Il controllo dell'attenzione

Mi è capitato di rileggere, ad un anno di distanza, questo articolo pubblicato da Babelteka.

Mantengo qualche perplessità sulla forma usata, la storia raccontata un po’ "a mezza bocca" e l’alone di mistero sul presunto protagonista (che sembra un po’ Matt Damon in "Will Hunting – Genio ribelle", ma alla fine la sa troppo lunga sul nostro paese per risultare plausibile…), tuttavia l’articolo propone un ragionamento interessante e ricchissimo di spunti di riflessione. Che poi il professor Natoneen esista o meno, che le opinioni riportate siano sue o dello scrivente sotto pseudonimo, mi interessa fino a un certo punto.

L’articolo intervista è una furiosa scorribanda intellettuale che intreccia temi apparentemente molto lontani tra loro: antropologia, sociologia, politica, informatica, medicina, per arrivare ad affermazioni che, alla prima lettura, mi fecero scorrere un brivido lungo la schiena.

Ad esempio la frase: "in un certo senso l’esercizio del potere si traduce oggi sempre più nella capacità di organizzare il tempo degli altri e di ridurre la loro capacità di attenzione e concentrazione".

Oppure il suo corollario: "Per questo esiste un divario crescente, e assolutamente preoccupante, tra l’aumento delle potenzialità tecnico-scientifiche a disposizione dell’umanità e lo scadimento dei livelli di formazione culturale delle popolazioni".

Lo scenario delineato è sicuramente inquietante: molte delle dinamiche descritte risultano oggettivamente leggibili nelle mutazioni sociali e culturali del nostro tempo, dall’invasività della pubblicità all’abbassamento della capacità di attenzione e concentrazione dei più giovani, dalla precarizzazione del lavoro al crescente allarme sociale sulla diffusione della piccola criminalità.

L’intero processo viene infine ricondotto, in un’ottica critica di stampo marxista, ad uno scenario di lotta di classe, finendo col dare all’articolo/intervista un retrogusto vagamente paranoide. Che però non deve distogliere l’attenzione dalla gravità dei temi sollevati: deliberate o meno, imposte dall’alto o autogenerantisi, le dinamiche sociali descritte nell’articolo vanno considerate in tutta la loro negatività ed attivamente fronteggiate.

Cominciando col mantenere alto il nostro livello di attenzione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...