Inquietudine

Riassumiamo la situazione. Pochi giorni fa viene inaugurato in pompa magna il “portale del turismo in Italia”che viene immediatamente fatto oggetto di critiche dall’intera rete dei blogger italiani. Tale sito, oltre ad essere straordinariamente costoso per un’infrastruttura internet, Risulta lentissimo, mal strutturato, carente di diverse funzionalità, tradotto coi piedi nelle altre lingue (tanto per far ridere gli anglofoni), non indicizzabile dai motori di ricerca, discutibile nei contenuti e pressoché inaccessibile ai non “normodotati”. Insomma, una vera catastrofe anche senza menzionare il fatto principe: che un “portale” di concezione così arcaica, nell’internet di oggi, non ha alcuna utilità.Alcuni links per chiarire la questione: il neonato Blog Scandaloitaliano (che si occupa da qualche giorno di eviscerare la questione nei dettagli), ed un articolo di PuntoInformatico.

Ora a sorprendermi non è tanto il fatto che in Italia succedano di queste cose, quanto che a fronte di un’offensiva informativa così diffusa, praticamente dell’intera Blogosfera, nei media tradizionali non stia passando nulla. Né giornali, né telegiornali, né siti dei giornali stessi on-line. Perfino Beppe Grillo tace. E’ quello che si dice “un silenzio assordante”.

Ho come la sensazione che si stia svolgendo un silenzioso braccio di ferro tra l’informazione “dal basso”, quella delle persone, veicolata dalla rete, e quella “dall’alto”, controllata dal potere politico ed economico. Forse è la prima volta che si verifica un caso del genere… ed io lo trovo sommamente inquietante.

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15 thoughts on “Inquietudine

  1. a onor del vero qualcosina si sta muovendo (es. il blog della Masera su La Stampa, non so sulla versione cartcea) certo il ritardo fa impressione.

    Le domande allora sono:

    a)non contiamo semplicemente una mazza, per cui l’opinione della rete non viene tenuta in alcun conto

    b) oppure contiamo, tanto da essere “censurati” o ignorati deliberatamente?

  2. In Italia siamo ancora molto indietro sulla fruibilità internet. Negli USA e in Gb la raccolta pubblicitaria su internet è 100 volte superiore alla nostra, in Spagna e Francia siamo nell’ordine delle 60 volte.
    Entro breve tempo ci sarà inevitabilmente un boom anche in Italia, il trend è inarrestabile e il mondo pubblicitario italiano lo sa bene tanto che sta facendo pressioni considerevoli sugli editori per trasferire il più possibile della loro produzione sulla rete.
    “L’opinione della rete” conterà sempre più.

  3. Intanto ringrazio Gaspar della segnalazione sul suo blog, arriva in un momento non molto ottimista e personalmente mi solleva. Aggiungo che anche Mantellini si è occupato della faccenda, e come “memoria” metto qui sotto l’ultimo commento che ho lasciato sul suo sito:

    Devo essere sincero, a me questa faccenda del portale italia.it sembra lo specchio esemplare di come non funzionano le cose in Italia, e di come si continui a non volerle far funzionare. I giornali, TG in testa, fanno il loro mestiere di “grancassa” governativa (abbastanza indifferentemente da quale governo ci sia) e se monta una giusta indignazione popolare, che sia la protesta per un’opera inutile come la TAV in Valtellina, il ponte sullo stretto, la base USA di Vicenza o lo sperpero di soldi pubblici (per un portale inutile) si sceglie semplicemente di ignorarla, delegando a programmi come Report (per dirne uno serio) o ai vari Striscia e Le Iene (per dire delle pagliacciate) il compito di denuncia.
    La mia domanda ora è: possibile che dobbiamo considerare inevitabile questo stato di fatto? Perché accettiamo che l’informazione abbia abdicato ad un ruolo fondamentale in tutti i paesi civili e democratici? Che strumenti possiamo darci per rimediare ad una tale stortura? (Bloggare, ovviamente, ma ancora non basta…)

    A Gianluca direi che la “vera notizia”, al di là della reale cifra spesa (e del fatto che solo gli “addetti ai lavori” ne fossero al corrente), è che il nostro Vice Premier ha presentato ufficialmente un portale che sta facendo ridere i polli (non solo quelli anglofoni, che comunque se lo godono di più). Io trovo sconcertante che a presentare una roba del genere non si provi un minimo di imbarazzo. Ma questa gente “che cosa sto facendo” se lo domanda mai?

