Il carnevale delle biciclette

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Piazza del Popolo – sabato 26 maggio 2007

L’evento dell’anno è appena passato e scriverne così “a caldo” non è sicuramente facile, troppe emozioni, troppe immagini ancora a riempire gli occhi, troppi ricordi in soli tre giorni. E direi troppe riflessioni e pensieri “volanti” ancora da far maturare. Ma, lo stesso, troppe cose che già “devono” venir fuori, che premono per uscire, che chiedono di essere raccontate.

A quattro anni di distanza dalla prima edizione la sensazione dominante, almeno per me, resta lo stupore, il senso di totale spiazzamento, l’essere testimoni del realizzarsi di qualcosa di incredibile, al limite dell’impossibile.

Vedere un corteo di quattromila biciclette colorate e festose riprendersi per un giorno le strade cittadine, in un happening in larghissima misura disorganizzato ed estemporaneo, era impensabile fino a pochissimi anni fa. Oggi è realtà, e tutti hanno potuto assistervi.

Ricordo ancora la “prima volta”, era il 2004 e poche decine di ciclisti “critici” partecipavano alla Critical Mass mensile l’ultimo venerdì del mese (anch’io, all’epoca, solo saltuariamente). Fu quello il periodo in cui mi iscrissi alla mailing list di CM-Roma, ricevendo una pioggia di critiche per il solo fatto di essere, all’epoca, presidente della locale associazione Fiab.

Non si sapeva cosa sarebbe successo, in quanti avrebbero partecipato, come avrebbe risposto la città. Incredibilmente grazie al tam-tam telematico e personale, ed ai manifesti “attacchinati” nottetempo in tutta Roma da schiere di volenterosi, alla fine eravamo più di un migliaio. Fu la prima volta che, a modo nostro, “occupammo” le strade di Roma.

Ricordo come, nei mesi successivi, la lista “CM-Roma” lentamente mi metabolizzò, di come molte delle mie ferme convinzioni cambiarono, di come riuscii a cambiare almeno in parte alcune delle loro.

Ricordo la riunione all’Angelo Mai (ora sgomberato) in cui si doveva decidere se rifare la “Ciemmona” anche l’anno successivo, e la titubanza di tutti, il timore che la “magia” di quei giorni non fosse più riproducibile, che potesse non funzionare di nuovo… i primi interventi erano molto incerti, preoccupati: “che facciamo, ci riproviamo?”

A quel punto chiesi la parola, scusandomi di essere poco più che un “esterno”, e feci solo un breve discorso. Raccontai le emozioni provate in quei giorni, ed in particolare il venerdì sera, in mezzo a Piazza Venezia nel guardare alcuni dei partecipanti fare capriole ed acrobazie… “non so voi” dissi “ma io quelle emozioni, quelle sensazioni, le rivoglio!”

Nel momento di silenzio che seguì vidi sorrisi allargarsi, e ricordo le prime parole di Simona: “Sei riuscito a dire quello che tutti pensavamo, e nessuno riusciva a tirare fuori…” Quello fu, probabilmente, il mio unico, minimo contributo. I meriti veri vanno ad altri/e, persone straordinarie che non hanno il minimo interesse ad essere menzionate, né ad apparire.

E “Ciemmona2” fu.

Di quell’anno ricordo l’emozione sconvolgente della prima volta sulla sopraelevata, infrangendo il divieto al transito delle biciclette, poco dopo che un acquazzone estivo ci aveva praticamente inzuppati, con la gente affacciata ai balconi che ci applaudiva.


in Tangenziale – maggio 2005 – foto di Guido (“Gufo”)

E ancora continua, e siamo ogni anno di più, ed ogni anno è una festa più grande e partecipata. Ma soprattutto, bisogna comprendere, non si tratta di una “manifestazione di protesta” quanto di dire: “Eccoci, siamo qui. Uscite dalle vostre scatole di latta, dalle vostre abitudini. Venite a scoprire la vita. Correte il rischio di esistere.”

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Tutti al mare – domenica 27 maggio 2007
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4 thoughts on “Il carnevale delle biciclette

  1. Penso che anche in un’associazione ambientalista, libera da preconcetti, come quella nella quale ricoprivi la carica di presidente, i pregiudizi verso una manifestazione come la CM, considerata all’inizio come poco più di una riunione tra matti organizzata da ragazzetti senza cervello, furono determinati dal tuo osare e andare contro le “regole”, affiancandoti a quel movimento.

    Invece fu un gesto da ricordare e che denotò la profondità del tuo pensiero, teso a ricercare con attenzione la meta del riconoscimento della mobilità ciclabile come vera forma di mobilità urbana sostenibile.

  2. Vengo qua cercando il tag “fantascienza” e trovo un massaro di prima categoria… questi sono casi difficili da far passare inosservati.

    Mi hai emozionato con quella descrizione, mi dispiace non esserci stato, sono stato ad una sola CM nella mia vita (l’ultima san lazzaro a milano) e mi è piaciuto un mondo, spero di ripetere la cosa quanto prima 😉

  3. Ciao Loman, mi sono fatto un rapido giro sul tuo blog e tornerò per uno più approfondito (e in ogni caso mi son preso il feed).

    Io non lo trovo strano, chi non sta bene nel mondo attuale cerca sempre un’evasione, o nei mondi della fantasia (la fantascienza), o negli universi paralleli (la bicicletta, l’esperienza della bicicletta, è come essere in un universo parallelo…).
    Spero di incontrarti, prima o poi.

    Ciao

  4. Pingback: Tutti a/r mare | Mammifero Bipede

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