Panico da palcoscenico

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Lunedì prossimo si va in scena. Uno spettacolo abbastanza particolare, dal momento che non avremo un testo da imparare a memoria, al quale affidarci o sul quale "appoggiarci". Sarà un’improvvisazione, basata su un "canovaccio" nato nel corso di un’improvvisazione.

Il laboratorio settimanale del giovedì, condotto da Ursula Bachler, ha sofferto di non poche traversie. Eravamo partiti con l’idea di portare in scena il "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, ma dopo un paio di mesi di prove ci siamo resi conto che sussistevano problemi quasi insormontabili nell’assegnazione delle parti e nel bilanciamento dei personaggi, troppe attrici donne e troppe parti maschili (come al solito), sicché dopo un burrascoso confronto si è deciso di tornare al laboratorio, sperimentando tecniche diverse senza porci l’obiettivo di un saggio.

Purtroppo l’uscita di scena di un impegno finale ha fatto perdere coesione al gruppo, e gli impegni crescenti del periodo primaverile/estivo ci hanno fatto "perdere pezzi" strada facendo. Peccato, ma invero accade raramente che tutti quelli che iniziano i laboratori ad ottobre arrivino a giugno/luglio a prender parte agli spettacoli.

Ed in effetti anche noi non ci pensavamo quasi più ad andare in scena, senonché nel corso di un’improvvisazione la nostra insegnante ha avuto l’intuizione di spedire sul palco altri "personaggi", e l’improvvisazione è andata avanti assumendo le forme di una commedia degli equivoci davvero netta e coerente, con un inizio, un crescendo ed un finale che sembravano studiati a tavolino.

A quel punto ha preso corpo l’idea abbastanza assurda di proporla così, senza scrivere le battute, senza mettere a registro i tempi, semplicemente raffinando il canovaccio e basandoci sulla nostra capacità di rendere realistica l’improvvisazione stessa. Domani faremo le ultime prove e lunedì, in unica data, vedremo se al pubblico piacerà.

Tuttavia la nostra "commedia" non la proporremo come uno spettacolo vero, non sarebbe serio, ma come il saggio di un laboratorio sull’improvvisazione. Gli spettatori non pagheranno alcun biglietto ma solo la tessera dell’associazione culturale "SinestesiaTeatro" (per la modica cifra di 2€). La speranza è di riuscire a far passare al pubblico un’ora in allegria ed avvicinare un po’ di gente al teatro. Un teatro "piccolo", che non si nutre di grandi scenografie ed istrionismo ma vive di persone ed emozioni vere.

Per chi vorrà venirci a vedere l’appuntamento è per lunedì 25 giugno, teatro "Piccolo Re di Roma", via Trebula n°5, alle 21.00.

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3 thoughts on “Panico da palcoscenico

  1. E fu il trionfo![..] E chi se l’aspettava? Ieri sera siamo andati in scena per la prima ed unica rappresentazione di "Una sera all’improvviso", spettacolo senza copione e con continue invenzioni estemporanee fino all’ultima scena, ed è stato un successo [..]

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