Dialogo o monologo?

A gennaio ho aperto questo blog, l’ho chiamato Mammifero Bipede ed ho aggiunto Schegge di Pensiero Liberate ad un Dialogo col Mondo. Ad un mese di distanza, con un certo rammarico, devo constatare che questo "dialogo" non c’è ancora. Nonostante le venti/quaranta visite giornaliere, che pure sono un risultato lusinghiero, le cose che scrivo apparentemente non smuovono un desiderio di elaborazione, di confronto, di dibattito.

Forse è un problema di "digital divide" (per dirla in maniera complicata), forse ci sono lettori che non hanno confidenza con lo spazio dei commenti, che non sanno che cliccando in fondo al post (si chiama così) la voce "commenti" è possibile leggere le considerazioni degli altri lettori ed aggiungere le proprie. Come pure che nella colonna di sinistra, poco sotto la mia effigie, vengono automaticamente segnalati gli ultimi commenti inseriti nel sito, anche nei post più vecchi.

Magari è un fatto di pigrizia, oppure parecchi non trovano utile un canale di comunicazione di questo tipo, o ancora ci sono tanti affezionati alla classica fruizione "broadcast" in cui i contenuti vengono scodellati dall’alto, sull’utente, che li assorbe come farebbe con un giornale o con un tg.

Beh, il Blog non è questo. Perlomeno questo Blog non vuole esserlo. Qui è possibile discutere le cose che vengono scritte, integrarle. Qui chi legge può diventare parte della narrazione, aggiungere il suo pensiero a quello che viene raccontato, arricchire delle proprie idee i successivi lettori, ed anche me.

Ho scritto, non molto tempo fa, che vedevo questo Blog come una casa in cui invitare i miei amici a discutere. Ora ho una casa piena di gente che ascolta silenziosa. Non è una situazione piacevole, perché non riesco neppure a rendermi conto se sto dicendo cose giuste o no, utili o insignificanti, interessanti o noiose. O anche se, chi mi viene a visitare, poi si dia pena di leggere quello che scrivo o passi ad altro senza nemmeno arrivare alla fine del post (mi è stato detto anche questo…).

Si accettano suggerimenti, giacché temo di non avere risorse di narcisismo sufficienti a continuare indefinitamente questo monologo autistico.

P.s.: non c’entra molto, ma è in qualche modo gratificante leggere oggi sul Blog di Beppe Grillo cose sostanzialmente identiche a quelle che scrivevo sei anni fa (n.b.: l’articolo integrale è stato suddiviso in 12 capitoli, che nel sito di Ruotalibera sono accessibili dalla colonnina a destra).

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8 thoughts on “Dialogo o monologo?

  1. Sono arrivata da te grazie a 2000 blogger…
    devo dire che cio’ che ti stai chiedendo tu, io me lo sono chiesto diverse volte in due anni che ho il blog, ma la conclusione e’ sempre la stessa:Io scrivo il blog per me prima di tutto, poi se qualcuno delle cinquanta visite che ricevo di media giornalmente ha voglia di esprimere un suo parere ne sono ben felice altrimenti pazienza.
    Saro’ banale ma io sono felice di avere il mio blog, con o senza commenti :)))
    A presto
    Sara

  2. come sara ho scoperto il tuo blog da poco.. grazie per questo intervento di “sprono” vedari che avrò l’occaiosione di dire la mia… purtroppo penso che tutti i blogger siano tutti sulla stessa situazione tranne i cossiddetti blogstar o quelli che stabiliscono relazioni tra blogger apposta per incrementare il traffico..
    buona giornata
    Vibes

  3. e se vogliamo dirla tutta ci sono blogger che aspettano di essere commentati altrimenti non ti commentano. Quello che pero’ fanno e’ continuare a leggerti in “silenzio”. Contenti loro, contenti tutti :))) e se non vuoi essere assorbito da questo “gioco” stupido devi partire dal fatto che cio’ che fai lo fai prima di tutto per te stesso.
    Buona giornata
    Sara