  4. Azz … Ho scritto un commento al sito Italia.it. Non saranno neppure passati 10 minuti da quando lo pubblico che, così, per curiosità, vado a guardare su Shinistat quanta gente ha visitato il mio blog.
    Trac … lo ha appena visitato qualcuno dal server “Sviluppo italia spa”
    Ma come hanno fatto ad arrivarci così in fretta?
    Stanno sondando il web per fare la “lista nera” di chi li critica?
    Bo.

  5. “Ma questa gente “che cosa sto facendo” se lo domanda mai?”
    Sì forse questa gente si pone questa domanda, ma evidentemente i parametri di valutazione non hanno a che fare con quel pubblico attento e critico, ormai considerato dai nostri politici una esigua minoranza.
    by La “piccola mammiferaia”

  6. per stefano, non mi inquieterei troppo: in Sviluppo Italia qualcuno sveglio ci sarà e capisce che oltre alla cartellina della rassegna stampa è utile tenere il polso delle reazioni dei blog (anche perchè prima poi qualche giornale che raccatta un pò di pareri in giro e fa l’articolo ci sarà);
    se hanno un pò di cervello gli sfondoni principali li potrebbero sistemare al volo proprio partendo dalle segnalazioni (l’inglese mi sembra un pò traballante, ho beccato un “enogastronomics” che grida vendetta)

  7. Rispondo un po’ “a giro” (ieri non ne ho avuto il tempo)

    @ Magister
    Pugia più che il sito ha rifatto la homepage (che comunque non era stata fatta “ad hoc” ma semplicemente messa su riusando un prodotto esistente e già stravecchio, anche come concezione). A riprova che le cose, a volerle fare come si deve, si possono fare eccome!

    @ Aghost
    Stamattina si è svegliata pure Repubblica on-line… alla buon’ora! La mia idea a questo punto è che in presenza di una crisi di governo si sia messa “la sordina” alle voci critiche (voci critiche, oltretutto, bipartisan, dato che l’idea del portale nasce dal precedente governo). Quanto al “contare”, contiamo ancora poco, più che altro perché tutto questo paese su Internet dorme pressoché da sempre.

    @ Bummi
    Magari migliorerà, ma ci conto poco che accada a breve.

    @ Stefano direi anch’io di non preoccuparsi. Ovviamente mentre il resto del mondo fa finta di niente, i responsabili del portale hanno il cosiddetto “pepe al ….” e cercano di rimettere a posto le castronerie che hanno fatto prima che scoppi il bubbone, sfruttando le voci critiche a mo’ di “debugging”. Sono convinto che stiano monitorando tutto quello che viene scritto, ma dubito che sia fatto a fini repressivi. Potrebbe addirittura essere uno dei dipendenti “co-co-pro” che cerca del suo di capire “che aria tira”. 🙂

    @ Manu (la “piccola mammiferaia”)
    Il pubblico attento e critico sarà anche una esigua minoranza, ma le premesse per estendere di molto attenzione e capacità critica ci sarebbero tutte. La rete ce le dà, ma è ancora troppo complesso usarla in questo modo, e sono pochi quelli che lo fanno.

    @ Newsfuturama
    Grazie per i complimenti. Ho visto il tuo blog. Mi ha ricordato un po’ quando leggevo i libri di Peter Kolosimo negli anni ’70. ☺

    @ Magister
    L’inglese di molti testi è veramente ridicolo, pare Forrest Gump.

  8. Ciao Corrado
    Aggiorno il post con l’osservazione che, dopo averci buttato miliardi, il sito italia.it è stato “tirato giù”, semplicemente, e non esiste più.
    Oltretutto in maniera perfettamente “bipartisan”.

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