ho visto l’utilità. Scelgo io, a questo punto, di fare un passo indietro.

Lascio anche perché ormai, in quel contesto, non mi sento più libero di scrivere quello che penso. Se devo ogni volta fare i conti con malesseri ed antipatie sedimentate negli anni, con persone pronte a saltar su ad ogni possibile interpretazione forzata di quanto scrivo, ad insultare ed aggredire chi prende le mie difese, a mettere sottosopra un intero blog visitato quotidianamente da centinaia di persone dico no, grazie, preferisco vivere.

E su questo si innesta una ulteriore riflessione sulle "arene digitali", Blog, Forum, Mailing-lists, che più si allargano a raggiungere una platea vasta e diversificata e riescono così ad assolvere concretamente il compito che devolviamo loro, e più sembrano diventare dei "giganti dai piedi d’argilla", delle creature enormi e fragilissime, pronte a collassare per un nonnulla.

Romapedala rappresenta, fin qui, un risultato clamorosamente positivo, prodotto dall’intelligenza, dalla determinazione, anche dal sacrificio quotidiano di tempo ed energie da parte di chi ci lavora ogni giorno e dialoga senza soluzione di continuità con i lettori. Mi sembra però che questo successo di crescita richieda un parziale ripensamento sulle sue modalità di gestione.

Non necessariamente lasciare la massima libertà a chiunque di scrivere ciò che vuole, come è stato fatto fin qui, significa garantire la massima libertà a tutti. Perché c’è anche chi della libertà non sa fare un buon uso, chi finisce spesso e volentieri per trascendere, chi addirittura usa questa libertà per sopraffare gli altri, per attaccare anziché argomentare, per trasformare una pacifica arena dibattimentale in un luogo di aggressioni, insulti e basse insinuazioni.

Tutte cose che personalmente trovo dannose ed inaccettabili, e concludo con l’ovvia chiosa che quello che trovo inaccettabile in uno spazio pubblico gestito da altri lo trovo vieppiù inaccettabile in uno spazio personale come questo. Per cui rimando tutti alle regole che ho tempo addietro fissato per chi visita questo sito.

MammiferoBipede vuole essere uno spazio di civile dibattito e confronto, se qualcuno/a pensa di trasportare qui la propria componente di aggressività repressa e sta arrotando le unghie sulla tastiera in attesa di poter scrivere un commento al vetriolo è avvisato/a: quanto di offensivo, sgradevole, viscerale avrà a scrivere resterà on-line solo il tempo a me necessario per cancellarlo con un click.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...