  4. La situazione e’ molto complessa. Sono vere tante cose. Ad esempio che ci sono blogger che si commentano a vicenda per rendersi piu’ visibili. Ci sono blogger che si scrivono tra di loro perche’ si divertono a farlo. Ci sono casi in cui valgono entrambe le cose contemporaneamente. Ci sono casi , come il mio col tuo blog, in cui non sempre il lettore si sente all’altezza di offrire un serio contributo alla discussione e quindi preferisce solo leggere per conoscere. Altre volte il lettore non puo’ far altro che condivere in pieno il pensiero e ritiene inutile scriverlo. Per esempio il tuo post sul film di Muccino avrei potuto scriverlo ripetendo pensiero per pensiero, quello che m’e’ venuto in mente uscendo dal cinema quando l’ho visto. Non e’ semplice. Ritengo difficile che le persone “raccolgano” un invito a commentare un pensiero “formato e preciso”. Forse e’ piu’ facile chiedere direttamante ed espicitamente un parere su di un interrogativo che l’autore propone. Provaci e vedrai la differenza. Col tempo poi si creano delle situazioni da “casa comune” dove incontrarsi..col tempo…
    Ciao!

  5. @ Sara
    Incredibile, mi sono aggiunto ai 2000Bloggers quasi per scherzo, e invece sembra avere anche una funzione pratica! Mi sono fatto un punto di dare almeno una scorsa al tuo Blog, che in effetti è molto più “personale” del mio. Però bisogna distinguere tra “mezzo” e “fine”. Per me il blog è uno strumento per comunicare, per te qualcosa di bello da costruire giorno per giorno e donare agli altri.

    @ Vibes
    Quello che sto cercando di fare con il mio Blog è probabilmente diverso da quello che stai cercando di fare tu (ci ho dato un’occhiata). Più che altro avevo in partenza un’idea di rivolgermi alle persone che mi conoscono (e sono parecchie decine) e discutere con loro… ora non so più che pesci pigliare, non so se loro mi leggono, non so chi mi legge ed eventualmente cosa pensi di quello che scrivo non conoscendomi… Posso vivere senza commenti, solo vorrei capire che cosa sto combinando in concreto. :-/

    @ Piero (ciclosalita)
    Io cerco intenzionalmente di offrire “un pensiero formato e preciso”, penso sia il contributo che la mia “forma mentis” riesce a dare meglio. Ma questo non significa che bisogna essere per forza d’accordo, o ritenere esaurito l’argomento. Di fatto l’unico modo di assegnare un “rating”, un valore ai post, è quello di commentarli, anche con un rigo. Probabilmente, anche per ragioni anagrafiche, i lettori di questo Blog non hanno ancora compreso l’importanza di ciò, e la differenza con la stampa tradizionale in cui non puoi realmente partecipare. Ma io, almeno adesso, ho bisogno di sapere che cosa ne pensano.

  6. Caro Marco credo che il tuo articolo sottintenda un errore di fondo, oppure sono io che ti ho capito male. Un Blog non è un forum, non è uno spazio in cui si discute con botta e risposta fra i protagonisti.
    Il Blog è uno spazio in cui il Blogger cerca di stimolare altri a elaborare una propria opinione su degli argomenti che a lui stanno a cuore.
    Che ci siano tanti o pochi commenti è assolutamente secondario. A volte il silenzio è d’oro, soprattutto quando non si ha nulla da dire.

  7. Sono convinto che non sia un forum, di sicuro non vuole esserlo. Però devo abituarmi a quest’idea che nessuno di quelli che mi leggono senta la spinta ad aggiungere qualcosa di suo. Forse è solo troppo presto per me per comprendere il reale senso ed impatto di quanto sto scrivendo, ed immagino che qualche commento in più possa darmi chiarezza.

  8. L’impatto c’è anche solo leggendo quello che scrivi.
    Capisco che può essere frustrante non ricevere dei feedback, però secondo un blogger scrive a prescindere dai commenti che riceve.
    Io per esempio mi sorprendo sempre che ci sia qualcuno che abbia voglia di commentare quello che scrivo.

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