Mondi lontani

Il week-end di laboratorio teatrale a Canale Monterano mi ha lasciato una scia di sensazioni poco positive. Ci sono arrivato già in partenza stanco ed emotivamente esaurito, sperando che qualche ora di sonno ristoratore avrebbe potuto riportarmi in condizioni umane. Poi l’incidente in moto occorso a due dei partecipanti mentre stavano arrivando ha fatto precipitare le cose. Per fortuna il bilancio è stato lieve, un piede rotto per l’insegnante e qualche ecchimosi equamente distribuita con la "passeggera", ma ha gravemente pesato sull’esito del lavoro che dovevamo svolgere.

Ritrovarci con un Gianluca azzoppato e febbricitante ha mostrato inequivocabilmente quanto noi tutti dipendiamo dalla sua energia e dal suo training. Ci siamo ritrovati a corto di memoria e brancolanti, con intenzioni poco chiare ed uno scarso controllo dei movimenti. Ad aggravare il tutto si aggiunga un surplus di difficoltà dovuto al fatto di stare intenzionalmente lavorando in spazi non predefiniti, senza la possibilità di fissare in maniera precisa e una volta per tutte spazi, gesti, posizioni e movimenti.

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Nella speranza di trovare bel tempo avevo portato con me il piccolo telescopio Meade da 7cm, ed in serata abbiamo osservato la Luna ed un po’ di pianeti. La Luna intorno al primo quarto mostra una quantità di crateri, ed in questo periodo Venere e Saturno sono molto vicini, a sud ovest verso il tramonto, mentre Giove fa capolino intorno alla mezzanotte, con la sua corte di satelliti.

Non so se sia dipeso dalla stanchezza, dallo sconforto per la situazione contingente, o dalla semplice ed inevitabile usura che il tempo produce sulle emozioni, ma quei mondi non mi sono mai sembrati tanto lontani ed irraggiungibili.  Forse è anche il fatto di usare uno strumento di scarsa apertura, che ne dà necessariamente immagini piccole e poco dettagliate rispetto a quelle che ero abituato ad avere dal 200mm, ma molto più probabilmente è proprio il fatto di aver perso qualcosa.

Esiste un discrimine, non netto, tra giovinezza ed età adulta. Esiste un’età in cui ci si può permettere di sognare qualsiasi cosa ed illudersi che sia realizzabile, ed un’altra età, successiva, in cui bisogna fare i conti col tempo passato, col tempo che continua a passare, e ci si trova a considerare come inevitabile che parte di quei sogni non solo non si sono realizzati, ma anche che non si realizzeranno mai.

Posso ancora ricordare, dei miei diciott’anni, la voglia bruciante di sollevarmi al di sopra del mondo, di scagliarmi nello spazio fino a raggiungere altri pianeti, altre culture, altre forme di vita. Se ci ripenso è un qualcosa che sento ancora nelle ossa, un desiderio che mi spingeva a starmene da solo, al freddo, su una terrazza, con l’occhio incollato all’oculare del telescopio, per volare attraverso lo spazio nell’unico modo in cui mi era allora possibile, nell’unico modo in cui mi sarà mai possibile.

Ora quei mondi lontani li sento davvero irraggiungibili. Lo so, lo sono sempre stati, ma io ero diverso, ero più giovane. Sapevo sognare e credere nei sogni. Adesso, invece, sono solo un povero adulto. Le ali che mi consentivano di volare coi sogni le ho perse per strada. Non erano reali, certo, ma servivano almeno a farmi sentire un po’ più leggero. Quelle ali, ormai lo so, non le riavrò mai più.

