La terra dei cachi

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Oggi volevo scrivere delle dimissioni di Prodi, del nuovo ed inverosimile “portale dell’Italia nel mondo”, col suo logo inguardabile (vorrei tanto sapere chi è il genio che ha disegnato quel cetriolo verde al posto della “t”), la lentezza esasperante e le miriadi di castronerie tecniche (e non solo) che contiene. Ma penso non serva a molto, la parola definitiva su questo paese l’ha già detta Giacomo Poretti (nella foto). E sono d’accordo, questo di oggi non è un post molto brillante, sarà che sento di vivere in un paese poco brillante, un paese che, non solo oggi, un post brillante proprio non se lo merita.
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7 thoughts on “La terra dei cachi

  1. Sono avvilito, ma la democrazia partecipativa, la condivisione delle responsabilità e l’impegno personale nella vita, nel lavoro, nella famiglia, nella città, sono grandi, belle parole come la pluriomnisemperauspicabiledomani famonuntepreoccupà diffusione della ciclabilità: tutti lodano, pochissimi fanno.

    Il mio delirio senile suggerisce: i più amati dagl’itagliani nell’ultimo secolo?

    Mussolini, Andreotti e, ovviamente, …

    AVE caiofabricius VALE
    SGFM

  2. Scusate ma volevo fare un commento sul cetriolo al posto della t…. io lo trovo geniale e lo trovo anche molto significativo diciamo che in questo logo c’è la sintesi di come funziona l’italia e il governo italiano… in fondo quello che fanno di solito è rifilarci un certiolo al giorno e non vi posso dire dove… quindi il cetrilo è l’ortaggio più caratteristico di questa italietta!!!
    bacioni
    Sonia

  3. un commento banale ma credo condivisibile: e diciamolo che il logo italia fa SCHIFO! ma davvero!
    persino io potevo farlo meglio…BAH!
    manola

  4. O.T.

    QUANDO VIENE RESO UN SERVIZIO POLITICO AL PAESE CON MISTICA DISONESTA’ IL GOVERNO NON E’ PIU’ LA FORZA DELL’OPINIONE DELLA GENTE
    Autore: Giacomo Montana

    Quando si scrive, generalmente lo si fa per coloro che hanno mosso delle rimostranze. Si tratta di tutte quelle persone squisite, tra le quali ci sono quelle delle quali mi vanto di essere amico. Ma ce ne sono altre che, misconoscendo la tradizione, fa affiorare in loro un cinismo, una baldanza e una arroganza, capaci di ogni genere di bassezze, tanto da ingannare e imbrogliare concittadini e autorità in ogni modo e che, di conseguenza, nessuna persona di buon senso potrebbe mai accettare o tollerare.

    Non si capisce perché, c’è sempre chi, malgrado tutto, in secondo grado, minimizza di più quello che già di per sé viene filtrato, ridotto e persino in parte censurato dagli operatori professionisti della disinformazione, per tutti i giochi di potere e le infinite ipocrisie della “casta”.

    Talvolta si vede scrivere solo per fare “scena”, lasciando chi legge senza potere essere bene informato del vero momento storico e di tutto quello che viene lasciato andare a rotoli in un paese. Chi fornisce l’informazione al pubblico usando mezze verità, perifrasi ed espressioni fuorvianti, verosimilmente lo fa per rendere il popolo sempre più vulnerabile, debole e passivo.

    Chi tira le fila su questo sa bene che poi l’uomo, con i suoi disagi, continuerà ad essere il prodotto della disinformazione sociale e, non sapendo quello che accade, a sua insaputa subisce tutto.

    Chi scrive non deve fingere, ma deve produrre in chi legge una reazione ad un avvenimento, per permettere che sia vagliata una risposta al problema sensatamente motivata e adeguata. Si deve poter dare un’idea di quello che capita in quel momento e in un determinato luogo.

    E’ così che si può constatare una reazione e una legittima difesa, a partire come per esempio dal pentimento di avere creduto in tizio o in sempronio, dal dolore per avere ricevuto delle frodi che non si conoscevano, dalla collera per avere scoperto chi in realtà in politica fa tutto all’infuori degli interessi dei cittadini, etc.

    Chi scrive solo per fare scena e numero di lettori, ottiene che la nostra libertà diviene completamente infedele al proprio dovere, precludendoci così anche la possibilità di potere percorrere un cammino che ci attende, aperto allo sviluppo e ad un fattivo progresso.

    Ricordiamoci che se viene fatto mancare il capitale sociale, si sopprime il funzionamento della democrazia e viene distrutto un patrimonio e la risorsa culturale, colonna portante delle relazioni fiduciarie, di cooperazione e di reciprocità tra cittadini, facendo imboccare una percorso a vicolo cieco, che porta nel baratro della più crudele disumanizzazione della vita sociale.

    Chi fa questo vuole che qualsiasi dovere di verità, lealtà e buona fede debbano rimanere in balia delle onde ed alla deriva, per il proprio egoistico tornaconto, verosimilmente soltanto finalizzato all’occulto sporco arricchimento dei privilegiati.

    Certi avvenimenti e i prodotti deviati e quindi non genuini che vengono mantenuti nascosti alla gente, testimoniano una democrazia malata e mettono in rilievo le sue sempre crescenti difficoltà, che noi tutti cittadini, nel nome del progresso, siamo chiamati a far superare, senza vedere ulteriori inerzie, inganni e finzioni anche da parte degli operatori dell’informazione.

    Nel complesso del silenzio assenso anche per quanto attiene alle più ignobili azioni criminali, si comprende inconfutabilmente che la più ipocrita delle filosofie utilitaristiche che lasciano fraudolentemente campo libero a coloro che vengono privilegiati ai danni di altri cittadini, è l’estremo liberalismo che da quello che si vede viene già praticato. Per sapere il grado di vigliaccherie, censure, disinformazione, disumanizzazione e il fenomeno del silenzio assenso sul crimine, a cui siamo arrivati causa di intorpidimento etico-civile e pauperismo culturale, vedi gli episodi descritti e provati nel sito: http://www.mobbing-sisu.com

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