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7 thoughts on “Mondi lontani

  1. passo a leggerti,

    trovo sensazioni simili alle mie in questo lunedì di Ritorno.

    e pensieri che mi passano per la testa su quanto possiamo dare noi al teatro.

    il confine che descrivi poi tra la gioventù,il sognare ad occhi aperti e l’età adulta mi pare una metafora anche di quello che abbiam vissuto in questi giorni.

    forse sono stata un po’ criptica, ma si aprono temi che almeno per oggi restano appena accennati..
    semplicemente uno dei post più belli che hai scritto.
    se non altro, oggi mi ci voleva, è uno squarcio di poesia che fa bene al cuore.

    anto dacu

  2. Come possono essere diversi i punti di vista! Io sto vivendo un’evoluzione diametralmente opposta: appassionato di astronomia quando ero solo un bambino e da adolescente (gran divoratore di documentari e libri di divulgazione sull’argomento), col passar del tempo ho un po’ abbandonato questo interesse, non arrivando praticamente mai a compiere quel “salto di qualità” che mi avrebbe portato a studiare astronomia a livello universitario (trovando i miei interessi spostati più verso le scienze applicate e l’elettronica), nè a coltivare questa passione a livello amatoriale.
    La cosa più stramba, come uno scherzo del destino, è che dopo l’università mi sono ritrovato a lavorare proprio nel campo dello spazio, pur se in un settore marginale (mi occupo di componenti elettronici per applicazioni spaziali); e così, da anni frequento le principali agenzie spaziali europee, vado periodicamente a convegni in cui si parla di satelliti e di spazio, lavoro direttamente su grandi progetti per l’esplorazione scientifica… ma niente, a parte qualche sporadica uscita con qualche gruppo di astrofili, non ho mai praticato davvero l’osservazione del cielo come hobby.
    Poi, improvvisamente… poche settimane fa, durante un viaggio in bicicletta in Alsazia, una sera in un piccolissimo villaggio, ho fatto quello che faccio sempre quando ho la fortuna di viaggiare nel modo più bello: ho guardato il cielo per capire come sarebbe stato il tempo il giorno dopo. Era una sera particolarmente serena, quasi priva di nuvole, e lo scarsissimo inquinamento luminoso del villaggio in cui mi trovavo ha fatto il resto. La ricordavo bene, la Via Lattea, in campagna la si vedeva benissimo 30 anni fa, anche a soli 35 km. da Bari.
    Sono rimasto impietrito a guardare quello spettacolo per diversi minuti, e come d’incanto qualcosa si è mosso…
    Tornato a Roma, mi sono precipitato in libreria e ho fatto incetta di libri sull’argomento, e da qualche settimana non faccio altro che leggere, cercare siti web, informarmi, curiosare sui forum di astrofili, riprendere dai libri universitari vecchie nozioni di fisica e astrofisica ormai dimenticate…
    Chi l’ha detto che l’età è un limite? Se a 42 anni sono in grado di registrare ancora continui miglioramenti nelle mie prestazioni sportive in bicicletta e nella corsa, perchè non pensare di poter cominciare a dedicarmi ad una vecchia passione sempre rimasta nel limbo?
    Spero solo che dai tempi in cui hai cominciato a praticare l’astrofilia, i prezzi dei telescopi amatoriali siano un po’ scesi! 😉
    P.S.: ci vediamo sabato 6 settembre a Frasso Sabino?

  3. Ciao Gianni
    Effettivamente non sei il solo che mi ha palesato interesse nella materia. C’è un “ragazzo” di sessant’anni suonati che risponde al nick di “Baffogrigio” (in mtb un trattore diesel, anche a quell’età), che mi ha chiesto delucidazioni e col quale cercherò di organizzare una serata di osservazioni/discussione/cena (a casa sua, dalle parti di Sutri). Magari in qualche modo riuscite ad aggregarvi anche tu ed Elena, vediamo…

    Il 6 settembre a Frasso? Perché no? E’ un po’ che non ci capito, magari avviso anche “Baffo”…

  4. Newtoniano Bresser Messier 130/1000 mm?

    (e sì, sono già a questo punto!)

    Comunque quando rientri fammi uno squillo che ci facciamo una chiacchierata… mi interessa soprattutto parlare di A.R.A. ed eventuali corsi che hanno in programma.

  5. Pingback: Diario di un ritorno alle stelle | Mammifero Bipede

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